Gianluca Gallinari
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Primo decollo «a bassa visibilità» ieri mattina all’aeroporto «D’Annunzio» di Montichiari, divenuto solo quattro giorni fa (il 1° dicembre) operativo in Categoria III. Una classificazione che, nella terminologia aeronautica, sta ad indicare quelle superfici in grado, grazie a requisiti tecnici rigorosamente verificati, di consentire il decollo e l’atterraggio di aeromobili anche in condizioni rese altrimenti proibitive dalla nebbia. Fino cioè ad una visibilità di soli 150 metri sulla pista. Il «battesimo del fuoco» per l’aeroporto bresciano è stato ieri mattina, quando le condizioni meteorologiche si sono presentate appunto al limite. «Solo il mese scorso non sarebbe stato possibile volare» commenta l’ing. Antonio Zerman, direttore delle infrastrutture al D’Annunzio, e curatore del piano di sviluppo degli impianti necessari all’omologazione. Invece ieri, il Boeing 737 di Ryanair diretto a Roma-Ciampino si è levato regolarmente dalla pista di Montichiari alle 10.55. Un decollo reso possibile da quell’autorizzazione ottenuta dalla struttura bresciana dopo un lungo lavoro di potenziamento degli apparati «Ils» (Instrument landing system), il sistema che invia uno speciale segnale radio ai velivoli in avvicinamento, «agganciandoli» automaticamente e tracciando una sorta di «sentiero» virtuale per l’atterraggio. E dopo il rinnovamento dell’impianto delle luci di pista «Avl» (Aiuti visivi luminosi), nonchè l’introduzione del sistema di monitoraggio che garantisce il controllo costante di tutte le 2.000 lampade che lo compongono, indispensabile ad individuare subito eventuali anomalie. Tutto ieri è andato alla perfezione: l’aeromobile in partenza era dotato di apparati e autorizzazioni idonee al volo in condizioni di bassa visibilità. E - grazie all’omologazione «ufficializzata» dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile) giusto una manciata di giorni fa - ha potuto regolarmente «arrampicarsi» in cielo staccando le ruote dall’aeroporto bresciano: «L’intero sistema - spiega Zerman - è stato testato da speciali aerei dell’Enav - l’ente cui compete la sovrintendenza in materia di sicurezza del volo, ndr -. Parallelamente, è stata redatta una mappa degli ostacoli presenti nell’area e sono state verificate tutte le procedure necessarie ad operare nella nebbia, anche a terra». Un impegno per garantire nuove prospettive al «D’Annunzio» che ha comportato un investimento complessivo di 5 milioni di euro e che lo ha reso, assieme al «Catullo» di Verona, l’unico aeroporto militare aperto al traffico civile in Europa che può eseguire operazioni in Categoria III.
Secondo me ci sono un bel po' di errori!!!
Ma l'ILS che c'entra con i decolli?




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Sull'atterraggio poteva fare l'articolo, ma sul decollo mica tanto...dato pure che era in ritardo 
