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  1. #1
    ASCURTALLEGAZUDA!
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    Predefinito Gavino Ledda:l'ennesimo caso di artista censurato

    apro questa discussione su Gavino Ledda perché ho avuto la tristezza di leggere che alcuni addirittura sconsigliano la lettura dei testi di questo nostro genio di sardigna.
    Padre Padrone viene spesso giudicato a priori o dopo la vista del film troppo spesso equivoco dei fratelli Traviani, che rielaborano le scene piú per fare scandalo che per far riflettere.La violenza di suo padre viene completamente estraniata dal contesto e mostrata quasi come comportamento tipico della nostra terra. (ma narami dui...)
    Le cose geniali del film sono tutte ideee di Ledda, ed é sufficiente vedere Ybris (per colpa della censura praticamente sconosciuto) per rendersene conto.Chi ama i film di P.P.Pasolini rimarrá piacevolmente stupito...

    Nel suo libro padre padrone, ledda rivela il suo coraggio di mettersi in gioco al 100%, di un giovane artista sardo che lotta contro le catene che gli impongono la povertá e l'ignoranza.
    E in teoria la vita di questo giovane potrebbe ancora avere un lieto fine se la gente capisse cosa ci ha dato.Invece no, il giovane ora é vecchio e vive lontano dalla sardegna che ancora bendata dal tricolore non vuole riconoscerlo.

    Il coraggio di Ledda non ha limiti, basti pensare quanto possa essere difficile sopratutto per chi é vissuto in un paesino, denunciare i maltrattamenti subiti dal padre. Ma se egli lo fa non é certo per "autolesionismo", il suo messaggio va ben oltre, nonostante il film vorrebbe concentrare l'attenzione sulla violenza chi leggera il libro si renderá conto di cosa é stato soppresso e occultato: l'espressione della Nazionalitá Sarda.

    mi permetto una citazione...

    "tra la rabbia e il pianto, tra l'odio e l'amore,
    tra il sorriso e le lacrime, maledicemmo la terra sarda
    come se stessimo lasciando veramente la nostra prigione.

    E nella nostra beata ignoranza
    imprecavamo contro chi non ci aveva mai fatto male,
    contro la terra che ci aveva nutrito
    e contro le intemperie che l'avevano fecondata.
    Noi non conoscevamo altro fattore responsabile del nostro male.
    Il nostro vero avversario non lo potevamo ancora conoscere.
    E dal pulman che si snodava lungo la discesa e le pianure, di tanto in tanto, pronunciavamo l'ormai famosa frase:
    Addio Querce di Sadegna,
    Adiu Chercos de Sardigna..."

    Nelle descrizioni dei silenzi melodiosi delle campagne sarde, dei rapporti pastore-natura, bambino-paura, giovane-speranze Ledda si rivela uno dei primi a denunciare la proibizione del sardo anche dopo la caduta del regime fascista, uno dei primi a denunciare le pene dei giovani (e piccoli ) sardi nei duri anni della guerra, l'emigrazione stimolata del dopoguerra, la coscrizione in Italia come ultima salvezza...
    e l' Italia finalmente mostrata per quello che era e spesso é tutt'oggi per i giovani sardi, una terra immaginata chissá come e desiderata chissá quanto che poi si scopre essere straniera e sostile quanto e piú la germania o l'america...

    ma ora devo andare, vi saluto con una domanda: Gavino Ledda é vivo, vogliamo aspettare che muoia per dargli la stima e i ringraziamenti che gli spettano?

    saludus

    cLáU

  2. #2
    iRS - Sassari
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    Predefinito

