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    Predefinito Il disastro di Chernobyl. Applicazione pericolosa dell’energia astrale.

    Non posso biasimarti se leggendo questo ennesimo sogno lucido o viaggio astrale,
    ti sembrerà il più impossibile inverosimile ed inaccettabile dei precedenti.
    Leggendolo anch’io per la prima volta troverei grandi difficoltà nel crederci,
    però nella sua conclusione mi darebbe molto da pensare e da riflettere profondamente:
    “ se fosse tutto tremendamente vero? “
    È anche verosimile che volendo non esiste un mio racconto di facile credibilità,
    perché le verità che prospetto in narrativa sono sempre di difficile accettazione,
    in conseguenza alla chiusure mentali delle culture che ci portano ad escludere a priori,
    specifiche capacità umane da sempre e per tutti a noi in dotazione:
    anche se sottosotto esistono “corporazioni” che l’applicano in maniera arrogante e personalistica.
    Queste miscredenze tornano ha vantaggio delle classi e poteri consolidati,
    sempre pronti ad emarginare o negare le nostre capacità,
    per i loro fini egoistici e personali dell’esercizio del potere esercitato a nostra insaputa.
    Ti assicuro che ancora oggi mentre mi accingo a scrivere questo ennesimo racconto,
    dopo tanti anni di silenzio interiore,
    rivivo questa incredibile esperienza provando lo stesso terrore radioattivo,
    la stessa incredulità dell’esistenza di tanta malvagità,
    ed una profonda pietà per tutte le migliaia di vittime umane,
    ancor oggi silenziose ed anonime, ma principalmente innocenti.

    MAI esperienza fu per me così drammatica,
    tragica sconvolgente ed assurda nello stesso tempo.
    Fu una delle poche volte che mille dubbi si insinuarono nelle mie comprovate certezze,
    facendomi desiderare veramente che la mia esperienza,
    fosse stata soltanto frutto di un terribile incubo: punto e basta.
    Tutto ebbe inizio in una notte di normale quotidianità (26 Aprile 1986)
    come sempre coricato nel mio letto di casa,
    pronto nella volontà di avere un’altra esperienza astrale non programmata,
    quando improvvisamente mi risvegliai nella mia forma invisibile,
    davanti ad un uomo terrorizzato.
    Indossava un camice bianco:
    poteva avere una cinquantina d’anni,
    basso calvo di corporatura abbastanza robusto.
    Sapevo che ero lì per un richiamo della sua fede.
    Stava davanti ad un portone metallico mentre sulla sinistra in alto dello stesso,
    c’era una luce rossa accesa e il suono continuo ed assordante di una “”sirena d’allarme.””
    Oltre quel portone c’era la causa del suo terrore:
    compresi ciò dal suo evidente sguardo terrorizzato e fisso,
    mentre con il pensiero di rivolgeva in fede ed preghiera d’aiuto verso DIO.

    Per comprendere dove mi trovassi esattamente,
    girandomi sulla destra vedevo un’insieme di apparecchiature,
    con pannelli elettrici ed elettronici montati a forma semicircolare,
    con tanti led accesi di diversi colori, (molti lampeggiavano)
    con la presenza di diverse persone sempre in camice,
    che manovravano DISPERATI sulle stesse apparecchiature elettroniche.
    Anche loro erano terrorizzati sconvolti ed increduli.
    Di riflesso astrale compresi di trovarmi nel cuore di una vera centrale nucleare,
    benché non ne avevo mai visitata o vista nessuna nemmeno in televisione.
    Dietro quella porta metallica stava scoppiando incontrollatamente,
    il nocciolo nucleare arricchito con barra di uranio,
    situato all’interno di mattonelle di grafite:
    scusatemi se sbaglio i termini tecnici,
    non conosco la materia però sapevo che stava esplodendo.
    Entrando velocemente al suo interno,
    immediatamente mi sono immesso astralmente dentro la struttura metallica,
    proprio sopra al nucleo abbagliante,
    ad una distanza di pochi centimetri da esso,
    con la volontà di creare velocemente attraverso la mia energia astrale,
    un grande sarcofago energetico che l’ho avvolgesse tutto attorno,
    evitando che l’ossigeno ed altre fonti di approvvigionamento,
    potessero continuare ad alimentarlo attraverso l’aria.
    Essendo un nocciolo infuocato ed incandescente in veloce espansione esplosiva,
    sapevo che per continuare ad alimentarsi aveva bisogno necessariamente di aria.

    Mentre mi concentravo nella visualizzazione completa di questo sarcofago,
    non mi ero accorto di essere arrivato a contatto diretto del nucleo,
    anche perché avevo chiuso gli occhi d’istinto,
    sapendo nella realtà che vedere quelle radiazioni,
    sarei rimasto accecato dalla forte luce azzurra ed accecante.
    A contatto diretto del nocciolo nucleare per paura della mia fusione,
    d’istinto umano mi sollevai immediatamente dallo stesso allontanandomi,
    cercando di comprendere come avevo fatto a finire pressato al suo contatto.
    Fu allora che mi accorsi che intorno al nocciolo,
    sopra lo stesso c’erano entità astrali come me:
    in forma invisibile ma stranamente luminose.
    Erano posti tutti attorno al nocciolo nucleare mentre concentrati,
    ancora irradiavano il nocciolo sottostante con loro energia astrale luminosa.
    Si vedeva chiaro dalla scia dell’energia che fuoriusciva dai loro corpi astrali,
    attraverso la direzione della loro testa.
    Ne individuai velocemente ben 7 presenze,
    riuscendo a comprendere prima e vedere poi che dietro di loro molto distante da qui,
    mentalmente erano riuniti in una forma di catena spiritica,
    altri componenti in perfetto stato di veglia,
    mentre con la stessa volontà cercavano anche loro di super alimentare questo nocciolo,
    per farlo esplodere e fondere completamente.
    Le 7 presenze astrali non erano ectoplasmi originate da stregoni o chissà chi,
    come inizialmente credevo,
    ma incredibilmente erano fatti della stessa mia materia astrale:
    però avevo compreso che loro erano malvagi.
    Nascondevano alla mia vista astrale anche i loro veri volti umani,
    trasformandosi col pensiero in luce accecante ed impenetrabile da chiunque.

