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    Post Alta Velocità in Val di Susa: un attacco brutale e ben programmato

    Alta Velocità in Val di Susa: un attacco brutale e ben programmato, ben al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica. Possiamo neutralizzarlo.
    una visione spirituale
    di Fausto Carotenuto per disinformazione.it
    5/12/2005

    Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
    Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea. Non solo quelle dei cari e simpatici valligiani, ma quelle di tutti i piemontesi, degli abitanti di una vasto arco delle Alpi, e delle regioni che si protendono attraverso tutta la Francia verso Nord, e tutta l’Italia verso Sud.
    Una operazione che parte da molto in alto nelle gerarchie delle piramidi che portano avanti le strategie oscure. Un qualcosa di così importante che il fronte del potere politico, finanziario, economico, dei mass media - largamente influenzato e diretto dai vertici oscuri - sostiene in modo insolitamente compatto e granitico… senza apprezzabili sbavature.
    Menti oscure, schiere di mercenari del potere e del denaro, centurie di coscienze spente e freddamente calcolatrici, solidali contro il cuore generoso di alcune migliaia di valligiani. Pressoché soli…

    Non sarà il caso di svelare il gioco e di rompere l’accerchiamento?
    Ma per non basare le nostre riflessioni solo sul sentimento, partiamo - sia pure brevemente - dal quadro di fondo.
    Nella nostra epoca l’umanità di trova di fronte ad una enorme accelerazione degli eventi e delle opportunità. Il mondo spirituale ha progettato questa epoca per condurre l’umanità ad un grande “risveglio”.
    Risveglio dal sonno di considerare tutto solo come materiale e dominato dal caso, risveglio dall’assopimento che ci impedisce di liberarci con azioni d’amore dal nostro egoismo generalizzato. Risveglio in una realtà nella quale tutto quello che avviene ha un senso preciso e positivo: quello di spingerci a diventare migliori, a crescere nella comprensione e nella attuazione dei veri valori della vita. I valori della coscienza, dell’aiuto reciproco, della Giustizia, della Bellezza, della Verità, dell’Amore…
    Da alcuni anni una enorme operazione “risvegli” è in corso sulla Terra, sulla quale ovviamente i poteri oscuri hanno fatto calare una vera e propria congiura del silenzio.
    Le forze del Bene sono nella nostra epoca – sia a livello spirituale che umano – quelle che favoriscono questi risvegli. Mentre le forse del Male, o per meglio dire dell’“ostacolo”, sono quelle – sia spirituali che terrene – che fanno di tutto per bloccare i risvegli appena iniziati.
    Questo è lo sfondo della grande battaglia in corso sulla Terra fra Bene e Male.[1] Guerre, distruzioni, genocidi, terrorismo, operazioni finanziarie, aggressioni farmacologiche ed alimentari, tecnologie antiumane, ecc… Sono alcune delle manifestazioni di questa lotta…

    Uno dei tanti scenari sui quali si svolge il confronto è quello che può definirsi una vera e propria “lotta per i luoghi santi”. Cosa sono questi “luoghi santi”?
    La Terra è un essere vivente e intelligente, che è fatto, come noi, di parti materiali e di parti più sottili, ma importantissime per la sua esistenza e per il sostegno che danno alla nostra vitalità ed alla nostra anima. Il nostro corpo è attraversato da una rete di invisibili centri vitali uniti da infiniti canali di energie. Quelli che le medicine orientali usano da millenni. E che la medicina occidentale ha dimenticato ma è ora costretta a riscoprire un po’ alla volta, se vuole smetterla di combinare disastri.
    Nelle tradizioni orientali si chiamano “chakra” i centri, i vortici vitali, e “nadi” i canali energetici che li uniscono.
    La terra funziona allo stesso modo. La crosta terrestre è costellata di importantissimi “chakra” e “nadi”. Gli spiriti più avanzati dell’umanità, gli “iniziati” di tutti i tempi hanno sempre avuto la conoscenza, e spesso la visione, di questa geografia sottile, ma fondamentale, della Terra. Grotte sacre, montagne sacre, foreste sacre, laghi e fiumi sacri… E poi vari tipi di energie: positive, negative, ambivalenti…
    Lungo i canali e sui centri vitali sono sorti dolmen, menhir, cerchi di pietre, piramidi, templi, cattedrali… Erano e sono luoghi speciali, che favoriscono il contatto tra gli uomini e le dimensioni superiori.

