Fonte: GiornAL
"Sono Comunista, dunque non voto il Giorno della Libertà"
Niente giornata della Libertà per Casale Monferrato. Il Consiglio Comunale a maggioranza di centrosinistra ha deciso, tra lo sconcerto della riva destra del Po che si è vista bocciare l’istituzione di una manifestazione ufficiale il 9 novembre come “Giorno della Libertà”, per una "inopinata chiusura aprioristica e fortemente ideologica da parte della maggioranza casalese" nel ricordare la caduta del muro di Berlino, commenta tra l’indignato e lo sbalordito Nicola Sirchia, Coordinatore Cittadino di Forza Italia.
Continua Sirchia, “Il Consiglio ha sostanzialmente dato a Casale anche la scomoda etichetta di città che non vuole ricordare una data ricordata in tutta Europa come simbolo della libertà, ovvero la data in cui, attraverso la caduta del muro di Berlino, cadde anche l’ultimo dei totalitarismi europei, quello comunista”.
Il racconto dell’azzurro continua con la descrizione delle dichiarazioni di voto: "Al momento delle dichiarazioni, si è assistito a una diversità diposizioni estremamente variegata. Guida (Rifondazione) ha dichiarato voto contrario perché “sono comunista e mi sento legato al comunismo”, Moretti (DS) si è invece riferito a presunte “mancanze di fondi per poter accogliere
la richiesta di ricordare”, Di Cosmo (Margherita) ha invece detto che “pur condividendo le motivazioni, facendo la mozione riferimento ad una Legge dello Stato (quella che istituisce a livello nazionale il giorno della libertà) votata dal centro-destra, non può votare la mozione”.
E proprio quest’ultima dichiarazione, proveniente dai banchi della
Margherita, ha creato le tensioni più forti nel dibattito. Il capogruppo di Forza Italia Demezzi ha stigmatizzato “la lezione di democrazia che viene da quelli che dovrebbero essere i moderati del centro-sinistra, che in pratica non riconoscono una legge dello Stato solo perché votata da una maggioranza
diversa di quella di cui fanno parte”.
Insomma, una discussione inaspettatamente aspra per una conclusione altrettanto amara, almeno per i proponenti, come spiega in conclusione ancora Nicola Sirchia: “amarezza doppia, sia per la scelta ideologica cui una città storicamente libera e orgogliosa come Casale viene costretta da una applicazione cieca dell’ideologia della sinistra più retriva, sia per la posizione prona da parte dei cosiddetti moderati del centro-sinistra, che hanno ancora una volta dimostrato di essere disposti a tutto pur di mantenersi ancorati alla loro fettina di potere…è triste da ammettere, ma è così, ma i casalesi devono sapere chi è che oggi governa la loro città”.




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