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sono sicuro che il messaggio cristico, per così dire, originale non sarebbe stato accettato dal mondo greco-romano e, tanto meno, dal mondo celtico e germanico.
in ogni caso il detto "ex oriente lux" dei romantici è una grossa panzana.
Io non ho queste certezze. Anzi.Citazione:
Originariamente Scritto da dime can
Col senno di poi possiamo solo fare delle ipotesi.
Il fatto che il cristianesimo si sia radicato in europa, in particolare in quella celto-germanica, significa qualcosa. Così come fa pensare che la ribellione alla degenerazione cattolica romana sia venuta dalla regione alpina.
La globalizzazione? Ha un solo responsabile: la tecnica, che non è solo prassi, ma anche pensiero, metafisica, atteggiamento originario di fronte alla realtà. L'uomo ha sempre usato strumenti da lui creati, ma solo oggi ne é dominato. Solo oggi l'uomo è stato avvolto da un destino a lui estraneo, il destino della "materia" che prosegue il suo cammino secondo leggi proprie.
Quando la fantascienza pensa a generazioni di robot o automi che si ribellano all'uomo, non crea che metafore di un contesto già in atto, per cui l'uomo stesso non è più libero di fronte a ciò che ha creato e, quindi, a sé stesso.
E' la tecnica che impone la globalizzazione, che impone di pensare il Mondo secondo criteri puramente quantitativi e mai qualitativi, che riduce il mondo a spazio calcolabile, materia plasmabile, vita priva di spiritualità.
La retorica politica in merito alla globalizzazione, e quindi i produttori di questa retorica, non sono che una sovrastruttura, un corollario ideologico volto a nascondere le tragiche contraddizioni in cui siamo scivolati.
Ciò vuol dire che non si ha a che fare con un semplice conflitto ideologico, né si può pensare, come Marx, che nuovi rapporti di produzioni possano disalienare l'uomo. Se le contraddizioni sono interne alla tecnica stessa, è a questo livello che troverannno soluzione.
Gli imperi storici, per quanto universalisti, non hanno nulla da spartire con la globalizzazione odierna. E nemmeno, come sento dire talvolta, le repubbliche marinare. Che si, commerciavano via mare, quest'elemento che viene a torto maledetto da qualche eurasista, ma che non generavano sistema, e che stavano alla globalizzazione come il bottegaio (uomo decentrato) sta al centro commerciale (sistema centralizzato).
nominare le cose. dare loro il nome. l'uomo (fimo a trent'anni fa) ha sempre dato il nome alle cose per poterle evocare ("mutabor" degli alchimisti) e dominare. prendiamo ad esempio il cellulare, nome teconogico-neutro. se l'uomo, invece di farsi imporre il nome corrente di "telefonino", lo avesse denominato "telefonicchio", sarebbe stato in grado di dominarlo, di non cedere al minimo impulso ad usarlo, specialmente per sciocchezze, e di spegnerlo per rendersi irreperibile.
se lasciamo che sia la pubblicità a nominare gli oggetti dei nostri desideri indotti da essa, ci lasciamo imporre tante cose di cui potremmo tranquillamente fare a meno.
Poni una questione importante, Dime. Purtroppo i nomi, attraverso cui si costituisce in noi il "senso" di un realtà altrimenti opaca, non li dà più il popolo, ma la danno i mezzi di comunicazione, che ormai costituiscono la vita del popolo.
ma il popolo sembra preferire vivere un finta vita da guardone televisivo.
che speranze ci possono essere ?
Nel popolo? Nessuna.