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  1. #1
    a mia insaputa
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    Predefinito Mi auguro che la prossima non sia la LLCP

    “Allora? Che si fa oggi”?
    “Ma che ne so.. C’ho un sonno…”
    “Lui non sa mai niente.. Fa le ore piccole intanto che gli altri si sbattono..”
    “Ma che ne sai tu… dov’eri stanotte…”
    “E fatela finita, che ci sono le elezioni… Allora! Cosa ci inventiamo per oggi”?
    “Non chiedetelo a me.. Che c’ho già i miei casini. Lo sapete o no quanti amici drogati mi ritrovo”?
    “Beh, ma come si dice in gergo giornalistico “bisogna stare sul pezzo”; Dai che non possiamo mollare l’osso.. Dobbiamo sempre stare sulla cresta dell‘onda.. I voti delle politiche..”
    “I voti, i voti.. Sempre i voti! Domandalo un po’ a lui cosa bisogna fare!! Il signorino!! Fa le ore piccole e poi c’ha sonno..”!
    “Signorino?.. Senti bello.. aaaAATTCHOOOWW…!!! Ecco! Ci mancava il raffreddore.. Provaci tu a stare in dicembre davanti ad una discoteca alle tre del mattino per portare a casa gli ubriachi!! …in maniche di camicia, per giunta!!”
    “Ohh.. Fatela finita.. Ci penso io, come al solito…. ……….ecco… si va tutti a manifestare all’ambrogino in favore dell’Oriana”!!!!
    “Un genio!!! L’ho sempre detto che sei un genio.. Ma come fai ? In questi periodi di magra poi….”
    “Beh,.. Senza falsa modestiaaa… è che se ti senti inserito in una realtà, vicino alla gente, ai problemi veri, certe cose ti vengono spontanee…”

    -------------------------------------------------------------------------------------

    «Scappavano, inseguiti dai manganelli»
    Carlo Grande de La Stampa ha assistito al blitz della scorsa notte a Venaus



    VENAUS. Sono arrivato a Venaus a mezzanotte, invitato da un amico che suona la fisarmonica, un quarantenne esile e pacifico. A un blocco la polizia mi ha indicato la strada. Ho chiesto se gli davano il cambio per la notte, hanno detto di sì.

    Ho augurato loro buona nottata. Ho raggiunto l’amico al presidio Anti-Tav, superando a piedi altri agenti a un blocco di polizia, che mi hanno semplicemente ignorato. Ho varcato le «barricate» vicino alla strada, una rete sbilenca e qualche ramaglia, niente di inespugnabile, passando davanti alla baracca della Pro Loco. Sono salito nei prati 200 metri più in alto, sotto i piloni dell’autostrada, vicino a un’altra barriera simile. Siamo rimasti un paio d’ore vicino al fuoco a parlare, un bicchiere di vino, un po’ di musica, gli anziani cantavano canzoni degli alpini. Non ho sentito discorsi facinorosi, faceva freddo, la gente era tranquilla, c’erano una dozzina tra ragazzi, ragazze, sessanta-settantenni della vallata, una signora assessore ad Avigliana. Dall’altra parte un gruppetto di finanzieri parlottavano e si scaldavano a un fuoco. Alle 2,30 io e l’amico siamo scesi alla baracca della Pro Loco per sgranchirci e scaldarci.

    Abbiamo attraversato i prati, c’erano una decina di tende, avrò visto in tutto una trentina di persone che dormivano, parlavano, suonavano la chitarra. Una donna aveva un collare medico. Non pareva gente facinorosa, nessuna agitazione, teste calde, tipi con l’aria e la grinta da antagonisti anarchici. Nella baracca (una dozzina di persone) è giunta voce che fuori c’erano movimenti, forse si preparavano a entrare. «Se caricano cosa facciamo?», ha detto uno. «Cosa vuoi fare? Chiamiamo gli altri dai paesi, ma a quest’ora siamo pochi. Se entrano ce ne andiamo» ha detto un altro. Poco dopo le tre siamo usciti sulla stradina e siamo andati verso la macchina a prendere una pila.

