
Originariamente Scritto da
Nelson
Ecco un articolo piuttosto interessante sull'argomento generale (non quello specifico):
http://www.carovanaperlacostituzione...esn1/ricca5c03
Interssante soprattutto il commento finale di Gianantonio Stella del Corsera:
"Il prezzo dell'illegalità
Per lavoro vado in cerca delle illegalità italiane. E ne ho viste davvero di tutti i colori. Dalla maxi-truffa sulle quote latte allo scandalo dei concorsi truccati a Catanzaro, dove solo sei persone risultarono non aver copiato il compito per diventare procuratore legale. Quasi sempre i furbi se la cavano, in un modo o nell'altro. Dal 1973 al 2003, da Visentini a Tremonti, è stato calcolato che i condoni hanno fruttato 52.000 miliardi di lire. Ho fatto un calcolo: sono 14 euro a testa per ciascun cittadino, ogni anno. Ecco il prezzo della devastazione della legalità. Si è creata l'abitudine a un vero e proprio voto di scambio: la politica ha chiuso gli occhi sulle piccole illegalità dei cittadini, e i cittadini hanno chiuso gli occhi sulle grandi illegalità della politica, al culmine delle quali c'è la pratica delle leggi su misura. Ma forse si è tirata un po' troppo la corda, se un ministro come Frattini ha dichiarato senza imbarazzi: "I cittadini si preocupano per gli scippi, nessuno grida per strada: oddio c'è il falso in bilancio!". SI è poi visto che i piccoli investitori truffati sono scesi in piazza a gridare allo scippo... Sarà difficile ricostruire la cultura delle regole. Ma è necessario. Nel breve periodo non non ho molte speranze. In giro per l'Italia si nota che le scelte più discutibili sono operate da amministrazioni di destra come di sinistra. Dal punto di vista dell'attenzione alla legalità e all'etica pubblica non vedo una grande differenza. Tranne questa: a sinistra c'è almeno la coscienza del peccato. Cosa che a questa destra manca. Non è una gran differenza, ma è sempre meglio di niente"
Ecco su questo non sono del tutto d'accordo con Stella, nel senso che "la coscienza del peccato" non è un "almeno", ma è molto di più. Tra questo e la sua mancanza c'è un abisso incolmabile. Per questo è sbagliato quello che dice Bianca, quando dice che si vota quelli un po' meno mafiosi, perché questa differenza non è la differenza tra niente e qualcosa, è la differenza tra qualcosa in più (la coscienza) e la distruzione di tutto quello di decente che esiste (la mancanza della coscienza).
La mancanza della coscienza del peccato è la banalità del male. Eichman non l'aveva, un assassino per rabbia ce l'ha. Credete che siano casi comparabili?