    Erano loro che super alimentavano energicamente il nucleo,
    e sempre gli stessi mi avevano volontariamente spinto attraverso la loro energia,
    addosso al nucleo in esplosione perché non volevano il mio intervento riparatore.
    Quando ribellandomi gli domandai perché tutto questo,
    ebbi come risposta nella mente di lasciare perdere perché l’esplosione del nocciolo radioattivo,
    avrebbe contaminato “soltanto” l’intera regione sovietica, (la Bielorussia)
    rendendo altamente radioattivo anche il vasto territorio attorno,
    perché granaio importante e strategicamente vitale per l’intera Unione Sovietica.
    Aggiunsero;
    questo tipo di impianto nucleare è l’orgoglio e vanto dei sovietici,
    perché non solo è all’avanguardia ma rappresenta il massimo della sicurezza,
    essendo di fatto il più sicuro tra quelli esistenti in tutto il mondo.
    Quando gli risposi che questo incidente avrebbe provocato tante vittime innocenti,
    bambini donne uomini tutte persone che non c’entravano niente con la politica,
    mi risposero che un attacco atomico sovietico preventivo contro l’Europa,
    avrebbe fatto molte più vittime di questo calcolato incidente locale.
    Questa tremenda e nascosta realtà,
    era ancora seriamente posta allo studio dei strateghi del Cremlino.
    I nostri missili nucleari impiantati recentemente a Comiso in Sicilia,
    furono installati come deterrente contro il loro precedente dispiegamento,
    di missili nucleari SS-20 sovietici del Patto di Varsavia,
    ed in caso decidessero di attuare una guerra nucleare preventiva,
    la tua Sicilia sarebbe stata il primo obiettivo che avrebbero distrutto,
    oltre alle varie capitali europee.
    Mi avevano quasi convinto anche perché non avevo mai nutrivo,
    sentimenti di vera solidarietà e condivisione con il regime comunista sovietico, però:
    “ se io sono stato chiamato qui, è perché non posso permettere questa strage di innocenti.”

    Velocemente rivisualizzai un sarcofago energetico più spesso,
    avvolgendo attorno al nucleo poco distante,
    stando molto attento nella sua chiusura totale,
    e contemporaneamente dietro le mie spalle creai sempre con l’energia astrale,
    un grande scudo a forma parabolica capace di riflettere la loro energia, (dei 7)
    che addizionandola di riflesso alla mia quando la stessa veniva a contatto,
    doveva proiettarli il più lontano possibile da questo luogo : nell’universo infinito.
    Quando non ho più percepito la loro forza e peso energetico,
    non sentendo più la loro pressione su di me attraverso lo stesso scudo parabolico,
    mi sorpresi di ritrovarmi nuovamente a contatto diretto del fuoco nucleare.
    Furono attimi di immenso sacrificio e sforzo mentale perché senza distrazioni e paure,
    dovevo mentalmente continuare ad irrobustire il sarcofago,
    e contemporaneamente irrogare energia propulsiva allo scudo parabolico.
    Mi risvegliai immediatamente dal letto terrorizzato e sconvolto.
    Purtroppo nelle mie precedenti esperienze attraverso i mass-media,
    avevo avuto sempre la certezza che i miei non erano soltanto dei sogni.
    Per questo alzandomi dal letto in piena notte,
    cominciai a lavarmi con più docce abbondanti di acqua molto calda e sapone,
    facendomi anche la barba e vestendomi in silenzio,
    perché ero convinto di essere stato contaminato gravemente.
    Ero totalmente certo della mia morte fisica,
    anche se in cuore pensavo credevo e speravo che in condizioni astrali,
    niente e nessuno poteva ferirmi od uccidere.
    Eppure questa volta ero certo di aver superato ogni limite umano:
    quelle presenze astrali ostili non mi convincevano,
    anzi m’inquietarono maggiormente per la loro conoscenza ed uso diverso dei loro poteri.
    Sentivo in me ancora quelle radiazioni friggermi addosso,
    mentre davanti agli occhi ancora vedevo bel bagliore accecante.
    Questo “sogno” era stato troppo reale ed era durato troppo a lungo,
    e mi terrorizzava il ricordo lucido del rientro nel mio corpo fisico.
    Questo significava che era stato un vero e proprio viaggio astrale.

    Raccontare oggi questa incredibile storia io che non credo mai facilmente a nessuno,
    penso a te lettore la difficoltà che avrai nel credermi,
    e tutti coloro che ingenuamente sono portati a classificarla,
    come narrativa di fantascienza o chissà altro.
    Io non voglio romanzare la mia vita,
    voglio raccontarla e testimoniarla per come l’ ho realmente vissuta:
    in questo caso sofferta,
    anche se è difficile accettare l’esistenza di certe facoltà degli umani.
    Questo esempio sicuramente non ideale,
    perché in verità testimonia aspetti gravi ed allarmanti dell’abuso del potere astrale,
    deve far riflettere maggiormente sulla narrativa in oggetto,
    augurandomi che almeno la scienza ufficiale possa cominciare a studiare apertamente,
    certe facoltà umane evitando in futuro un uso improprio egoistico e personale,
    ricordandosi che si ogni essere umano nasce libero e resta libero dentro la sua mente,
    però debbono esistere misure di controllo da contrapporre efficacemente contro gli abusi,
    perché in futuro nessun governo ente o corporazioni varie,
    possano continuare a gestire egoisticamente per i propri fini dette facoltà paranormali.

    Vedi caro lettore il mio scrivere oltre ad informarti del mio percorso spirituale,
    deve servire anche da monito verso coloro che continuano ha pensare credere e volere,
    di poter determinare negativamente i destini altrui per proprie strategie,
    dimenticando il detto spirituale ed universale:
    “ non fare ad altri ciò che non vuoi che sia fatto a te.”
    Nel libero arbitrio ognuno di noi può fare ciò che vuole ed è vero,
    anche sbagliando come capita spesso a tutti nella vita detta normale,
    me compreso quando non spiego il futuro riservato a quelle entità astrali ed i loro amici,
    che rientrarono nelle mie ricerche specifiche dopo l’allarme rientrato.
    La diversità e cause degli errori è per principio sostanziale,
    però ci rende tutti colpevoli dinanzi alla coscienza collettiva dell’umanità.