    Siamo ripassati vicino ad alcuni agenti, ci siamo salutati, ci hanno detto ridendo «Ci avete circondati», «che fame» hanno aggiunto, «Volete un panino?» ho chiesto, «Sono a dieta», ha risposto con un mezzo sorriso. Siamo passati davanti a una ventina di altri agenti col passamontagna nero, ci hanno seguiti ostentatamente con lo sguardo, aria molto ma molto arrabbiata. Da una stradina fra i boschi all’improvviso è piombata una colonna di camionette e furgoni, una settantina, ci hanno superati hanno inchiodato davanti alla «barricata», sono scesi centinaia di agenti in tute antisommossa, scudi, manganelli, elmetti, spazzata la barricata sono entrati dimenando i manganelli. Mi sono avvicinato, in mezzo agli agenti che continuavano ad affluire e facevano «cordone», sono entrato nel presidio restando sulla stradina, fuori dalla mischia.

    Nei prati sentivo urlare, vedevo gente correre, inseguita da agenti. Un ragazzo scendeva barcollando, urlava: «Bravi!, bella impresa! Non ho detto “ba” e mi avete dato un manganello in faccia». Qualcuno urlava: «Non picchiate la gente», un anziano ha detto «Sono sulla mia terra» (gli anti-Tav erano per lo più su terreni non espropriati, mi hanno detto), hanno manganellato anche lui. Non ho visto scontri, cioè colluttazioni - individuali o di gruppo - con agenti, nessuno che si ribellasse mentre gli mettevano le mani addosso.

    Cercavano di proteggersi, di parare i colpi. Ho fatto due passi verso i prati, un agente si è staccato dal cordone di polizia: «Si allontani». Ho fatto alcuni metri più indietro: «Voglio vedere, sono un giornalista», «Non c’è niente da vedere» ha detto. «Ma stanno urlando», «Urlano sempre» ha risposto. Stavo per allontanarmi lungo la strada, lui mi ha raggiunto e afferrato per un braccio: «Adesso vieni qui», mi ha spinto oltre le linee, nella baracca piena di gente: tra loro quattro o cinque ragazzi seduti o sdraiati, sanguinanti, con labbra e fronti spaccate. «Dormivo, mi hanno picchiato» ha detto uno, gli ho chiesto il numero di telefono; la donna col collare era seduta, tremava e piangeva a dirotto, col ghiaccio in testa e sangue sulla fronte. «Una manganellata», ha detto. Le ho fatto coraggio, ho chiesto il suo telefono.

    Qualcuno voleva stare davanti alla porta - c’era fumo, mancava l’aria, alcuni anziani stavano male, altri telefonavano alle ambulanze - li hanno spinti dentro con le brutte, anche dalla finestra. Tornata un po’ di calma sono uscito davanti al muro di scudi e manganelli: «Sono un giornalista», ho detto, sono rimasti impassibili. Da dentro non ho sentito insulti ma dei «Vergognatevi», «Potrebbero essere i vostri padri e i vostri nonni, le vostre figlie». C’erano donne-poliziotto in tenuta, lo sguardo fisso. Poi è arrivato il sindaco di Venaus con la fascia tricolore, ho ripetuto «Sono un giornalista», mostrato la tessera, «Quando arriva il comandante», hanno detto. Mezz’ora dopo è arrivato, il sindaco ha chiesto un’ambulanza e di farmi uscire.

    Erano le 5. Ho salutato l’amico, gli ho detto di stare calmo (sarebbe rimasto lì fino alle sette con gli altri), sono tornato alla macchina fra centinaia di agenti, che mi hanno ignorato, superando con la tessera l’ultimo blocco. Intanto a pochi metri si ammassava la gente che arrivava da tutta la vallata. Ho visto moltissimi poliziotti tranquilli, corretti. Certo, non quelli che ho visto picchiare gente inerme. Sono sceso lungo l’autostrada alle sei. Nell’altra corsia luci blu di camionette e di ambulanze, che risalivano la valle.


    LA STAMPA 07-12-2005.
    Se vedòm!

