Sullo scandalo Nigergate sono stati appurati un certo numero di fatti:
1. che Bush, quando nel gennaio 2003 annunciò che l'Iraq stava acquisendo dal Niger delle partite di Uranio, si riferiva ad informazioni non vere
2. che la falsità di tali informazioni, già stata dimostrata da Wilson nel 2002, era stata dichiarata anche da El Baradei (Onu) nel 2003, dopo il discorso di Bush e PRIMA dell'inizio della guerra
3. che l'autore del falso dossier sul Niger è tal Rocco Martino, ex agente Sismi, che per la fabbricazione del dossier lavorò con persone dell'ambasciata nigeriana a Roma
4. che il dossier è stato distribuito ai servizi americani, inglesi e francesi
Ora, pur sapendo che questa non è la sola informazione falsa su cui si è costruito il castello di giustificazioni per l'attacco all'Iraq, è tuttavia assai singolare che nessuno si stia prendendo le responsabilità di come è stato gestito questo falso dossier.
Lo alternative sono sostanzialmente due:
1. il dossier è stato fabbricato dal Sig. Rocco Martino per farci dei soldi, all'insaputa dei servizi segreti italiani, e tutti lo hanno preso per buono. Allora siamo di fronte a dei servizi di intelligence, sia americani, che inglesi, che francesi, di evidente inettitudine, che non avrebbero quindi neanche chiesto al Sismi (che Martino lo conosceva bene) se delle simili informazioni fossero vere o meno, finendo per far dichiarare al presidente Bush illazioni inventate da questo signore.
2. il dossier è stato fabbricato anche con il coinvolgimento del Sismi, che lo avrebbe in tal modo - se non prodotto - avallato nei confronti degli alleati. In questo scenario, che tra l'altro viene in qualche modo confermato dai servizi francesi (ed infatti la magistratura italiana ha aperto un'inchiesta), le responsabilità del Sismi sarebbero evidenti, sia a quel tempo, che nel momento attuale in cui continua a negare di aver avuto alcun ruolo.
Insomma, come la si rigira, questa storia è ASSAI strana, nella migliore delle ipotesi ...
PS. Consiglio un'interessante intervista sull'argomento ad Hans Blix, capo degli ispettori dell'Onu in Iraq, che evidenziando l'infondatezza delle ipotesi americane, tentarono allora di fermare la guerra. Repubblica di oggi.




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