    Tornando alla specifica narrativa del sogno,
    dopo quella tremenda notte ero convinto di morire,
    non solo perché avevo sfidato apertamente,
    realtà a me sconosciute però profondamente malvagie la cui loro sorte allora,
    ero in tremenda attesa per immediati riscontri sicuramente drammatici,
    se sfortunatamente per me erano ancora nelle capacità di nuocere,
    perché sicuramente avrebbero rivolto tutta la loro particolare attenzione,
    esclusivamente e soltanto contro di me,
    in più nella realtà esponenziale ero andato troppo avanti nella mia sfida dell’impossibile,
    arrivando addirittura ad essere schiacciato,
    contro una fusione incontrollata del nocciolo nucleare,
    anche se il tutto era avvenuto durante un viaggio astrale e non fisico.
    Dopo questa esperienza ogni notte non dormivo più,
    perché avevo una continua angoscia e paura di morire nel sonno,
    mentre volevo attendere da sveglio il momento definitivo della mia morte fisica.
    Durante il giorno combattevo dentro di me,
    per non lasciarmi andare ai pensieri tristi del mio definitivo abbandono famigliare.
    Avevo imparato ogni giorno ha vedere le cose come se fossero l’ultima volta,
    scoprendo che silenziosamente da sempre lo fanno,
    tutte le persona molto anziane e malate mentre aspettano con tristezza ed amarezza,
    l’inesorabile attimo della fine dei loro giorni,
    anche se alcuni per troppa solitudine abbandono ed irriconoscenza,
    da molto tempo sono già morti dentro.

    Combattevo dentro di me mentalmente ed ogni giorno di nascosto,
    facevo ripetute docce calde perché sapevo che con l’acqua calda ed il sapone,
    la radioattività gradualmente si liberava dal corpo,
    mentre scrutavo ossessivamente e sempre di nascosto tutta la pelle del mio corpo,
    per vedere l’evidenziarsi dei primi segni o macchie delle radiazioni.
    Questa angoscia mi ricordava una analoga Esperienza Astrale,
    vissuta nel lontano 1969-70 in un paese sconosciuto della Russia,
    dove rimasi l’unico invisibile testimone dopo una esplosione nucleare accidentale.
    Allora ero solo mentre oggi avevo una famiglia composta da una moglie e due figli.
    Il mio profondo silenzio di allora per i specifici aspetti dell’incredibile esperienza,
    potevo condividerlo ed accettarlo, (parlarne significava farsi dare soltanto del pazzo)
    mentre oggi mi tormentavo sulla necessità di informare ed avvertire i miei figli e consorte:
    ma da dove cominciavo il mio assurdo racconto di vita?
    Li vedevo sereni nella loro quotidianità,
    mentre già mi prefiguravo il giorno della mia morte e funerale.
    Io messo li al centro della stessa stanza dove ora giocano spensierati e felici:
    da queste parti è una usanza tristemente nota quando muore un famigliare,
    per permettere di dare l’ultimo addio a tutti i parenti amici e conoscenti.
    Quando mi assaliva questa estrema angoscia e pensiero funebre uscivo subito di casa.

    Non era la morte come tale che mi faceva paura, anzi.
    Pensavo a loro che dovevano continuare a vivere senza avere più la presenza di un padre,
    e chissà quante volte avrebbero chiamato o gridato il mio nome,
    nei momenti di massimo sconforto e bisogno,
    perché purtroppo questo riserva il cammino della vita di ognuno di noi.
    Eppure questa primaria presenza nella sua sempre assenza, (la figura del padre)
    io l’avevo vissuta direttamente e dolorosamente sulla mia pelle,
    per questo nel passato avevo sempre detto di non volere avere mai dei figli.
    Invece avevo ceduto al desiderio affettuoso e morboso di mia moglie,
    che voleva realizzarsi a tutti i costi diventando mamma.
    Avevo ceduto per amore rispetto e riconoscenza.
    Ora del mio dramma interno volevo lasciare delle testimonianze pratiche e reali,
    affinché la mia famiglia potesse attingere in futuro da esse,
    per questo di nascosto andavo ha farmi scattare delle foto attuali:
    dovevano servire da ricordo perenne.
    In più scherzando in famiglia avevo registrato la mia voce attraverso un portatile,
    dove con loro avevo immortalato in diversi nastri magnetici delle domande e mie risposte.
    Sapevo che soltanto ha distanza di anni l’avrebbero comprese pienamente.
    Venivano scherzosamente chiamati da me i messaggi spirituali,
    e quando loro (i miei figli) mi dicevano di non capirli allora gli rispondevo:
    solo quando si è grandi dentro si possono comprendere pienamente.

    Per me questi accorgimenti rappresentavano un mezzo indispensabile,
    per poter lasciare indelebilmente una reale testimonianza vocale e visiva.
    In tutti questi studiati preparativi post-morte,
    gradualmente in me avanzava un forte senso di ribellione,
    e non più accettazione della mia morte.
    Avevo tentato di salvarci da una catastrofe nucleare,
    ed non era giusto per i miei figli e per mia moglie che morissi.
    In più esisteva una grande incognita.
    La madre dei miei figli prima di sposarsi con me,
    era stata precedentemente sposata ad un altro povero sventurato,
    morto tragicamente in un incidente ferroviario mentre si recava a caccia:
    questo era successo prima che io la conoscessi.
    Ora l’eventualità della mia morte l’avrebbe spinta all’estrema sofferenza e sfiducia,
    con conseguenze che immancabilmente sarebbero ricadute negativamente e drammaticamente,
    anche contro l’educazione sicurezza e futuro dei miei figli.
    Cosi cominciai ha cercare affannosamente attraverso tutti i mass media,
    notizie in merito ad incidenti in centrali nucleari,
    benché non conoscevo la posizione geografica dove l’incidente era avvenuto.

    I giorni e le notti non finivano mai,
    anche se vedere il sorgere di un nuovo giorno mi gratificava,
    perché era un giorno in più rubato con dolore alla vita,
    mentre assistevo ai tramonti con estrema malinconia,
    ma con la determinazione di dover resistere per vedere il sorgere di altro nuovo giorno.
    Non so quante preghiere appelli suppliche rabbiose dentro di me,
    avevo implorato, gridato, pregato e rivolto verso DIO.
    Vivevo la lunga attesa senza avere il coraggio di raccontarla a nessuno,
    continuando ad ingannare soprattutto la mia famiglia.
    Non ero abituato a piangermi in silenzio anche se diventava sempre più diffide ingannarli,
    perché il mio comportamento senza accorgermi era profondamente cambiato:
    “ Cos’ hai …- cosa ti sta succedendo – ultimamente sei strano – che problema hai ?
    Non ti senti bene? Parliamone….. “
    Allora con una banale scusa già precedentemente studiata uscivo subito di casa,
    perché solo il pensiero di rispondergli in verità,
    gli occhi da soli diventavano rossi e si gonfiavano copiosamente di lacrime,
    pronti ad esplodere ad un mio primo cedimento fisico o mentale.