    Se Ledda avesse scritto e parlato per conto proprio, nulla da dire, ma quando coi suoi scritti rappresenta un intero popolo, beh, allora non ci sto più, lui non può far passare i sardi, la sua gente come dei barbari che si accoppiano con animali, con pecore, galline e asini, (l'hai letto Padre Padrone ?), questo è il biglietto da visita che Ledda ha dato all'Europa e al Mondo intero di noi Sardi, per me ciò è una cosa gravissima, il suo vittimismo non mi commuove, in quegli anni le sberle da parte dei genitori erano frequenti e facevano parte dell'educazione, un educazione sicuramente "dura", ma commisurata alla realtà circostante, che spesso, sopratutto nel modo delle campagne, non dava scampo, un educazione, insomma, che "da grande" ti permetteva di portare a casa la pelle. Ma Ledda questo non l'ha capito e ha gridato allo scandalo, gettando tonnellate di fango sulla sua stessa terra.

    Guarda l'ultimo servizio fotografico pubblicato dal settimanale Gente, dove si fa riprendere in piedi (nudo) su una quercia, ... ma po caridadi ...

    a si curai s'esaurimentu

  3. #3
    Sardista primo nemico
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    Fatti non foste a viver come bruti, ma a ricercar vertute e INDIPENDENTZIA
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Doloverre
    Se Ledda avesse scritto e parlato per conto proprio, nulla da dire, ma quando coi suoi scritti rappresenta un intero popolo, beh, allora non ci sto più, lui non può far passare i sardi, la sua gente come dei barbari che si accoppiano con animali, con pecore, galline e asini, (l'hai letto Padre Padrone ?), questo è il biglietto da visita che Ledda ha dato all'Europa e al Mondo intero di noi Sardi, per me ciò è una cosa gravissima, il suo vittimismo non mi commuove, in quegli anni le sberle da parte dei genitori erano frequenti e facevano parte dell'educazione, un educazione sicuramente "dura", ma commisurata alla realtà circostante, che spesso, sopratutto nel modo delle campagne, non dava scampo, un educazione, insomma, che "da grande" ti permetteva di portare a casa la pelle. Ma Ledda questo non l'ha capito e ha gridato allo scandalo, gettando tonnellate di fango sulla sua stessa terra.

    Guarda l'ultimo servizio fotografico pubblicato dal settimanale Gente, dove si fa riprendere in piedi (nudo) su una quercia, ... ma po caridadi ...

    a si curai s'esaurimentu
    Guarda che Ledda ha scritto per conto prorpio, Padre padrone è un'autobiografia, cosa doveva scrivere, che era tutto rose e fiori?
    Concordo in pieno con Claudinedda, il libro è la testimonianza di un riscatto personale dell'autore, e traspare un amore viscerale per la Sardegna, che chi è dovuto emigrare capisce, anche nelle sue manifestazioni di rabbia.

    Per quanto riguarda poi la storia di galline e pecore, se lui lo ha fatto non vuol dire che sia consuetudine in Sardegna, né è questo ciò che dice nel libro.
    Ripeto, è un'esperienza dell'autore, chi ha pensato che lo facessero tutti i pastori sardi o è ignorante o è in malafede, e non ci deve riguardare.
    E' come se qualcuno scrivesse un'autobiografia sul banditismo e noi ci incazzassimo perché non doveva scrivere che si tagliavano le orecchie, ché sennò chissà cosa pensano i continentali che lo leggono di noi sardi.
    Ajò, è un'autobiografia, non un trattato sugli usi e costumi della Sardegna.
    Tenidebos contu

  4. #4
    Meda sabios paris
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da claudinèdda
    apro questa discussione su Gavino Ledda perché ho avuto la tristezza di leggere che alcuni addirittura sconsigliano la lettura dei testi di questo nostro genio di sardigna.
    Padre Padrone viene spesso giudicato a priori o dopo la vista del film troppo spesso equivoco dei fratelli Traviani, che rielaborano le scene piú per fare scandalo che per far riflettere.La violenza di suo padre viene completamente estraniata dal contesto e mostrata quasi come comportamento tipico della nostra terra. (ma narami dui...)
    Le cose geniali del film sono tutte ideee di Ledda, ed é sufficiente vedere Ybris (per colpa della censura praticamente sconosciuto) per rendersene conto.Chi ama i film di P.P.Pasolini rimarrá piacevolmente stupito...