    Questa rete, in gran parte dimenticata negli ultimi secoli di materialismo, si sta ora riattivando, man mano che gli uomini risvegliandosi riscoprono le particolarità di certi luoghi. Questo sta già avvenendo in embrione, ma ben di più avverrà in futuro, quando sempre più uomini capiranno di avere a disposizione delle importanti reti di luoghi energetici di cui avvalersi per supportare la propria crescita spirituale. Dei luoghi capaci di riequilibrare l’aggressione portata alla natura umana dalle forze oscure attraverso i farmaci, l’alimentazione devitalizzata, i vortici di violenza e di odio, le droghe, la continua eccitazione dei sensi inferiori…
    Una rete abbastanza intatta da aiutare l’uomo ad essere un libero creatore di situazioni nuove, belle, giuste, buone… frutto dell’amore.
    E allora le forze oscure, quelle che vogliono ostacolare l’evoluzione interiore del’umanità, cosa hanno deciso di fare? Sono partite per tempo a cercare in tutti i modi di “spegnere”, di devitalizzare i chakra, di sclerotizzare le arterie delle energie vitali per lo spirito.
    Nessuno ne parla, ma questa aggressione è in corso da anni. Interventi di tutti i tipi, con tonnellate di metallo, colate di cemento, gallerie, prodotti sintetici “morti” e ostili, gallerie, deforestazioni, selve di antenne, viadotti, perforazioni petrolifere, spesso appositamente indirizzate per depotenziare e deformare la geografia sacra.
    Vengono effettuati interventi per spegnere cattedrali, come Chartres o Santa Maria di Collemaggio, per annullare antichi luoghi di iniziazione. Vengono colpiti luoghi sacri naturali o costruiti dagli antichi iniziati. Viene persino usato il “martello” del turismo di massa per abbattere con folle inconsce e disattente il livello vibrazionale di certi luoghi, come le piramidi, le cattedrali gotiche, o i grandi templi… Una strategia composita e ben studiata.

    Ma torniamo ora alla Val di Susa: cosa rappresenta questo luogo nella geografia sacra del mondo?
    Un punto fondamentale degli equilibri energetici europei. Un “chakra” importantissimo è situato all’imboccatura della Val di Susa, da cui si dipartono “nadi”, canali energetici che vanno a creare un asse importantissimo verso nord-ovest e verso sud-est. Quali sono i punti “noti” di questo asse? I tre meravigliosi santuari dedicati a San Michele. In un allineamento pressoché perfetto, la Sacra di San Michele - lo splendido edificio sacro medioevale all’imboccatura della Val di Susa - è al centro di una precisa direttrice che va dal santuario dedicato a Michele di Monte Sant’Angelo, sul Gargano, fino a quello sull’isola incantata di Mont Saint Michel, nel nordest della Francia.



    I tre principali santuari dedicati a Michele: Mont Saint Michel (tra Normandia e Bretagna), Sacra di S. Michele in Val di Susa e Monte Sant'angelo sul Gargano

    Luoghi sacri, luoghi di energie fortissime. Che gli antichi conoscevano e usavano e che gli uomini del “risveglio” torneranno ad usare.
    E proprio quella spiritualità che nella tradizione ebraico-cristiana si chiama Michele, che prima si è chiamata Mercurio, Hermes, Toth…, è lo spirito guida dell’operazione “risvegli”.
    Ma vediamo meglio cosa significa questo discorso di Michele in Val di Susa.
    La crosta terrestre ha nelle sue profondità delle forze enormi, concentrate in certi luoghi, che gli antichi conoscevano bene e chiamavano forze della Dea Madre, della Madre Terra. Statue femminili nere, adorate in caverne o cripte, la rappresentavano: raffigurazioni sacre di tante divinità tra cui l’egizia Iside, e poi le madonne nere cristiane. A sancire l’alleanza positiva tra uomini e queste forze. Ma gli antichi le chiamavano anche forze del “drago”, facendo riferimento al fatto che erano forze enormi, ma “selvagge”, utilizzabili sia per il bene che per il male, a seconda delle intenzioni umane.
    In epoche antiche gruppi di iniziati ispirati dal mondo spirituale decisero che per un lungo tratto dell’evoluzione umana bisognava che certe forze del drago di un importante asse energetico europeo fossero equilibrate, tenute sotto controllo e rivolte al bene. E che di questo equilibrio positivo si giovassero le popolazioni europee.
    Questo il motivo per cui degli edifici speciali, costruiti e “attivati” in modo del tutto particolare, furono eretti sopra montagne sacre piene di forze del drago, talvolta oscure. Santuari di Michele, che nella sua funzione tipica “tiene a bada le forze del drago”, per usarle in positivo e per lasciare liberi gli uomini di evolversi. Questo illustrano i quadri e le statue di San Michele.