    I giorni passavano lunghi mentre i telegiornali e giornali,
    (per la prima volta li leggevo in tutte le loro pagine interne)
    non riportavano nessuna notizia di incidenti in centrali nucleari.
    Però non mi fidavo lo stesso.
    Troppe volte avevano precedentemente taciuto su fatti che io ero in conoscenza..
    Ormai erano passati tantissimi giorni da quella notte,
    tanto da cominciare ha credere che era stato soltanto un grande incubo.
    Sul mio corpo ancora non erano comparsi alcun segno delle radiazioni,
    per di più non avvertivo nessun malessere o sensazioni fisiche strane.
    Invece la notizia di una nube tossica radioattiva sopra la Norvegia,
    arrivò come un macigno dopo quasi un mese di lunga ed estenuante attesa.
    Tutto in me precipitò, non volevo crederci:
    sicuramente è un altro incidente, non può essere quello di un mese fa,
    l’avrebbero detto prima.
    Cercavo di conoscere notizie più precise,
    e molto gradualmente venimmo tutti in conoscenza.

    “ L’incidente non è avvenuto in NORVEGIA ma nell’UNIONE SOVIETICA,
    vicino a KIEV esattamente a CERNOBIL. L’incidente risale a più di 20 giorni .”
    Nomi nuovi che presto entreranno nella memoria collettiva.
    A causa della guerra fredda in atto era difficile che l’Unione Sovietica,
    inizialmente fornisse notizie più precise,
    però nella gravità dell’incidente anche se con troppo ritardo,
    e nell’evidente incapacità di contrastare da soli efficacemente il disastro,
    nella responsabilità del danno arrecato verso la salute pubblica,
    e del territorio di gran parte dell’Europa,
    cominciò a fornire notizie ed immagini reali del disastro,
    chiedendo all’Inghilterra l’invio di tute speciali,
    per la protezione degli addetti che lavoravano all’interno della centrale nucleare.
    Le loro tute speciali l’avevano consumate le radiazioni,
    mentre quelle di scorte erano terminate.
    Le stesse servivano per dare una protezione agli addetti tutti volontari,
    che lavoravano all’intento dell’impianto disastrato,
    con la volontà di scongiurare il più grave disastro nucleare di una centrale atomica,
    che serviva per la produzione di energia elettrica.

    Erano immagini drammatiche, terrificanti, catastrofiche.
    Dissero che la fusione del nocciolo era ancora attiva,
    e continuava ad emettere radiazioni pericolose alla salute ed all’ambiente,
    mentre la sua forza distruttiva lo portava a sprofondare continuamente nel terreno sottostante,
    chiamando questa azione sindrome cinese.
    ( se avrebbe continuato a sprofondare sarebbe sbucato in CINA.)
    Molti volontari cercavano di seppellirlo nel cemento immolando la loro vita.
    Vedendo il perdurare della gravità e constatando che io ero ancora vivo,
    nonostante era passato quasi un mese dalla tragica esperienza,
    non avvertendo i postumi delle radiazioni e nessun malore sospetto,
    incoraggiato decisi di ritornare e ricercare di annullare completamente,
    questa assurda e malvagia reazione nucleare,
    rinnovando il mio sarcofago astrale aumentandolo sempre più di spessore.
    In tutto mi sono recato li in astrale per tre volte,
    fino che le notizie non furono più rassicuranti.

    Le ripercussioni del disastro ambientale da noi in Italia,
    si trasformarono in divieti di consumo per diversi mesi,
    di prodotti di prima necessità come il latte verdure ed altri alimenti,
    in causa dello spostamento della nube tossica che al suo passaggio,
    rendeva radioattivo il terreno sottostante,
    facendo cadere polvere radioattiva carica di Iodio e Cesio,
    altamente tossico per gli esseri viventi e la natura.
    Effettivamente la nube tossica lambì tutto il territorio italiano,
    fino alle coste della Sicilia occidentale. (visione astrale)
    In questo seppur importante accorgimento sulla salvaguardia della nostra salute,
    noi “ opinione pubblica mondiale “ siamo rimasti completamente all’oscuro,
    sulla reale gravità ed entità dei danni riportati sia sul territorio,
    ma principalmente in sacrificio di vite umane:
    ancora oggi non ci è dato sapere l’esatto numero delle vittime “dell’attentato”
    Oggi è ancora più difficile credere che tutto sia successo per la causa da me narrata,
    però sarà più facile che a credermi questa volta siano gli esperti del paranormale,
    (quelli esteri a gestione sicurezza nazionale)
    oppure quei scienziati internazionali ancora alla ricerca di prove e cause concrete,
    accettando per vere le dichiarazioni fornite allora dal governo sovietico.
    Sicuramente mi crederanno i dirigenti, i burocrati e politici sovietici,
    perché loro sapevano benissimo,
    che tecnicamente scientificamente burocraticamente e politicamente,
    quella notte a Chernobyl ipoteticamente ci poteva essere più di un errore umano,
    però mai capace di creare quel disastro.
    Per tutti loro quella notte doveva essere una notte di normale routine.

    A testimonianza di tale tesi fu l’atteggiamento di fiducia del governo sovietico,
    nei confronti degli stessi impianti,
    perché dietro il parere confortevole e garantista della loro comunità scientifica,
    lasciarono in funzione tutti gli impianti esistenti sul territorio,
    compresi quelli delle repubbliche sovietiche:
    più di 50 ancora oggi in funzione nonostante siano trascurate nella manutenzione,
    e diventate ormai obsolete dall’avanzamento della tecnologia.
    Nonostante il lungo tempo trascorso (dal 1986) e l’usura dei loro impianti,
    fino ad oggi non si è mai verificato o sfiorato nessun tipo di incidente analogo.
    La buona volontà del governo sovietico,
    in garanzia della sua estraneità nella provocazione dell’incidente nucleare,
    si concretizzò nella partecipazione dell’allora Commissione Scientifica Internazionale,
    atta a ricercare le cause dell’incidente e per una comune strategia per la sicurezza mondiale,
    nell’uso dell’energia nucleare come fonte di approvvigionamento di energetica elettrica.

    Di questa sincera disponibilità bisognava dargliene atto e credito,
    perché allora gli equilibri mondiali si reggevano sulla strategia della guerra fredda,
    ed il dialogo tra le due super potenze era difficile perché reciprocamente diffidenti,
    per cui accettare questa Commissione Internazionale significava per loro,
    dare per la prima volta i dati tecnici e la qualità e quantità scientifica in loro possesso.
    Spesso la verità trova conferma e credito,
    proprio dietro chiari atteggiamenti di estrema disponibilità mai esistiti precedentemente.
    Nonostante abbiano collaborato totalmente e lealmente,
    (possono darcene conferma soprattutto oggi che non esiste più il regime comunista)
    furono sempre accusati ingiustamente di nascondere o alterare i dati scientifici,
    oppure di non dichiarare e presentare tutte le verità.
    La Commissione Internazionale ancora oggi non è riuscita a stabilire con esattezza scientifica,
    le dinamiche e le cause dell’incidente nucleare di Chernobyl,
    in base ai veri dati ufficiali presentati alla Commissione dai sovietici.