    Nel suo libro padre padrone, ledda rivela il suo coraggio di mettersi in gioco al 100%, di un giovane artista sardo che lotta contro le catene che gli impongono la povertá e l'ignoranza.
    E in teoria la vita di questo giovane potrebbe ancora avere un lieto fine se la gente capisse cosa ci ha dato.Invece no, il giovane ora é vecchio e vive lontano dalla sardegna che ancora bendata dal tricolore non vuole riconoscerlo.

    Il coraggio di Ledda non ha limiti, basti pensare quanto possa essere difficile sopratutto per chi é vissuto in un paesino, denunciare i maltrattamenti subiti dal padre. Ma se egli lo fa non é certo per "autolesionismo", il suo messaggio va ben oltre, nonostante il film vorrebbe concentrare l'attenzione sulla violenza chi leggera il libro si renderá conto di cosa é stato soppresso e occultato: l'espressione della Nazionalitá Sarda.

    mi permetto una citazione...

    "tra la rabbia e il pianto, tra l'odio e l'amore,
    tra il sorriso e le lacrime, maledicemmo la terra sarda
    come se stessimo lasciando veramente la nostra prigione.

    E nella nostra beata ignoranza
    imprecavamo contro chi non ci aveva mai fatto male,
    contro la terra che ci aveva nutrito
    e contro le intemperie che l'avevano fecondata.
    Noi non conoscevamo altro fattore responsabile del nostro male.
    Il nostro vero avversario non lo potevamo ancora conoscere.
    E dal pulman che si snodava lungo la discesa e le pianure, di tanto in tanto, pronunciavamo l'ormai famosa frase:
    Addio Querce di Sadegna,
    Adiu Chercos de Sardigna..."

    Nelle descrizioni dei silenzi melodiosi delle campagne sarde, dei rapporti pastore-natura, bambino-paura, giovane-speranze Ledda si rivela uno dei primi a denunciare la proibizione del sardo anche dopo la caduta del regime fascista, uno dei primi a denunciare le pene dei giovani (e piccoli ) sardi nei duri anni della guerra, l'emigrazione stimolata del dopoguerra, la coscrizione in Italia come ultima salvezza...
    e l' Italia finalmente mostrata per quello che era e spesso é tutt'oggi per i giovani sardi, una terra immaginata chissá come e desiderata chissá quanto che poi si scopre essere straniera e sostile quanto e piú la germania o l'america...

    ma ora devo andare, vi saluto con una domanda: Gavino Ledda é vivo, vogliamo aspettare che muoia per dargli la stima e i ringraziamenti che gli spettano?

    saludus

    cLáU
    Ti rimando al mio ultimo post nel 3d in questione...... Non bisogna prendersela con Ledda perchè ha raccontato certe cose..... Bisogna invece prendere atto che alla letteratura Sarda manchi un tipo di romanzo epico-cavalleresco-avventuroso che possa sfondare a Hollywood e riempire le menti dei nostri figli, cosí da farli sentire orgogliosi della propria terra (elementi ispirativi ce ne sarebbero a milioni)!
    Ma di questo Ledda non ne ha colpa: lui scrive, lo fa bene (anche se in italiano), e può piacere, o non piacere......
    Critichiamo ciò che manca, non il poco che abbiamo....

