Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    Predefinito Prodi e la rivolta dei piccoli partiti dell'Unione

    http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=512022004&H=

    LIBERTA' di venerdì 2 dicembre 2005

    -------------------------------------

    sedie vuote al seminario dell'unione
    Prodi di fronte alla rivolta dei "piccoli"
    Temono di essere schiacciati dall'asse Margherita-Ds

    -------------------------------------
    ROMA - Sedie vuote al seminario sul programma organizzato dall'Unione in Umbria. Lunedì, a San Martino in campo, non ci saranno Clemente Mastella, Antonio Di Pietro ed Enrico Boselli. Luciana Sbarbati deciderà domenica, mentre Verdi e Comunisti italiani confermano la loro presenza ma, insieme agli altri, fanno presente a Romano Prodi e all'Ulivo che così proprio non va: non può esistere un doppio binario con Ds e Margherita a farla da padroni, accusano, e tutti gli altri a rincorrere. L'oggetto del contendere non cambia: i "piccoli" sono preoccupati per la nuova legge elettorale e si lamentano di non aver avuto risposte dopo che il leader della coalizione e i partiti maggiori avevano assicurato che si sarebbero fatti carico di risolvere i problemi di quelle forze che al Senato, nel 2006, rischiano di non raggiungere la soglia di sbarramento.
    Gli unici a evitare toni duri sono i socialisti dello Sdi, con il vicepresidente Roberto Villetti che spiega: «Nessun motivo polemico, dobbiamo soltanto definire le procedure per l'ingresso a pieno titolo nell'Unione della Rosa nel pugno». Dall'entourage del presidente del partito, Boselli, ripetono che sono procedure lunghe e che se entro lunedì non ci saranno fatti nuovi i vertici socialisti non saranno in Umbria. Luciana Sbarbati deciderà soltanto il giorno prima, dopo aver riunito gli organismi dirigenti dei Repubblicani europei, ma il malumore per l'esclusione dal "listone" di Ds e Margherita non è stato affatto digerito. E lo stesso vale per l'Italia dei valori di Di Pietro, che non ne vuole sapere del seminario umbro. Così come il segretario dell'Udeur Mastella, che denuncia lo strapotere dell'Ulivo e avverte Prodi: «Mi sembra stia lavorando per una doppia velocità, con Ds e Dl da una parte e noi dall'altra. Un modo di procedere artificioso e non unitario. Se non si compone, credo che il rischio sia molto forte». Mastella non vede la ragione di andare in Umbria a parlare di programma «quando Ds e Margherita hanno già programmato tutto». I Verdi ci saranno, ma Paolo Cento usa più o meno gli stessi argomenti del collega. Si lamenta del «doppio binario che rischia di portarci a un binario morto» e mette in guardia l'Ulivo: «Se ci stringono il cappio al collo, lasciamo il tavolo». Nei partiti minori, se si esclude la Rosa nel pugno, si registra un malumore diffuso, ditero al quale c'è il rimprovero a Prodi di non essersi preso a cuore la loro sorte. «Ha fatto la lista con Ds e Margherita, si è preso il simbolo dell'Ulivo - si lamenta il segretario di uno dei partiti "piccoli" - e non ci ha ancora dato una risposta. Chi, se non lui, deve trovare una soluzione?».

  2. #2
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    Predefinito

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...lesView=Libero

    Ad Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, non piace la decisione presa nel vetice di ieri di organizzare un incontro nei prossimi giorni con formazioni che potrebbero essere interlocutori per la lista ulivista: «Ci dicessero le cose come stanno: chi sono questi interlocutori di cui si parla tanto? Noi di Italia dei valori abbiamo scritto, telefonato, mancano solo i segnali di fumo, a tutti i leader dell'ulivo: Rutelli, Fassino e Prodi e non abbiamo mai ricevuto risposta». «Usciamo dall'ipocrisia - conclude Di Pietro - ci dicano come stanno veramente le cose».
    Analoghe perplessità sono state espresse dal segretario dei Repubblicani europei, Luciana Sbarbati, la quale nega che il Movimento repubblicani europei sia un «partito persona», e chiede il riconoscimento per il suo partito di un «rapporto politico» con gli «altri partner dell'Ulivo».

  3. #3
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    Predefinito

    http://www.lastampa.it/redazione/cms.../557girata.asp

    Mastella ancora ieri ricordava che «Prodi se lo pagano da soli». E intanto, scalpitano gli alleati minori: la Sbarbati che al vertice non è stata invitata. E Di Pietro che, uscito di scena lo Sdi, riteneva superati i veti nei suoi confronti. Ma anche su questo, il comunicato di Quercia e Margherita parla chiaro: con i partiti minori ci saranno «aperture».

  4. #4
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    Predefinito Metodi E Risultati Sociali

    PËRCHE' LA POLITICA ITALIANA NON DA RISULTATI ? ANZI E' CONFUSA ? ?


    Cartesio scrisse IL DISCORSO SUL METODO.

    Io, che Cartesio non sono, propongo qualche considerazione che ha risvolti interessanti sui metodi e comportamenti sociali italiani.