    Amara realtà nella sua tremenda prospettiva.
    QUELLA NOTTE io compresi DOPO il vero ruolo di quelle presenze astrali ostili.
    Erano di istigazione e provocazione tra le due superpotenze nucleari,
    con il fine ultimo di un disordine mondiale,
    che immancabilmente sarebbe sfociato gradualmente in un conflitto totale.
    Questa realtà oggi è inimmaginabile,
    però se pensiamo alla eventualità di una totale esplosione di quel nocciolo nucleare,
    (altre ne erano in programma)
    con le tutte le gravi conseguenze derivanti dalla paura generale che si innescava nei popoli,
    che per reazione umana generava un disordine pubblico come mai vissuto prima,
    con le diverse nazionalità territoriali danneggiate gradualmente dalla radioattività,
    che attraverso i venti e le nubi viaggiavano senza frontiere,
    in aggravio alla situazione già critica,
    avveniva la corsa all’accaparramento delle risorse alimentari,
    perché il futuro cibo ed acqua risultavano contaminati indeterminatamente,
    con decine di migliaia di morti e feriti gravi in loco,
    e milioni di esseri umani che fuggono dalle varie nazioni colpite dalle radiazioni,
    con le tensioni dei governi interessati e confinati,
    ma contrari all’esodo o ingresso di massa,
    tutto lascia presagire il caos e panico generale,
    che nell’intolleranza ed egoismo di singoli paesi e nazionalità,
    è chiaramente immaginabile pensare alla rottura degli stessi rapporti precedentemente esistenti,
    capaci di generare prima una guerra di confine,
    per estendersi poi ancora più drammaticamente in un conflitto più generalizzato,
    peggiore dell’ultimo perché nucleare e fatale per milioni e milioni di esseri umani.

    Invece la circoscrizione immediata dell’incidente,
    grazie anche al sacrificio e coraggio di veri uomini oggi assenti giustificati,
    con la sensibilità, maturità, solidarietà e responsabilità di molti governi,
    finalmente uniti nelle capacità decisionali e d’interventi,
    ha potuto evitare il peggio della tragedia che mai la storia degli umani dalla sua esistenza,
    abbia mai potuto pericolosamente e fatalmente rischiare di conoscere e pagare per intero.
    Nei momenti più critici hanno saputo mettere da parte,
    il loro orgoglio nazionalista capitalista ed imperialista,
    realizzando gli interessi di pace collaborazione e sicurezza tra i popoli della terra.
    Sarebbe opportuno che un comitato scientifico internazionale,
    rivaluti concretamente l’idea che la causa del disastro di CERNOBIL,
    possa essere ricercata studiata analizzata e relazionata,
    per effetto di sopraccarico di ENERGIA UMANA IRRAZIONALE,
    non soggetta ai criteri e metodi di comprovata e consolidata abitudine della ricerca scientifica.

    Tutt’oggi è lodevole l’impegno e cura organizzativa,
    di associazioni formate da numerosi gruppi di famiglie italiane,
    che con amore e proprio sacrificio si prestano nella continuità del contributo di solidarietà,
    verso i bambini superstiti vittime innocenti di un’espressione malvagia.
    Ogni estate vengono da noi ospiti centinaia e centinaia di bambini e bambine,
    spesso orfani di entrambi i naturali genitori,
    per passare gratuitamente in numerose nostre famiglie,
    almeno un mese di spensierate ed amorevoli vacanze,
    con la garanzia di visite specialistiche con diversi supporti diagnostici e psicologici,
    purtroppo carenti nel loro paese di origine.
    Nella tranquillità delle nostre zone costiere respirano i sali marini ricchi di iodio,
    che agiscono favorevolmente sulla tiroide,
    che consente in un mese di permanenza al mare,
    di dimezzare la radioattività assorbita dai loro corpi durante l’incidente nucleare,
    nello stesso tempo restano in contatto diretto,
    con i loro coetanei ospitati nelle diverse e vicine famiglie,
    con risultati positivi per un rafforzamento delle loro naturali difese organiche..
    Di questo drammatico periodo di paure incertezze dubbi e tanti perché,
    mi rimane la certezza della testimonianza della forza dell’amore.
    Per questo nonostante riconosco che il mio scrivere è di difficile attendibilità,
    è sarà oggetto di infinite contestazioni,
    nonostante il mio ed il vostro disagio ho voluto raccontarlo lo stesso.
    Il tempo troverà una valida e definitiva risposta?

    RIFLESSIONI di una persona qualunque,
    con domande e risposte estrapolate in Internet.
    Per me perfetto sconoscitore delle materie scientifiche e nucleari,
    non posso accettare in toto le conclusioni del Comitato Scientifico Internazionale,
    perché a mio pensare si contraddicono da sole.
    Stando al loro sentenziare,
    le responsabilità dell'incidente vennero in priorità ravvisate:
    “ nell’accusa di incompetenza del personale addetto “
    perché riscontrarono all’interno “pochi operatori” esperti in campo nucleare.
    Il che afferma però che benché pochi gli esperti erano presenti.
    Ma esperimenti cosi pericolosi ci volete far credere che si facevano con pochi esperti?
    Si vuole dimenticare che la conduzione di un impianto nucleare tipo RBMK,
    era di produzione moderna ed all’avanguardia per l’estrema sicurezza dimostrata,
    mentre negli impianti occidentali diversamente,
    avvenivano seri guasti con fughe radioattive spesso tacitate nella loro reale gravità.
    Questo impianto di fabbricazione del 1983 era completamente automatizzato,
    ed andava avanti da solo senza alcun intervento degli operatori,
    gli stessi (i pochi esperti) erano presenti nel caso si verificassero serie anomalie,
    pronti nello spegnimento immediato l’intero impianto.