  5. #5
    w i punkillonis
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    io ho sempre "difeso" ledda, forse perchè ne ho conosciuto la storia anche attraverso persone che lo conoscono e conoscendo alcuni retroscena rimani veramente colpito.

    la colpa che ha Ledda è quella di non aver mai detto nulla a favore dell' indipendentza. è, claudinè, che lui ha denunciato (forse un po troppo implicitamente) quello che tu dici, ma poi non ha portato avanti la questione. probabilmente le vicisitudini personali (non quelle legate al padre ma altre) hanno giocato contro. non so.

    comunque sia ho letto anche lingua di falce e sos chimentos de s'anzone (questo è il titolo del libro con traduzione in italiano sotto).

    c'è un capitolo sul latte molto bello. in cui descrive anche le tenciche della mungitura alla sarda. un altro in cui difende il paese come luogo di nascita e lancia la provocazione che nella carta d'identità ci sia scritto non luogo di nascita fisico ma il luogo in cui i genitori abitano, sa bidda. Leggendolo tanti anni fa mi aspettavo un input più forte, una frase, la frase che cerchi nei libri anche senza saperlo. lui invece lascia delle tracce sparse che si fa fatica a riordinare.

    cmq sia, io sarei contento se lo contattassimo.

    Salude
    L

  6. #6
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    io non ho letto il lbro di ledda, però ho visto ballo a tre passi, e mi ha fatto letteralmente schifo,sono andato via dopo la terza parte!non vorrei che il libro assomigli a quel film!

  7. #7
    ASCURTALLEGAZUDA!
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    Citazione Originariamente Scritto da Lutzianu

    la colpa che ha Ledda è quella di non aver mai detto nulla a favore dell' indipendentza. è, claudinè, che lui ha denunciato (forse un po troppo implicitamente) quello che tu dici, ma poi non ha portato avanti la questione. probabilmente le vicisitudini personali (non quelle legate al padre ma altre) hanno giocato contro. non so.

    L
    bé credo che se lo interpellassimo non rimarrebbe certo zitto
    ....

    e le vicissitudini sono ben chiare e non riguardano certo il padre ma la censura italiana, che come sempre, in modo subdolo e nascosto ha fatto finire nel dimenticatoio, o peggio ancora, nel ridicolo, molti artisti della nostra terra.
    é sufficiente pensare a Biasi, Ciusa,Nivola per rendersi conto.
    O ad Atzeni e Masala (aspattiamo che muoia anche lui ?)
    o a mille altri...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Su pisìttu
    io non ho letto il lbro di ledda, però ho visto ballo a tre passi, e mi ha fatto letteralmente schifo,sono andato via dopo la terza parte!non vorrei che il libro assomigli a quel film!
    bé sappi che hai fatto male!!!


    e poi scusami tanto eh, devi davvero eccedere di autostima per giudicare un film senza neanche averlo visto tutto...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da claudinèdda
    bé sappi che hai fatto male!!!


    e poi scusami tanto eh, devi davvero eccedere di autostima per giudicare un film senza neanche averlo visto tutto...

    non lo sopportavo +!,e poi era in 4 "pezzi" che non erano collegati,quello che avevo visto era + che sufficiente!cmq l'ho trovato orrendo, solo luoghi comuni, difetti rimarcati e portati all'eccesso,e poi non si capiva in che periodo preciso fosse ambientato !ripeto mi ha fatto schifo!e non sono uno che guarda i film americani d'azione o di fantasia,o tantomeno porcherie come vacanze di natale ecc ecc..se qual'cun altro l'ha visto dia un suo parere!

  10. #10
    w i punkillonis
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    Clà, siamo sicuri che oltre alla censura italiana non ci sia anche la "censura sarda" ?



    Citazione Originariamente Scritto da claudinèdda
    bé credo che se lo interpellassimo non rimarrebbe certo zitto
    ....

    e le vicissitudini sono ben chiare e non riguardano certo il padre ma la censura italiana, che come sempre, in modo subdolo e nascosto ha fatto finire nel dimenticatoio, o peggio ancora, nel ridicolo, molti artisti della nostra terra.
    é sufficiente pensare a Biasi, Ciusa,Nivola per rendersi conto.
    O ad Atzeni e Masala (aspattiamo che muoia anche lui ?)
    o a mille altri...

 

 
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