    Il chakra centrale della Val di Susa non è fatto solamente del monte dove è posta la Sacra , ma di una serie di altri rilievi carichi di forze importanti, trai quali uno in particolare assume un ruolo centrale nella geografia sacra: il monte Musinè (asinello in dialetto).
    E’ un luogo dalle energie fortissime, uno dei principali in Europa. Le forze spirituali del drago hanno conformato un sottosuolo pieno di energie enormi, selvagge, che si manifestano in conformazioni rocciose insolite e piene di materiali “forti”, nocivi se liberati. Che sono la manifestazione di forse spirituali altrettanto nocive su altri piani. Ma il monte è anche un’antenna volta verso incredibili energie positive cosmiche. Da sempre apparizioni continue di luminescenze colorate, globi luminosi… Luogo di leggende di maghi e di draghi d’oro, di riti e di graffiti misteriosi fin dall’antichità più remota. Luogo di avvistamenti “ufo” tra i più citati, fin dai tempi pionieristici di Kolosimo. Persino la vegetazione che vi cresce è differente da tutto il resto della zona.

    E’ il punto focale che probabilmente più di ogni altro ha creato quella base energetico-spirituale che ha fatto di Torino la città esoterica per eccellenza, nel bene e nel male. Come è tipico delle forze del drago…
    Una zona fortissima quindi, al centro di un asse europeo spirituale fondamentale, forse il principale. Tenuta in equilibrio per secoli dalla spiritualità rappresentata da Michele, con le forze del drago domate e sepolte nel sottosuolo, in attesa della grande epoca dei “risvegli”.
    E allora le forze oscure, quelle di altissimo livello nelle piramidi del Male, cosa hanno pensato di fare?
    Hanno mosso le loro forze mercenarie, dai livelli locali fino a quelli centrali europei, per una operazione strategica. Un progetto mirante ad alterare antichi equilibri per renderli inutilizzabili a fini positivi: scavare una enorme galleria nelle viscere della montagna sacra, per sconvolgere il “chakra” Musinè, portando alla luce forze oscure e potenti dalle profondità della Terra. Per liberarle dall’influsso positivo delle correnti cosmiche e della vicina presenza benefica della Sacra di San Michele. E poi affondare ulteriormente il bisturi di morte scavando un percorso di distruzione sul “nadi” che punta a Mont Saint Michel.

    E’ il tentativo di portare un colpo al cuore della geografia sacra europea. Tale da appesantire le atmosfere psichiche, creare una cappa di piombo in una vasta zona del nostro continente: il tentativo di creare un vero e proprio “infarto” nella circolazione delle energie a disposizione di tutti noi per i nostri risvegli.
    L’operazione è così importante che tutti i terminali politici, economici, finanziari e mediatici, dei poteri oscuri sono compatti nel sostenerla. Anche se la popolazione locale è solidale nel respingerla. Lo fa per la propria salute, messa a rischio dall’uranio e dall’amianto che verranno portati in superficie, lo fa per salvare una natura già tanto colpita nel passato. Lo fa perché il cuore dei valligiani, che è inconsciamente in contatto con la realtà spirituale delle cose, sa molto meglio della mente che bisogna resistere, opporsi con fermezza ed energia all’aggressione spirituale. E che bisogna farlo in modo consono alla nuova coscienza che si risveglia e si sviluppa: con la verità e la non violenza.
    Rispondere con la verità e la non violenza alla menzogna manipolatoria ed alla violenza del fronte compatto che vuole sacrificarli: un fronte di poveri schiavi dei poteri oscuri, che hanno venduto pezzi della propria coscienza in cambio di tanti o pochi spiccioli, di grandi, ma anche di piccolissime poltrone…