    La contraddizione trova maggior risalto quando sostengono,
    che quella notte stavano facendo una prova tecnica
    per verificare il comportamento di un sistema di sicurezza in condizioni critiche.
    E si fanno di notte all’insaputa della popolazione mentre dorme,
    senza avere pronto un piano di evacuazione immediata?
    Sfidare un sistema di sicurezza non vuol dire rischiare pesantemente e concretamente?
    Alle ore 1 e 23 del 26 Aprile 1986 il reattore è arrivato nel giro di 20 secondi,
    a 100 volte superiore la sua potenza nominale:
    e come dire che con un litro di benzina una macchina fa 1.000 chilometri.
    Però non conoscendo la concreta reazione pericolosa volete dire che gli esperti,
    spensero apposta il sistema di sicurezza che in primis garantiva la loro incolumità?
    Quello che permette un'esplosione in un impianto nucleare per la produzione elettrica,
    è l'estrema rapidità con cui si succedono le reazioni nucleari che avvengono molto velocemente,
    non dando tempo al materiale di espandersi per via dell'aumento rapido di temperatura.
    Significa che il danno maggiore,
    si estende completamente ed immediatamente sull’impianto stesso.

    È assolutamente incomprensibile accettare questo loro dire,
    perché queste prove saggiamente richiedono la presenza,
    di tutte le alte professionalità tecniche scientifiche e strumentali,
    diversamente risulterebbe un salto nel buio:
    atteggiamento e pratica lontana dalle mentalità delle VERIFICHE e PROVE scientifiche.
    Faccio presente che alcuni addetti alla stessa sala di controllo disastrata,
    sono tuttora vivi nonostante la distanza intercorsa di quasi 20 anni.
    Oggi non esiste più il regime comunista sovietico,
    ed i superstiti potrebbero essere interrogati nuovamente,
    finalmente liberi dai condizionamenti pesanti e ricattatori del partito.
    Perché sono passati tanti anni senza che nessuno voglia farlo?
    Si aspetta che muoiono anche loro per riaprire l’inchiesta?

    Non è vero che era diffusissima la tendenza ad ignorare,
    le più elementari norme di sicurezza all’interno degli ambienti nucleari sovietici.
    Questa risulta una cattiveria gratuita dettata dalla incongruenza ed incapacità,
    per l’infruttuosa ricerca di risposte scientificamente sicure.
    Quando senza essere stati presenti sul luogo durante l’incidente,
    hanno volutamente ignorato tutte le testimonianze inequivocabili,
    degli addetti allora PRESENTI alla tragedia,
    sentenziando formularono queste accuse evanescenti:
    “ Hanno escluso per vari motivi,
    i sistemi di spegnimento automatico e di raffreddamento di emergenza del nocciolo,
    portando il reattore ha funzionare ad una potenza molto inferiore.”
    In realtà questa è pratica ricorrente essendo ogni notte richiesto,
    un rapporto energetico al di sotto del fabbisogno giornaliero.
    Conclusero: “……. questa condizione ha creato l’instabilità del nocciolo.”
    Non sono un esperto però comprendendo facilmente che,
    meno energia immetti meno è il prodotto energetico ricavato e meno rischi si corrono,
    però in più mi domando:
    quando metti in moto o spegni un impianto nucleare non si attua la stessa manovra?
    Chiaramente mi rivolgo alla potenza inferiore che indispensabilmente condiziona,
    sia l’accensione che lo spegnimento di ogni nocciolo nucleare.
    I misteri della scienza sono infiniti,
    sicuramente molti condizionati negativamente dalle chiusure della scienza ufficiale.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da H'ERMES
    Quando ribellandomi gli domandai perché tutto questo,
    ebbi come risposta nella mente di lasciare perdere perché l’esplosione del nocciolo radioattivo,
    avrebbe contaminato “soltanto” l’intera regione sovietica, (la Bielorussia)
    rendendo altamente radioattivo anche il vasto territorio attorno,
    perché granaio importante e strategicamente vitale per l’intera Unione Sovietica.
    Aggiunsero;
    questo tipo di impianto nucleare è l’orgoglio e vanto dei sovietici,
    perché non solo è all’avanguardia ma rappresenta il massimo della sicurezza,
    essendo di fatto il più sicuro tra quelli esistenti in tutto il mondo.
    Quando gli risposi che questo incidente avrebbe provocato tante vittime innocenti,
    bambini donne uomini tutte persone che non c’entravano niente con la politica,
    mi risposero che un attacco atomico sovietico preventivo contro l’Europa,
    avrebbe fatto molte più vittime di questo calcolato incidente locale.
    Questa tremenda e nascosta realtà,
    È assolutamente incomprensibile accettare questo loro dire,
    perché queste prove saggiamente richiedono la presenza,
    di tutte le alte professionalità tecniche scientifiche e strumentali,
    diversamente risulterebbe un salto nel buio:
    atteggiamento e pratica lontana dalle mentalità delle VERIFICHE e PROVE scientifiche.
    Faccio presente che alcuni addetti alla stessa sala di controllo disastrata,
    sono tuttora vivi nonostante la distanza intercorsa di quasi 20 anni.
    Oggi non esiste più il regime comunista sovietico,
    ed i superstiti potrebbero essere interrogati nuovamente,
    finalmente liberi dai condizionamenti pesanti e ricattatori del partito.
    Perché sono passati tanti anni senza che nessuno voglia farlo?
    Si aspetta che muoiono anche loro per riaprire l’inchiesta?

    Non è vero che era diffusissima la tendenza ad ignorare,
    le più elementari norme di sicurezza all’interno degli ambienti nucleari sovietici.
    Questa risulta una cattiveria gratuita dettata dalla incongruenza ed incapacità,
    per l’infruttuosa ricerca di risposte scientificamente sicure.
    Quando senza essere stati presenti sul luogo durante l’incidente,
    hanno volutamente ignorato tutte le testimonianze inequivocabili,
    degli addetti allora PRESENTI alla tragedia,
    sentenziando formularono queste accuse evanescenti:
    “ Hanno escluso per vari motivi,
    i sistemi di spegnimento automatico e di raffreddamento di emergenza del nocciolo,
    portando il reattore ha funzionare ad una potenza molto inferiore.”
    In realtà questa è pratica ricorrente essendo ogni notte richiesto,
    un rapporto energetico al di sotto del fabbisogno giornaliero.
    Conclusero: “……. questa condizione ha creato l’instabilità del nocciolo.”
    Non sono un esperto però comprendendo facilmente che,
    meno energia immetti meno è il prodotto energetico ricavato e meno rischi si corrono,
    però in più mi domando:
    quando metti in moto o spegni un impianto nucleare non si attua la stessa manovra?
    Chiaramente mi rivolgo alla potenza inferiore che indispensabilmente condiziona,
    sia l’accensione che lo spegnimento di ogni nocciolo nucleare.
    I misteri della scienza sono infiniti,
    sicuramente molti condizionati negativamente dalle chiusure della scienza ufficiale.




