"Che siate cristiani, mussulmani, di destra, di sinistra, distruttori, rivoluzionari, anticomunisti, di qua e di là non mi interessa. Fascista, fra Fascisti, l'Italia chiamò!"


Ecco adunque l'origine prima e più vera del Fascismo, ecco l'irrompere di una Primavera sacra, ecco il formarsi di «un'aristocrazia nuova».

E a chi cerchi altrove, per complicate sottigliezze e dottrinali elucubrazioni, le origini puramente ideali di questo moto, il formarsi spontaneo di questa aristocrazia che risponde alla necessità della stirpe di rinnovarsi e riconoscersi in una sua nuova e più alta forma di vita; chi si attardi, in buona o in mala fede, per altre vie, si danna all'incomprensione, ricama parole sul niente, tesse una tela di vento.

Così è nata l'Aristocrazia del Sacrificio.

Un Uomo di popolo portò sulle sue quadrate spalle, per anni e anni, lungo le più dure strade e oscure, l'incompresa pena della sua gente e la trasse, attraverso il dolore, a una luce nuova.

Di questa luce vivono oggi tutti coloro che hanno sofferto e coloro che, in disparte, chiedono di servire la Patria umilmente.

I costruttori del domani e dell'ordine nuovo.



“Dei solitari, degli irriducibili e dei liberi si riuniscono dunque non come in un rifugio o nel luogo di una fuga più o meno mistica, ma come in un posto di resistenza, di combattimento e di realismo superiore.

Piu che programmi o indirizzi, Vie: espressioni varie dell'unica Tradizione, che nella pluralità delle realizzazioni, tende non a formare, ma a riunire gli individui, non in eguaglianza di credo, ma in eguaglianza di dignità”






Chissa se riusciremo ad esserlo?