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LIBERTA' di venerdì 2 dicembre 2005
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sedie vuote al seminario dell'unione
Prodi di fronte alla rivolta dei "piccoli"
Temono di essere schiacciati dall'asse Margherita-Ds
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ROMA - Sedie vuote al seminario sul programma organizzato dall'Unione in Umbria. Lunedì, a San Martino in campo, non ci saranno Clemente Mastella, Antonio Di Pietro ed Enrico Boselli. Luciana Sbarbati deciderà domenica, mentre Verdi e Comunisti italiani confermano la loro presenza ma, insieme agli altri, fanno presente a Romano Prodi e all'Ulivo che così proprio non va: non può esistere un doppio binario con Ds e Margherita a farla da padroni, accusano, e tutti gli altri a rincorrere. L'oggetto del contendere non cambia: i "piccoli" sono preoccupati per la nuova legge elettorale e si lamentano di non aver avuto risposte dopo che il leader della coalizione e i partiti maggiori avevano assicurato che si sarebbero fatti carico di risolvere i problemi di quelle forze che al Senato, nel 2006, rischiano di non raggiungere la soglia di sbarramento.
Gli unici a evitare toni duri sono i socialisti dello Sdi, con il vicepresidente Roberto Villetti che spiega: «Nessun motivo polemico, dobbiamo soltanto definire le procedure per l'ingresso a pieno titolo nell'Unione della Rosa nel pugno». Dall'entourage del presidente del partito, Boselli, ripetono che sono procedure lunghe e che se entro lunedì non ci saranno fatti nuovi i vertici socialisti non saranno in Umbria. Luciana Sbarbati deciderà soltanto il giorno prima, dopo aver riunito gli organismi dirigenti dei Repubblicani europei, ma il malumore per l'esclusione dal "listone" di Ds e Margherita non è stato affatto digerito. E lo stesso vale per l'Italia dei valori di Di Pietro, che non ne vuole sapere del seminario umbro. Così come il segretario dell'Udeur Mastella, che denuncia lo strapotere dell'Ulivo e avverte Prodi: «Mi sembra stia lavorando per una doppia velocità, con Ds e Dl da una parte e noi dall'altra. Un modo di procedere artificioso e non unitario. Se non si compone, credo che il rischio sia molto forte». Mastella non vede la ragione di andare in Umbria a parlare di programma «quando Ds e Margherita hanno già programmato tutto». I Verdi ci saranno, ma Paolo Cento usa più o meno gli stessi argomenti del collega. Si lamenta del «doppio binario che rischia di portarci a un binario morto» e mette in guardia l'Ulivo: «Se ci stringono il cappio al collo, lasciamo il tavolo». Nei partiti minori, se si esclude la Rosa nel pugno, si registra un malumore diffuso, ditero al quale c'è il rimprovero a Prodi di non essersi preso a cuore la loro sorte. «Ha fatto la lista con Ds e Margherita, si è preso il simbolo dell'Ulivo - si lamenta il segretario di uno dei partiti "piccoli" - e non ci ha ancora dato una risposta. Chi, se non lui, deve trovare una soluzione?».




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