da www.avvenire.it
" GIRO DI VITE
I leader della protesta: «Il nostro obiettivo è chiedere alle nazioni europee di interessarsi al nostro Paese» Ma all’Avana si sono svolte manifestazioni a favore del governo
Cuba, Castro «schiaccia» i dissidenti
Retata di arresti, nel mirino in particolare il «Gruppo dei 75». Gli oppositori avevano deciso di manifestare davanti all'ambasciata francese per chiedere la liberazione dei prigionieri politiciRilasciata Marta Beatriz Roque, economista di 59 anni, dopo una notte passata in cella.
Di Fabrizio Mastrofini
Nuovo giro di vite, a Cuba, nelle ultime ore, contro i dissidenti politici del regime di Fidel Castro. Ieri fonti dell'opposizione hanno confermato la liberazione di Marta Beatriz Roque, un'economista di 59 anni, ma ancora venti persone sono in carcere in seguito alle operazioni di polizia che rappresentano la ripresa di una politica di controlli più rigidi da parte del regime. La Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale (Ccdhrn), ha denunciato le retate avvenute venerdì, ad alcuni giorni di distanza da altri tre arresti compiuti all'inizio della settimana ed altri ancora il 13 luglio. Secondo Elizardo Sanchez, che è il principale esponente della Commissione, Marta Roque e altri due suoi collaboratori sono stati fermati venerdì mattina. La donna aveva da poco lasciato la sua abitazione quando sono intervenuti gli agenti di polizia. Poi, dopo una notte passata in cella, la Roque e gli altri due sono stati liberati ieri mattina senza accuse a loro carico. Sanchez ha definito «arbitrarie» e «preventive» le azioni delle forze dell'ordine.
Marta Roque, è l'unica donna del cosiddetto "Gruppo dei 75", che rappresenta una parte rilevante dell'opposizione al regime di Castro, divisa peraltro in diverse sigle. La donna, condannata nel 2003 per le sue attività, era stata scarcerata un anno fa a causa delle precarie condizioni di salute. Il motivo dell'intervento repressivo va cercato nella decisione del gruppo di iniziare una manifestazione davanti all'ambasciata francese nella capitale cubana, per sollecitare un intervento occidentale a favore della liberazione dei prigionieri politici. La manifestazione ha poi effettivamente avuto luogo, ma secondo l'agenzia stampa Associated Press, vi hanno partecipato una dozzina di persone, assai meno rispetto a quanto si prevedeva. L'opposizione comunque non cede e Adolfo Lazaro Bosk ha dichiarato in maniera combattivo che «il nostro obiettivo è chiedere alle nazioni europee di interessarsi dei prigionieri politici del nostro Paese». La polizia cubana è comunque in allerta ed ha rinforzato le misure di controllo attorno alle abitazioni dei più noti esponenti del "Gruppo dei 75". In diverse zone de L'Avana si sono svolte manifestazioni a favore del governo. Ad esempio la casa di Leon Padron Azcuy, un altro dei nomi noti della dissidenza, è stata circondata da persone favorevoli al regime di Fidel Castro che hanno improvvisato una manifestazione spontanea e definito Azcuy un «mercenario al soldo degli Stati Uniti». Altri momenti di "affermazione patriottica", come vengono chiamati dal regime, si sono svolti nel quartiere popoloso di "El Velado" e davanti alle abitazioni di Leon Padron, del Movimento liberale cubano e davanti all'abitazione di Gisela Delgado, moglie di Hector Palacio, in carcere dal 2003 con una condanna a 25 anni. Sempre uguale il rituale: decine di persone con slogan a favore del governo, striscioni e accuse agli Usa di voler screditare e minare le basi del regime cubano. Negli anni, comunque, il Dipartimento di stato di Washington ha sempre respinto tutte le accuse di finanziare la dissidenza.
Martedì 26 invece ricorre la commemorazione dell'assalto alla Moncada, l'azione che nel 1953 segnò l'avvio della rivoluzione cubana che portò al potere Fidel Castro nel 1959. "
Shalom




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