| Mercoledì 30 Novembre 2005 - 13:11 | Siro Asinelli |

Il duplice attacco al Cremlino e a Teheran è sferrato in una domenica di fine novebre dalle colonne del britannico ‘Sunday Telegraph’.
La rivelazione è di quelle che scottano e che vanno a valorizzare gli sforzi della Santa Aleanza Atlantica impegnata nella lotta al ‘terrorismo internazionale’. Una notizia che rende felice il contribuente medio occidentale che vede ben spesi i propri soldi, anch’essi impegnati per armare la ‘crociata democratica’ contro gli Stati canaglia e quelli a rischio dittatura. Insomma, la notizia è veramente ghiotta: citando rapporti non specificati dell’intelligence britannica, il tabloid afferma che diversi gruppi di separatisti ceceni sarebbero addestrati in un campo paramilitare iraniano situato a pochi chilometri da Teheran.
La notizia è ancor più ghiotta quando si sottolinea che gli stessi rapporti indicano che oltre all’addestramento militare i ceceni siano sottoposti ad un vero e proprio indottrinamento ideale e politico. La notizia rimbalza per l’occidente... l’Italia, in verità, resta al margine dello scoop, troppa presa a seguire le elucubrazioni di Vespa sul plastico della villetta di Cogne.
Il giornale londinese centra subito l’obbiettivo: Mosca e Teheran sono alleati di fede provata e questa rivelazione dei servizi britannici potrebbe minarli dalle fondamenta.
A leggerla bene, però, la storia non quadra.
Da quando il signore della guerra Basayev ha preso il comando delle milizie, i ceceni hanno avviato una campagna terroristica senza precedenti: metropolitane, teatri, scuole.
L’intera Federazione è minacciata, non solo il Caucaso. Basayev e i suoi puntano all’identificazione con l’Islam, confessione sunnita, culto wahabita. Lo stesso dei sauditi, lo stesso di bin Laden.
E’ però a tutti noto che in Iran vige uno Stato teocratico che si fonda sì sull’Islam, ma sulla confessione sciita.
E’ altrettanto noto che tra sciiti e sunniti non corre buon sangue. Meno nota è la storia dell’ascesa al potere in seno alla fazione indipendentista cecena del gruppo wahabita. Questo fu finanziato, armato e sostenuto dalla seconda metà degli anni ‘90 con l’obiettivo di distruggere la rete di oleodotti russi del Caucaso. In breve un gruppo di multinazionali del petrolio sostennero la costruzione dell’ormai attivo oleodotto BTC, alternativo a quelli russi e funzionale al commercio statunitense e britannico. Se per l’Iran sarebbe improbabile appoggiare gruppi wahabiti, per le multinazionali atlantiche la questione resta in sospeso.
Vale infine la pena sottolineare che la Chevron è stata ed è molto attiva in Caucaso, e Condoleezza Rice ne è stata consigliere speciale per la regione euroasiatica per anni. Prima di diventare la novella Kissinger.
Siro Asinelli