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  2. #2
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    Predefinito

    Non l’ho mai usata troppo. Ma era speciale.
    La presi a Borgoforte quel sabato sera di metà settembre ‘96 dopo l’ennesimo comizio della giornata fatto da Umberto Bossi in vista della dichiarazione d’indipendenza il giorno dopo a Venezia.
    Non fu il solito comizio quella sera..
    Si sentiva e si vedeva dalle facce della gente che eravamo lì perché i nodi erano giunti al pettine.
    C’era un popolo che chiedeva un capo. C’era un capo che aveva riconosciuto un popolo.
    Fu lì, quella sera, che acquistai la mia prima e unica bandiera “politica”: Croce di San Giorgio, l’Alberto da Giussano e, sopra, LEGA NORD.
    Ebbi anche la fortuna di sgattaiolare vicino alla prima linea; alla fine avrei potuto anche farmici far sopra l’autografo.
    Non volli. Mi piaceva di più così.. Così e basta.
    Anche dopo l’autunno del 2001, quando era diventato semplicemente impossibile crederci ancora, non me ne separai.
    Stava lì, in un cassetto e custodiva l’idea di ciò che era stata e di ciò che avrebbe dovuto rimanere..
    E’ sempre rimasta lì. Ogni tanto la tiravo fuori, la stendevo e la guardavo (“..’ccamaoi!…” L )
    Stasera l’ho incenerita.
    Un po’ di benzina del tosaerba e ho dato il via all’eutanasia tessile di un ricordo indelebile..
    Penso che un po’ abbia apprezzato..
    Non credo che ce la facesse più nemmeno lei ad incarnare un ideale ed allo stesso tempo la sua nemesi..
    Avesse potuto mi avrebbe ringraziato..
    Non posso dire che mi piangesse il cuore.. So mia bu de cuntà bal..


    Spero di non dover idealmente bruciare la mia tessera di iscrizione alla LLCP..
    Quest’anno è andata come è andata; mi son già iscritto.
    Ma se non si cominciano a tagliare di netto i ponti con i tirapiedi belleriani della CDL (Casa Delle Legnate ? ), parodia dei più lerci democristiani e sodali col sacro manganello legalizzatore romano, mi sa che è la volta che non mi vedono più.

    Solidarietà alla Val Susa.
    Se vedòm!

  3. #3
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    Predefinito cazzooo....

    ma quand'è che ci si sveglia in questo paese di merda?
    non vi sembra abbastanza quello che ha scritto gatto?

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da grilloparlante
    ma quand'è che ci si sveglia in questo paese di merda?
    non vi sembra abbastanza quello che ha scritto gatto?
    Sarebbe abbastanza se qualcuno mi spiegasse che cavolo c'entra la lega con quattro str**** codardi che hanno manganellato quella povera gente... Mi pare che non si possa proprio dire che la lega appoggia le manganellate ai manifestanti... anzi... molti della lega hanno detto che bisogna ascoltare i valsusini, mica che bisogna manganellarli...
    Gradirei molto che a roma qualche leghista protestasse, ma alla fine è il ministro dell'interno che decide su queste cose e il ministro degli interni non è certo della lega... al massimo i leghisti possono chiederne le dimissioni... il che sarebbe un buon passo in avanti... ma mi spiegate cosa pretendete che facciano d'altro?

    bah...

    Detto questo , ai valsusini va anche tutta la mia solidarietà: anche se sono convinto che la TAV la si debba fare(*), non si deve fare sicuramente in questo modo, ma collaborando con la gente e stabilendo come trattare i materiali estratti, dove portarli e in che modo fare le verifiche ambientali e di sicurezza.

    (*)tanto non sarà certo la mancata tav a frenare l'immigrazione, la globalizzazione ecc ecc...

  5. #5
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    Predefinito

    Mi sembra che la scelta fatta sia stata abbastanza chiara e non sia di oggi: restare nella lega cercando di rappresentarne l'anima sana (che pur esistendo è e sarà sempre più minoranza col passare del tempo).
    Personalmente non condivido affatto e anzi trovo che con il senno di poi sia stato un errore fatale non rischiare a suo tempo altre strade, ma rispetto la scelta perchè sono convinto della buona fede degli amici della LCP.