    Scusa se prendo in considerazione solamente questi due pezzi ma in questo caso mi interesso più del lato tecnico che non del lato 'trascendente'.
    Anzitutto ti posso assicurare che le entità a te manifestatesi erano piuttosto facete. I reattori della filiera RBMK di concezione sovietica, sono stati utilizzati solamente per produrre plutonio per l'arsenale nucleare. Le loro caratteristiche sono tali, ad es. il coefficiente positivo di vuoti a bassa potenza, che sono da annoverarsi tra i più INSICURI d'Europa, e non il viceversa e men che meno vanto e orgoglio per l'URSS. Inoltre mentre i reattori occidentali separano i prodotti di fissione tramite tre barriere ( guaina, vessel e contenitore del nocciolo ) negli RBMK il nocciolo è racchiuso da una normalissima costruzione che non avrebbe opposto alcuna resistenza ad una eventuale reazione esotermica come quella con la grafite nel caso degli RBMK. L'unico vanto dei sovietici nel campo dell'impiantistica nucleare possono dirsi invece i generatori di vapore orizzontali usati soprattutto nei VVER ( cioè l'equivalente dei PWR reattori ad acqua pressurizzata occidentali ) che sono effettivamente migliori di quelli verticali occidentali.
    Riguardo alle cause d'incidente io continuo a sostenere quelle che tu chiami accuse evanenscenti, le uniche che abbiano serio riscontro nei manuali di impianti nucleari che riguardano l'argomento. Non confondere l'avvio di un reattore a freddo, che è tutto un altro problema e non c'entra quasi nulla, con quello che successe quel giorno. La verità è che si eliminarono tutti i sistemi di sicurezza che potevano evitare, nonostante l'intrinseca instabilità di quella filiera, un aumento di potenza fino a regioni dove le reazioni esotermiche suddette potevano provocare danni irreparabili. A capo dell'esperimento quel giorno c'era un ingegnere elettrotecnico, piuttosto sprovvisto di competenze in ambito nucleare, ma per la gerarchia sovietica gli operatori dovevano ubbidire soltanto lui. Così andava il mondo da quelle parti.
    Ti auguro altri viaggi astrali, questa volta un po' più istruttivi !

  3. #3
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    Predefinito Il mio interesse è sempre stato esclusivamente il “trascendente”

    Il viaggio astrale non era stato programmato dal sottoscritto,
    e in quel frangente di improvvisazione e dramma,
    non mi potevo prestare idoneo nei termini,
    “ di una istruzione didattica o professionale sulle dinamiche nucleari in atto.”

    Il fatto che io dichiari che erano sicuri
    sono tutte attestazioni giornalistiche di allora, (1986)
    prima dell'unico incidente.
    Il fatto che siano stati dichiarati i più insicuri è una conseguenza del dopo tragedia.

    I sistemi di sicurezza (mia ipotesi) sono stati disattivati perché non esistevano rischi,
    lavorando a bassi regimi.
    Per ipotesi: cosa avrebbero potuto mai fare in “ 20 secondi,”
    anche quando gli impianti di sicurezza entravano in funzione.

    Quella notte non c’era nessun esperimento scientifico!
    Provate oggi nel cercare conferma con i pochi superstiti dell’impianto.

    Evita di rispondere in conoscenza,
    perché non esiste un caso analogo realmente successo ed abortito sul nascere.

    Il mio interesse è sempre stato esclusivamente il “trascendente” MAI lo scientifico,
    ragione che mi pone di non accettare la tua versione del facete,
    anche se c’è ben poco da ridere.

    Andando alle tue conclusioni le accetto come sono:
    espressioni di un libero pensiero non certamente scientifico.

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da H'ERMES
    Il viaggio astrale non era stato programmato dal sottoscritto,
    e in quel frangente di improvvisazione e dramma,
    non mi potevo prestare idoneo nei termini,
    “ di una istruzione didattica o professionale sulle dinamiche nucleari in atto.”

    Il fatto che io dichiari che erano sicuri
    sono tutte attestazioni giornalistiche di allora, (1986)
    prima dell'unico incidente.
    Il fatto che siano stati dichiarati i più insicuri è una conseguenza del dopo tragedia.

    I sistemi di sicurezza (mia ipotesi) sono stati disattivati perché non esistevano rischi,
    lavorando a bassi regimi.
    Per ipotesi: cosa avrebbero potuto mai fare in “ 20 secondi,”
    anche quando gli impianti di sicurezza entravano in funzione.

    Quella notte non c’era nessun esperimento scientifico!
    Provate oggi nel cercare conferma con i pochi superstiti dell’impianto.

    Evita di rispondere in conoscenza,
    perché non esiste un caso analogo realmente successo ed abortito sul nascere.

    Il mio interesse è sempre stato esclusivamente il “trascendente” MAI lo scientifico,
    ragione che mi pone di non accettare la tua versione del facete,
    anche se c’è ben poco da ridere.

    Andando alle tue conclusioni le accetto come sono:
    espressioni di un libero pensiero non certamente scientifico.

    Che macedonia che hai fatto.
    Ti rispondo solo alla prima considerazione. Che anche prima dell'86 quel tipo di reattori fosse insicuro lo si sapeva, dato che le caratteristiche termoidrauliche di quel nocciolo erano note da un bel po' ( almeno dagli anni '60...... quando sono nati i primi reattori gas-grafite e si è pensato all'uso di acqua bollente come fluido termovettore; che poi tu non sia stato informato di ciò nè dai giornali, nè dai tuoi amici invisibili questo è un altro paio di maniche). Anche i CANDU , per esempio hanno un problema analogo e, pur non essendo stati particolarmente incidentati, non per questo li si ritiene al top della sicurezza.
    I ( pochissimi) dati sull'incidente che ho proposto sono tratti dal rapporto compilato dal Comitato Statale dell'URSS per l'utilizzazione dell'energia atomica e consegnato nel corso del " Post Accident Review Meeting " dell'AIEA del 25-29 agosto di quell'anno a Vienna.
    Se questo ti sembra libero pensiero e non scientifico affari tuoi, non è un mio problema. Peccato vedere come le tue sperse divagazioni debbano prendere di mira disgrazie di questa portata.

  5. #5
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    Predefinito

    Prima del 86 sicuramente lo sapevano in pochissimi,
    (l' insicurezza dell'impianto)
    chiaramente oggi si espongono con estrema sicurezza,
    teorie dietologiche del dopo disastro.

