TRIESTE, SABATO 11 FEBBRAIO 2006
MANIFESTAZIONE IRREDENTISTA
PER L’IDENTITA’ E LA SOVRANITA’ NAZIONALE
ISTRIA FIUME E DALMAZIA: NE’ SLOVENIA NE’ CROAZIA!
PER UN NUOVO ORDINE EUROPEO
CONTRO IL SISTEMA DEI MERCANTI
Ritrovo dalle 17.00 alle 18.00 inizio viale XX settembre
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INVITO ALLA MANIFESTAZIONE DELL’11 FEBBRAIO 2006
GRUPPO UNIONE DIFESA: CHI SIAMO?
Siamo nazionalisti, siamo irredentisti, siamo per la preferenza nazionale e per la giustizia sociale, siamo per un nuovo ordine europeo in cui sia risolta definitivamente la questione degli esuli istriano-dalmati così come quelle degli esuli di tutta Europa: non siamo politicanti, nè intendiamo costituire l’ennesimo partito di estrema destra, siamo aperti a chiunque, a prescindere dalle appartenenze. Alla manifestazione non devono apparire sigle e simboli di partiti: questo per evitare speculazioni elettorali, già viste in passato, basta pensare alla propaganda irredentista del vecchio Movimento Sociale, Fini in testa, oggi questi sono divenuti “uomini” di “governo” con “alleanza nazionale”, e della questione di Istria, Fiume e Dalmazia, se ne sono lavati le mani, mentre slovenia e croazia, puntualmente con arroganza avanzano rivendicazioni anti italiane (applicazioni del bilinguismo, festeggiamenti per l’occupazione dell’Istria, oltraggi agli infoibati, richieste di risarcimenti per l’ “occupazione fascista”, onoreficienze a titini e terroristi slavi, rivendicazioni su Trieste, ecc.), alle quali segue il silenzio complice e imbelle delle istituzioni italiane, inoltre anche la minoranza slovena residente nella provincia di Trieste sostenuta dai partiti di sinistra, moderata ed estrema, reclama con arroganza privilegi come il bilinguismo. Fini, come ministro degli esteri si comporta da degno continuatore dell’italietta serva e rinunciataria di Moro, Andreotti e Rumor, che nel 1975 regalava la Zona B, alla Yugoslavia dell’infoibatore, con l’infamia di Osimo, lo stesso vale per l’intero governo di centrodestra di Berlusconi. Intanto, la regione taglia i finanziamenti per le associazioni degli esuli, per mano dell’assessore comunista Antonaz che sponsorizza immigrati, associazioni di partigiani, centri sociali & co.
Non dimentichiamo, inoltre, che vi sono infoibatori come Piskulic, uno dei tanti esempi, che vivono tranquillamente protetti da slovenia e croazia, grazie alle connivenze con la “giustizia italiana”, e che in certi casi questi percepiscono pure la pensione dall’italia antifascista.... mentre il capitano Priebke, per aver obbedito ad un ordine sta scontando l’ergastolo, gli infoibatori della nostra gente sono protetti e stipendiati.
Per quanti intendono aderire alla manifestazione, possono comunque portare striscioni di gruppi, associazioni, ecc., o semplicemente recanti il nome della città di provenienza; gli unici simboli ammessi sono le bandiere di Istria, Fiume e Dalmazia, quelle con la croce celtica ed i tricolori della RSI.
Trieste è la capitale morale dell’esodo e del genocidio impunito delle foibe, e quindi ci sembra naturale organizzare una manifestazione a ridosso della data del 10 febbraio, data istituita dal centrodestra per salvare la facciata e far tacere il mondo degli esuli: per quanto ci riguarda noi siamo irredentisti tutto l’anno e non solo il 10 febbraio e auspichiamo che lo stesso valga per le altre realtà militanti d’Italia, pertanto auspichiamo una sentita partecipazione da parte di tutti; questa manifestazione non è una manifestazione commemorativa, come qualcuno potrebbe credere, bensì un segnale di lotta irredentista che intendiamo far diventare un appuntamento fisso ogni anno a ridosso del 10 febbraio (sul modello del primo maggio in Francia, del 17 agosto in Germania, del 20 novembre in Spagna): un forte momento di protesta contro il sistema nato dall’antifascismo che da oltre 60 anni per gli esuli istriano-dalmati riserva infamia e tradimenti, a prescindere dalla collocazione di centro destra sinistra.
