ROMA - Con un emendamento subito ribattezzato 'evita-aborto', Margherita e Ds sparigliano le carte nel dibattito sulle misure a sostegno della natalita' presenti in Finanziaria. Beppe Fioroni, Rosi Bindi e Livia Turco, due ex ministre del governo Prodi, propongono un assegno mensile a sostegno della gravidanza per ragazze madri o donne in particolari condizioni di disagio, e immediatamente ricevono la benedizione della Pontificia Accademia per la Vita, per voce di Monsignor Elio Sgreccia.
La maggioranza si mostra disponibile al confronto, ma appare spiazzata, tanto che il ministro della Salute Francesco Storace in un primo momento plaude (''se l'opposizione evolve a me non fa che piacere'') per poi frenare (''attendo di conoscere il testo''), mentre quello per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi polemizza: ''e' solo una variazione sul tema, una proposta mascherata del bonus bebe' presentato dalla maggioranza''.
''Ci avevamo gia' pensato prima e ci stiamo lavorando. Faremo meglio noi...'', chiosa a sera la relatrice alla Finanziaria, Daniela Santanche'. Intanto Silvio Berlusconi annuncia che ''anche nella 194, come sulle altre cose, per Forza Italia vige la liberta' di coscienza e non e' un tema da inserire nell'agenda del governo ma spetta al Parlamento decidere in modo sovrano''. E An si precipita a chiarire che non c'e' alcun contrasto tra la posizione del suo ministro della Salute, che vuole far applicare la 194, e il presidente del Consiglio.
L'emendamento Ds-Dl sembra invece riaprire, sul piano delle misure concrete, il confronto tra l'ala riformista dell'Unione e l'episcopato, proprio mentre la Cei promette che non tacera' su vita e famiglia. La proposta prevede due diversi tipi di intervento a sostegno della gravidanza. Per le ragazze madri in gravi condizioni di disagio sociale ed economico e comunque con un reddito non superiore a 25.000 euro annui viene previsto un assegno mensile di 350 euro, a partire dal terzo mese di gravidanza (cioe' l'ultimo entro il quale si puo' decidere di abortire) fino al momento del parto. L'altra misura, come spiega Rosi Bindi, in realta' e' un modo di allargare la tutela della maternita' anche alle donne (italiane, comunitarie ed extracomunitarie con regolare permesso di soggiorno) casalinghe, disoccupate o con nuovi contratti di lavoro flessibile (i cosiddetti co.co.co previsti dalla legge Biagi, scoperti da tutela per la maternita'). A partire dal sesto mese di gravidanza verra' loro concesso un assegno mensile di 250 euro, a condizione che non superino il reddito familiare di 40.000 euro.
''Un buon precedente'', elogia subito Monsignor Elio Sgreccia della Pontificia Accademia per la vita. Ma per Luca Volonte', capogruppo dell'Udc alla Camera, ''fatti i conti, tra il bonus bebe' e le misure avanzate oggi dall'ex ministro Bindi non c'e' paragone, perche' il bonus figlio ha il vantaggio di non essere ridotto alla figura della mamma single in difficolta'''. E il vicesegretario centrista Ermina Mazzoni, rivendicando la paternita' della proposta all'Udc, parla di una vicenda ''emblematica della difficolta' con cui gli ex popolari e parte dei Ds vivono questi temi''.
Riccardo Pedrizzi, responsabile per le Politiche della famiglia di An, trova sbagliato parlare di emendamento anti-aborto ''perche' il sostegno varrebbe a partire dal momento in cui la legge 194 non consente piu' l'aborto per qualsivoglia motivo''. Francesco Giro, responsabile Fi per i Rapporti con il mondo cattolico, invece si congratula: ''Straordinariamente, con questa iniziativa legislativa affiora a sinistra una nuova cultura politica a favore della vita nascente e Fi non puo' che rallegrarsene''. Anche Adolfo Urso, viceministro di An, plaude, rimarcando pero' con la matita blu le ''profonde divisioni a sinistra'' sul tema.
La norma evita-aborto (che per il primo firmatario Fioroni ''e' riduttivo definire solo tale'') prevede infatti misure che dividono nell'Unione. ''Se si vogliono mettere le donne italiane nelle condizioni di quelle che vivono in altri paesi stranieri - affermano le deputate diessine Buffo e Tropia - non basta un sostegno finanziario per alcuni mesi della gravidanza, bisogna potenziare il welfare e fare i servizi, contrastare la precarieta' del lavoro''. ''Iniziativa strumentale'', commenta Luana Zanella, deputata dei Verdi. ''Proposta debole, forse debolissima'', condivide Daniele Capezzone, della segreteria della Rosa nel pugno.
L'Udeur invece apre: ''Proposta interessante, purche' compatibile con quelle da noi gia' messe a punto sulla famiglia''.
Intanto oggi arriva il primo via libera della commissione Affari sociali della Camera alla indagine conoscitiva sulla applicazione della legge 194. Unione e Nuovo Psi non partecipano al voto ma passa con i soli voti della maggioranza la proposta dell'Udc, che prevede un ciclo di audizioni tra tutti i soggetti chiamati ad operare dalla legge 194.




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