  6. #6
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    Predefinito

    Ed è una scelta logica che pur non condividendo appieno ho sempre rispettato pure io, Pinocchio.
    Ma quando si dicono e si scrivono certe cose, quando ci si presenta alla gente in una determinata veste, di fronte a certi atteggiamenti ritengo sia doveroso assumere scelte definitive, per quanto dolorose.
    Sono l'onestà in terra padana? Sono invece dei farabutti che ci prendono per il culo per tenerci al guinzaglio di via Bellerio?
    NON ME NE FREGA NIENTE.
    Di fronte ad un aut-aut come il tentativo di infiltrare il terrore nella popolazione e l'accoglienza "freddina" della notizia da parte dei sedicenti difensori dei padani.. prendere una posizione definitiva mi pare sia un dovere di coscienza.
    Tutto qui.

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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Gatto rognoso
    Spero di non dover idealmente bruciare la mia tessera di iscrizione alla LLCP..
    Quest’anno è andata come è andata; mi son già iscritto.
    Ma se non si cominciano a tagliare di netto i ponti con i tirapiedi belleriani della CDL (Casa Delle Legnate ? ), parodia dei più lerci democristiani e sodali col sacro manganello legalizzatore romano, mi sa che è la volta che non mi vedono più.

    Solidarietà alla Val Susa.
    Non fare sciocchezze. Sangue freddo.

  8. #8
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    Predefinito

    Io non faccio sciocchezze. E sono calmissimo.
    Mi limito solamente a prendere atto di una situazione e a mettere i puntini sulle i, che non si sa mai.
    La questione si pone molto semplicemente in questi termini: Una volta appreso in quale maniera “bizzarra” si interpreti il servizio di ordine pubblico in Val Susa ed in quale altrettanto “bizzarra” maniera si interpreti la difesa di chi protesta in modo non violento da parte dell’elite belleriana, mi pongo la questione: Posso dare credito a gente simile? Le risposte possono essere solo due.
    Di conseguenza possono esserci solo due atteggiamenti nei confronti di chi li appoggia più o meno indirettamente, per quanto oneste siano le sue ragioni.
    Io non dico: “La Compagnia se la fa con dei farabutti, quindi son farabutti pure loro; e se non è così, che lo dimostrino”.
    Io dico semplicemente: “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?
    E non mi si venga a rompere col no-tav, si-tav, cessi sociali, black block e merda varia.
    Non è questo il senso di questo thread.
    Il senso di questo thread è:

    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?

    La lega, lo si è visto il giorno dopo, non ha saputo trovar di meglio che star con la Fallaci, nel suo bel mondo dorato di merda, dove è possibile voltar le spalle a persone aggredite a mano armata per andar a fare pubblicità ai libri dell’Oriana.. Sono commosso. Davvero, se ne sentiva il bisogno.. ..Che sensibilità..
    Certo, ci sono stati un paio di commenti imbarazzati, salvo poi sparire dagli organi di informazione (che culo che adesso ci sia lo sciopero), si è paracadutato il Borghezio in prima linea, tipo servizio del gabibbo padano (Uee besughi, sono con voi, sono nato qui vicino… se vedemu eh…)… e poi..?? qual è la posizione -ufficiale- del partito??

    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?

    OH.. MONA!! Vi ho votato anch’io!! Fin che state lì ho tutti i diritti di mandarvi a fare in culo se tradite la mia fiducia!!
    Non mi accontento del “La gente va ascoltata”. Siete voi quelli al governo. Siete voi quelli che hanno mandato una manica di picchiatori in divisa a terrorizzare la vostra gente!! E’ tutta colpa del nano e dei suoi amici mafiosi? Levatevi di lì. Se non lo fate siete e restate i mandanti (nella migliore delle ipotesi, i complici dei mandanti) di una porcata legalizzata!!

    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?

