
Originariamente Scritto da
simplicio
Infatti non stavo parlando di te, o meglio non mi riferivo ad un frequentatore individuale, bensì ad un certo tipo di frequentatore che, molto spesso, nel dialogo, usa una concezione distorta di relativismo per inserire nel dialogo un "ipse dixit" strumentale alla chiusura della discussione, soprattutto quando altri argomenti scarseggiano.
Quando poi dici che "l'actus essendi" non è concettualizzabile nè esauribile ma realmente conoscibile e disponibile all'intelletto umano commetti la più classica delle contraddizioni in termini, data la limitatezza dell'intelletto umano esso non potrà mai contenere qualcosa che tu stesso dici non concettualizzabile nè esauribile. In altri termini io vedo il tomismo, scusa il paragone, come il tentativo di svuotare il mare usando il secchiello. Se l'intelletto umano fosse in grado di comprendere compiutamente ciò che è non concettualizzabile nè esauribile allora vorrebbe dire che esso è in grado di contenere l'infinito e quindi, a sua volta, sarebbe infinito egli stesso e quindi divino. In pratica affermi che l'uomo è Dio.