Ricossa, il giorno 5.5.2004, scrisse:
"chiamare una comunità eretica e scismatica "chiesa" e "sorella" vuol dire attribuirle dignità ecclesiale che loro manca. "
Polemizzava sul fatto che Giovanni Paolo II, chiamando gli orintali "Chiese", avesse una nozione errata dell'ecclesiologia, e dunque della fede Cattolica che vi è alla base. Inoltre (più e più volte) era contestata la comune appartenenza ad un unico cristianesimo, in virtù della redenzione e del battesimo, che incorporerebbero a Cristo (cfr. Conc. Vat II-UR 3; Litt. Enc. "Redemptor Hominis"). Queste, assieme ad altre cose, lo avrebbero configurato come eretico.
Però, il Beato Pio IX, l'8 sett. 1868, ebbe a scrivere.
Non possiamo infatti, senza grave danno della Nostra anima, trascurare alcuna porzione del popolo cristiano il quale, redento dal preziosissimo Sangue del Nostro Salvatore e raccolto nel gregge del Signore per mezzo delle sante acque battesimali, rivendica a buon diritto tutta la Nostra attenzione. Dovendo dunque rivolgere senza sosta tutta la Nostra preoccupazione e i Nostri pensieri a procurare la salvezza di chiunque professa e adora Gesù Cristo, abbiamo rivolto il Nostro sguardo e i Nostri sentimenti paterni a codeste Chiese che, strettamente legate un tempo a questa Sede Apostolica dal vincolo dell’unità, splendevano per la grande santità e per la magnificenza della celeste dottrina, e producevano copiosi frutti per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime.
Se dunque Pio IX conferma Giovanni Paolo II, ed il Concilio Vaticano II, come la mettiamo, col fatto che Ricossa li contraddice tutti e tre?


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Ratzinger non da affatto alcun appiglio alle eresie protestanti, anzi, le ha sempre combattute come ha fatto di recente a Colonia con l'intercomunione (che brutto termine, sembra una nuova squadra di calcio