    Immaginiamo due situazioni tipiche ed estreme, in fatto di assemblee di molte persone (per es. più di 40), che discutano argomenti difficili o conflittuali.

    A. Un gruppo di persone che discute liberamente, per giorni, problemi di difficile soluzione. Ogni persona che interviene ha, anche se in misura diversa, caratteristiche di questo tipo. Le proposte sono presentate con l’ imperativo della chiarezza e della completezza di tutti gli elementi importanti che le distinguano da altre proposte. All’ inizio viene presentato il quadro entro cui discutere; poi la novità che si propone; indi i vantaggi della nuova opzione presentata. Gli svantaggi, se ce ne sono. Dati, cifre, qualche dettaglio, se necessario. La conclusione, anche in termini di differenze rispetto alla situazione attuale. Le persone parlano una alla volta, con calma. Seguono l’ ordine del presidente. Sia questo metodo di presentazione, che il tipo di loquela della persona, possono dare un buon contributo alla discussione. Probabilmente l’ assemblea tirerà delle buone conclusioni.

    B. Stessa situazione precedente, ma persone diverse. Ogni persona che interviene ha il suo metodo personale. Alcuni non hanno mai imparato l’ imperativo della chiarezza. La gran parte dei presenti mette molto impegno nel criticare le proposte altrui, ma non ha fatto, prima della riunione, una riflessione per immaginare una soluzione più pratica e risolutiva. Molti presentano proposte in forma casuale, senza preoccuparsi di precisare i dettagli più importanti. Senza fare paragoni utili. Senza cercare di menzionare tutti i vantaggi della propria proposta. Dimenticando le differenze tra la proposta e la situazione esistente. Dimenticandi i dati e le cifre più importanti. Capita che due persone parlino contemporaneamente, che qualcuno faccia innervosire qualcunaltro a causa della incapacità di esprimersi in modo chiaro. In assemblee come questa, le probabilità di arrivare a decidere soluzioni efficaci, ponzate, soluzioni comunque, possono essere ridotte, molto ridotte. Dipende dalla fortuna, o da qualche angelo che passa nei pressi, o che non passa.......

    Ogni Italiano che abbia partecipato a riunioni in Europa, o che abbia esperienza di lavoro a livello internazionale, conosce tali differenze fra situazioni del tipo A e quelle del tipo B.

    Ognuno di noi puo’ avere una risposta diversa alla domanda: “Come sono in gran parte dei casi le assemblee numerose in Italia ? (di qualsiasi tipo, dal parlamento al condominio). Datevela da soli....

    Ma la mia idea (più di venti anni di esperienza di assemblee europee e mondiali) é la seguente. E’ possibile, talvolta facile, arrivare a conclusioni positive in un’ assemblea europea di 250 persone, di lingua e cultura diversa. Mentre é più improbabile arrivare a conclusioni positive, su tutti i punti in discussione, in un’ assemblea italiana di 50 persone, con lo stesso tipo di argomenti. E cio’ non solo per mancanza di METODO.

    C’ é un’ altra ragione. In gran parte dei Paesi della U.E. ci sono degli imperativi in termini di livello di soglia dei comportamenti accettabili. Questa soglia, in un gran numero di situazioni sociali, sta spesso al livello del naso. Cioé non si accettano dichiarazioni pubbliche, politiche o non, che siano al di sotto del livello di soglia.

    In tanti ambienti sociali italiani il livello di soglia dei comportamenti accettabili, che é sceso paurosamente negli ultimi dieci anni, é ormai al livello delle scarpe. Cioé si accetta tutto. Non mi sembra necessario indicare le conseguenze.

    Se pensassimo ora di fare un paragone fra il tasso di successi ottenuti dalla politica e dai contesti sociali italiani, e i corrispondenti tassi in contesti simili in altri Paesi U.E., potremmo fare un ‘ inchiesta (tempi e metodi) e indicarne i risultati. Io non ho fatto un ‘inchiesta quantitativa, ma ho fatto sufficienti paragoni qualitativi in Europa, per poter raggiungere la mia conclusione. Che non vi racconto in dettaglio.....

    Mi basti pero’ dire che non sono affatto sorpreso della situazione sociale ed economica del Bel Paese. Essa era prevedibile, o almeno temibile, già tre anni fa. Ho lanciato negli ultimi anni allarmi a parecchi VIPs, senza avere altra reazione che una risposta cortese, in pochi casi. Il primo allarme lo lanciai a Romiti, Fiat, nell’ anno 1990, spiegandogli perché c’ era un rischio. Mi rispose esser d’ accordo colle mie conclusioni..... Ma non mi ricevette. Né io mi sorpresi, conosco infatti la rassegnazione italica......

    UN PAESE RASSEGNATO, CON DIFFICOLTÀ AD ORGANIZZARSI PER SODDISFARE NUOVE DOMANDE, A CAUSA DELLE CORTINE FUMOGENE ATTIVATE DAI PADRINI, É UN PAESE SENZA FUTURO.


    L’ Emigrato
    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

 

 

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