    Da premettere che in quel periodo esisteva “ la guerra fredda “
    il che si traduce che nessuno in occidente era in specifica conoscenza,
    (nemmeno gli esperti)
    della ricerca applicativa e sperimentale sul nucleare sovietico.

    Ora il problema che espongo nel racconto,
    non sono le tematiche sulla sicurezza dello stesso,
    del quale confermi i pochissimi dati raccolti sull'incidente, (ancora oggi)
    MA:
    “ può l'energia astrale arricchire a dismisura un nocciolo nucleare? ”
    Io non penso: affermo che ciò è stato possibile.

    Le mie (tue) "sperse divagazioni" non prendono di mira le disgrazie altrui,
    verosimilmente vogliono dare risposte diverse,
    che oltrepassano i limiti della scienza ufficiale.

    Non ho le competenze per una analisi scientifica del disastro,
    però concedimi l’esposizione della mia verità astrale.

    Non sono mai stato uno scrittore (e si vede)
    allora come faccio nei miei diversi racconti ha narrare episodi ancora insoluti,
    spesso coperti dal mistero o disinformazioni varie,
    riuscendo ha collegare le motivazioni nascoste,
    le cause ed effetti attinenti ai casi proposti in lettura?
    Eppure non ho mai ricoperto incarichi ufficiali,
    restando un soggetto autonomo ed indipendente da tutti.

    Può essere che il mio narrare esponga delle verità,
    diverse dalle mentalità comuni,
    ma eccezionalmente vere nella sostanza dell’accaduto?

    È in questa direzione che va la mia informazione astrale;
    cammino lungo e difficile,
    però necessario per risvegliare l’autonomia delle coscienze.

  6. #6
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    Ripeto che si avevano ottime conoscenze sul funzionamento neutronico e termoidraulico di quel nocciolo, semplicemente perchè i reattori di quel tipo sono stati tra i primi ad essere sviluppati al mondo, quindi negli anni '60. Che poi queste cose le conoscano solo i tecnici ( e questo forse ti infastidisce di più ) mi sembra però ovvio.
    Ad ogni modo qualunque operatore di quella centrale ( e qualunque operatore nel mondo ) era a conoscenza che sotto il 20% (700 MWt) del carico il valore del coefficiente complessivo di potenza ( vuoti e temperatura ) diventa positivo, cioè porta ad un comportamento instabile del nocciolo. Rimane il fatto che, non solo si raggiunse questa zona, ma la si raggiunse disattivando i più importanti sistemi di sicurezza , prima di tutto l'ECCS, che assicura la refrigerazione del nocciolo quando il sistema termovettore primario non la assicura più ( ad. es. per rottura a monte del circuito primario stesso ). Seguirono anche altre e forse ben più gravi mancanze, ma questo era il comportamento conseguente ad un sistema statale come quello dell'URSS. Gerarchicamente era il responsabile di centrale a poter stabilire se fare o no quell'esperimento ( per inciso si trattava di vedere se l'inerzia del rotore del turbogeneratore n.8 poteva, in assenza di alimentazione di vapore e alimentazione elettrica esterna, generare la potenza necesssaria a far funzionare le pompe veloci dell'ECCS per 40-50s prima dell'intervento dei diesel demergenza) e lui ( ing.elettrotecnico e non nucleare ) decise di farlo. Ringraziamo l'URSS e il comunismo di questo altro regalo.

  7. #7
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    Ripeto che non ho le conoscenze specifiche per contrabbatterti sapientemente,
    o negare scientificamente quello che affermi,
    lo stesso vale per te (lei?) per la conoscenza sui viaggi astrali.

  8. #8
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    Perfettamente d'accordo.

  9. #9
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    Predefinito Racconto esclusivamente astrale.

    Citazione Originariamente Scritto da Zmajèek
    Perfettamente d'accordo.
    Vorrei essere determinatamente chiaro.
    Nel racconto esprimo le mie conoscenze tecniche (se cosi si possono chiamare)
    che nel 1986 erano in mia superficiale ed ingenua conoscenza.
    Volendo oggi potevo renderle scientifiche andando ad istruirmi su Internet,
    come alcuni di voi gentilmente mi propongono,
    però la cosa non mi interessa perché comunque,
    non cambiarono le mie modalità di intervento.

    Con assoluta certezza confermo diversamente da altri,
    che in Italia l’allarme ebbe seguito,
    dopo una quindicina di giorni di assoluto silenzio mediale.

    Però vorrei richiamare la vostra particolare attenzione,
    sull’esistenza di organizzazioni segrete che diversamente da noi,
    credono ed applicano il potere astrale per determinare i nostri destini,
    a vantaggio esclusivo degli stessi.

  10. #10
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da H'ERMES
    Vorrei essere determinatamente chiaro.
    Nel racconto esprimo le mie conoscenze tecniche (se cosi si possono chiamare)
    che nel 1986 erano in mia superficiale ed ingenua conoscenza.
    Volendo oggi potevo renderle scientifiche andando ad istruirmi su Internet,
    come alcuni di voi gentilmente mi propongono,
    però la cosa non mi interessa perché comunque,
    non cambiarono le mie modalità di intervento.

    Con assoluta certezza confermo diversamente da altri,
    che in Italia l’allarme ebbe seguito,
    dopo una quindicina di giorni di assoluto silenzio mediale.

    Però vorrei richiamare la vostra particolare attenzione,
    sull’esistenza di organizzazioni segrete che diversamente da noi,
    credono ed applicano il potere astrale per determinare i nostri destini,
    a vantaggio esclusivo degli stessi.
    Vorrei mettere i puntini sulle i. Come ti ho già detto, documenti riportati ( ma batava un poco, veramente poco, di buon senso ) ciò che tu riporti sono le tue conoscenze astrali sulla cosa, nè tecniche e nemmeno scientifiche. Di scientifico il tuo post non ha nulla, forse solo l'organizzazione grammaticale delle frasi. Se vuoi documentarti, a parte quanto ho scritto, leggiti i documenti che ho indicato, fatteli spedire dalla AIEA oppure vai in qualche biblioteca universitaria dove abbiano libri sull'argomento.
    Sul fatto che in Italia, come in altri paesi, vi sia stato un silenzio dopo l'incidente, è dovuto al fatto ( nè scientifico nè astrale ) che in URSS prima di prendere una decisione ci mettevano un po' di tempo ( eufemisticamente parlando ). Se ne sono accorti dell'incidente gli operatori dei reattori svedesi, pensando che fosse stato un incidente nei loro impianti....
    Ad ogni modo avrò piacere di sentire ancora dei tuoi viaggi astrali, senza pretese di scientificità ovviamente.
    Ti saluto

 

 
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