Lo scorso 5 novembre, siamo riusciti a portare, autonomamente e senza finanziatori, in piazza oltre 150 persone per rivendicare i territori orientali nell’anniversario dell’infamia di Osimo, molti i giovanissimi che per la prima volta hanno partecipato ad una manifestazione di piazza, se si pensa che da fuori Ts sono arrivate solo 17 persone, al momento non certo favorevole per l’impegno politico vista la società in cui viviamo basata essenzialmente sul materialismo, possiamo affermare che è un forte segnale positivo per il futuro.
COSA VOGLIAMO? ISTRIA, FIUME E DALMAZIA!
Qualsiasi rapporto o trattato con gli stati eredi della yugoslavia dev’essere subordinato a:
1) riconoscimento ufficiale del genocidio delle foibe e riconoscimento ufficiale dell’occupazione di terre italiane, quali, Istria, Fiume e Dalmazia;
2) rinegoziazione della questione del confine orientale – terre e beni -;
3) istituzione di una commissione che si occupi della restituzione in base ai naturali principi di autodeterminazione;
4) scuse ufficiali di slovenia e croazia per i crimini dei loro predecessori;
5) annullamento dei trattati di Osimo e di Roma, illegittimi secondo il trattato di pace del 1947, che vieta all’Italia la compensazione dei debiti di guerra italiani con le proprietà dei suoi cittadini, ed impone(va) alla yugoslavia il rispetto della proprietà privata;
6) abrogazione della legge in favore del bilinguismo in Friuli Venezia Giulia e censimento della minoranza slovena
7) reciprocità con quanti hanno subito l’occupazione/invasione iugoslava (anche per i congiunti), ad es., se un associazione della minoranza riceve un finanziamento istituzionale di 1000 euro, un’associazione di esuli deve riceverne almeno 100000
8) smantellamento dei monumenti inneggianti alla resistenza e blocco dei finanziamenti all’ANPI ed associazioni similari: in tutto il mondo sono stati rimossi i simboli del comunismo, responsabile di massacri e genocidi, è ora di cominciare a farlo anche sulle nostre terre.
COSA E CHI COMBATTIAMO?
Combattiamo il sistema. Intendiamo per sistema questa società, i suoi “valori”, le sue istituzioni.di centrodestra e centrosinistra, dirette emanazioni dei politicanti loro predecessori fautori dell’infamia di Osimo. Del resto, sulla questione dei territori orientali il silenzio regna da sempre sovrano, eccezion fatta per l’istituzionalizzazione del 10 febbraio e la medaglia l’anno scorso per il cinquantenario del ritorno di Trieste all’Italia, ai Martiri di Trieste italiana, due “bei gesti” del centrodestra al governo, dopo anni di speculazioni elettorali: in realtà questo governo non ha fatto nulla di concreto, se non proseguire la politica imbelle e rinunciataria dei suoi predecessori della cosiddetta “prima repubblica”: lo scorso anno Fini dichiarava che “il trattato di Osimo non viene messo in discussione”, e giornali e televisioni ben si guardano dal parlare di Trieste o dei territori italiani occupati dal 1945, tantomeno delle arroganti pretese di slovenia e croazia. Il silenzio continua a regnare sovrano, in Italia tutti ignorano che la seconda guerra mondiale a Trieste è finita il 26 ottobre 1954, con il ricongiungimento alla Madrepatria dopo 9 anni di sanguinose occupazioni straniere (prima iugoslava, poi angloamericana).
A CHE COSA VANNO INCONTRO TRIESTE E L’ITALIA INTERA?:
Alla disgregazione di una civiltà. Infatti processi molteplici sotto gli pseudomini di progressismo, liberismo, materialismo hanno portato al deterioramento di quei valori derivatici dalla nostra tradizione e dalla nostra storia.
PERCHE’ COMBATTIAMO:
perché è un nostro dovere. La nostra scelta esistenziale infatti ci impone un modo unico di essere, di sentire e di vivere, e questo ci conduce ad agire nel solo modo che ci compete, non scendendo mai a compromessi, non cedendo né a lusinghe né a minacce perchè il nostro onore si chiama fedeltà!
S’INVITA A DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE, CON OGNI MEZZO (internet, giornali, fax, sms, ecc.), QUESTO APPELLO. ABBIAMO ANNUNCIATO CON LARGO ANTICIPO LA MANIFESTAZIONE PER PERMETTERE A TUTTI DI ORGANIZZARSI PER PARTECIPARE E PER EVITARE ACCAVALLAMENTI DI DATE CON ALTRE MANIFESTAZIONI, CONCERTI, CONFERENZE, ECC.
GRUPPO UNIONE DIFESA TEL. 3492157790




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