    Io di OP ne ho fatto poco; stavo in stazione. Ma quando l’ho fatto l’ho fatto da agente di pubblica sicurezza; con una divisa che aveva un significato ben preciso. In un caso, a Cento (FE), avrei avuto tutti i diritti di prendere uno stronzo per i coglioni, portarlo in cella di sicurezza e tenercelo 48 ore. E mi facevano pure l’applauso. Con una piazza stracolma di gente, anche l’ultimo degli ausiliari (io) avrebbe capito che c’erano altri metodi e che la priorità per la quale ero comandato stava nel mantenere l’ordine pubblico.
    L’ho puntato con lo sguardo e non l’ho mollato fino a quando non se ne è tornato indietro con la coda tra le gambe a chiedere scusa; nessuno lo obbligava. e la cosa è morta lì.
    Se i “normali lavoratori”, come li chiamano adesso, erano in Val Susa per lo stesso motivo (l’OP), come mai capiscono meno di un ausiliario dei carabinieri della territoriale? Gli hanno mandato dei cerebrolesi?? Oppure erano lì per tutt’altra cosa?
    Andare all’assalto di gente indifesa è mantenimento dell’ordine pubblico? Io lo definirei piuttosto un tentativo di far perdere le staffe a gente per bene.. Anche “mafia” suona bene… “Associazione per delinquere di stampo statale“, ancora meglio. E il bello è che è legale…

    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?

    Se è vera è la notizia dell’anno. La riassumo da La Stampa: Quasi gli passano sui piedi con la macchina; li manda a cagare; loro si fermano, scendono, lo prendono e lo gettano nel fiume. Protagonisti: un valsusino e due “ristabilitori di legalità”.
    Non è fantastico?
    Uno stipendio, tre lavori: Agente di pubblica sicurezza; Giudice; Boia. E poi dicono che i teroni non han voglia di lavorare!!
    Facciamo due conti: Si incazza, li invia a cagare e loro si fermano. 10 secondi.
    Durata del processo, requisitoria compresa (no, l’arringa non c’è stata).8 secondi, voglio esser buono.
    Lettura della sentenza ed esecuzione. 10 secondi.
    Totale mezzo minuto circa. E poi dicono che in itaglia la “giustizia” è lenta..

    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?

    Fosse successo dove facevo servizio io, una decina d’anni fa..
    Fossi stato di pattuglia una sera, tra gente del posto che protestava..
    Avessi visto un branco di mafiosi in divisa avvicinarsi col manganello in mano..
    Lo sai cosa mi avrebbe detto quel terrone del mio comandante se dei figli di puttana istigati da altri figli di puttana si fossero permessi di venire da noi a fare una cosa simile??

    Calabrese. TRENTACINQUE anni di servizio. Un Signore. Uno dei pochi carabinieri che abbia mai visto poter indossare una divisa ed andare in giro con l’orgoglio e non la vergogna di appartenere all’Arma.

    Lo sai cosa mi avrebbe detto quel terrone del mio comandante??

    Reprimendo a stento un orgasmo mi avrebbe ordinato di armare l’M12, sparare un colpo di avvertimento e poi spazzare l’area all’altezza delle ginocchia per quanto potevano permetterlo i miei due caricatori da 15.
    Per essere onesti ho qualche dubbio sul colpo d’avvertimento.
    Poi si serebbe messo la canonica tuta da ginnastica ( e io dietro), avrebbe consegnato pistola e distintivo ai suoi “superiori” del cazzo e avrebbe aspettato il trasferimento a Peschiera.


    Di là, per gli stessi motivi accade molto di rado, se non mai. Di qua..
    “Mettono le mani addosso alla nostra gente.. Con chi state”?



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  9. #9
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    Se mettono le mani addosso ai valsusini sto con il nostro territorio, quello che vogliamo liberare dall'oppressore. Per quanto concerne i valsusini, a parte una minoranza di miei sodali, gli altri ora subiscono il trattamento conseguente alla loro ignavia e dabbenaggine. Da loro, negli anni passati, ricordo solo insulti, riprovazione e indifferenza. Non è un caso che rispondano alle sollecitazioni dei $indaci ro$$i che li usano per i loro comodi. Raccolgono quello che hanno seminato; ripeto che fogne dell'ordine e ce$$i $ociali sono la meno destra e la mano sinistra del $i$tema itagliano schierato CONTRO la Val Susa (e quindi la Padania). Per me gli uni valgono quanto gli altri.
    Quei poveri pirla dei valsusini non hanno ancora capito una mona.

 

 

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