    Gli ordini dei grandi poteri non si discutono: si eseguono e basta, altrimenti si perde il compenso per la vendita del proprio pezzo di anima…
    Poveretti! Quanta sofferenza gli costerà questa scelta di chiudersi gli occhi per egoismo…
    E allora tutti lì pronti a riempire i giornali e le tv di dichiarazioni in favore del “progresso, che questi poveri montanari ignoranti, egoisti e retrivi non riescono a capire….”
    Ma che cosa è questo “progresso”? Prima di tutto non è vero che quest’opera porti granché di buono persino dal punto di vista materiale ed economico. Ma su questo argomento chi vuole trova facilmente una messe di documenti chiarificatori.
    Ma è anche una occasione per fermarsi un attimo e chiedersi: ma che cosa è che a tutti i costi deve “progredire” ?
    L’economia o l’uomo? E se per caso è l’uomo, cosa deve evolversi dell’uomo, la sua pancia, le sue tasche o la sua interiorità? E’ progresso sacrificare qualcuno in favore di altri? E’ progresso andare velocissimi in mezzo ad una natura devastata a fare un lavoro disumano o a vedere spettacoli alienanti o a fare discorsi inutili? E’ progresso avere i soldi per comunicare velocemente cose stupide? O per comprarsi droghe, cibi devitalizzati, videogames, lussi inutili e dannosi, telefonini sofisticati per scambiarsi idiozie, o grandi televisori al plasma per vedere il wrestling o le partite di calcio truccate? O le notizie false ed i talk show taroccati?

    E’ questo il progresso al quale dovremmo sacrificare il cuore, l’interiorità e la salute di qualcuno?
    Quando nulla, ma proprio nulla, giustifica il sacrificio di nessuno…
    Niente è più importante di un singolo uomo. Non c’è una cosa giusta e positiva che sacrifichi qualcuno.
    Che differenza c’è tra una finta democrazia che manipola le maggioranze ed esercita la violenza sulle minoranze, ed una dittatura?
    Forse solo una più raffinata capacità di imbrogliare la gente e sfruttarne le energie.
    Opponiamoci a questa cultura antiumana…
    Non lasciamo soli i valligiani della Val di Susa… Per loro e per noi.
    Non diamo retta alle facce cattive del potere, ma nemmeno a quelle che si presentano come “buone”, e che in questa occasione stanno rivelando per chi lavorano da sempre…
    Stiamogli vicino… aiutiamoli! Le forze oscure tenteranno di imbrogliarli, o di coinvolgerli in qualche spirale di violenza: hanno già avviato le solite, infide trame in questo senso…
    Le forze positive del mondo spirituale sono ferme, perché aspettano che siamo noi a muoverci… Ma poi sono pronte ad amplificare l’effetto delle nostre buone intenzioni, dei nostri buoni pensieri e sentimenti, e soprattutto delle nostre buone azioni.
    Il compito delle forze dell’ostacolo, anche se non se ne rendono conto, è quello di risvegliare la nostra coscienza: rendiamo almeno utile il “malo” compito che si sono assunte per egoismo.
    Con la nostra indifferenza facciamo parte delle armate oscure, con la coscienza amante e fattiva siamo la base della meravigliosa piramide delle forze del Bene: a noi decidere dove stare.

    Ognuno rifletta con la mente ed il cuore su cosa fare: pensieri, sentimenti e azioni di amore verso i coraggiosi della Val di Susa. Ondate di pensieri coscienti verso i rappresentanti delle forze oscure: perché la luce diradi le nebbie che oscurano le loro azioni incoscienti.
    La coscienza luminosa degli uomini è un limite invalicabile per le forze oscure. Le azioni intelligenti e scaldate dall’amore possono interrompere e bloccare qualsiasi strategia negativa. Quello che è in gioco è la salute spirituale dell’Europa. L’interiorità di tutti noi.
    Pensieri, meditazioni, preghiere…. Sottoscrizioni, valanghe di email… Quello che volete… pur di non rimanere fermi….
    Nei prossimi giorni diffonderemo sulla rete alcune iniziative “spirituali” per dare una mano…
    Se ci siete, fatevi sentire…

    [email protected]
    www.ilternario.it


    --------------------------------------------------------------------------------

    [1] Il quadro di fondo al quale si fa riferimento viene descritto nel libro “Il Mistero della Situazione Internazionale”, di Fausto Carotenuto, edizioni Il Ternario, ottobre 2005, ed è alla base degli articoli della rubrica di questo sito intitolata “interpretazione spirituale degli accadimenti internazionali”.

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  2. #2
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    La Val di Susa
    e l'Europa

    *
    di Ida Magli

    *
    *C’è qualcuno che dica la verità sul comportamento dei politici nei riguardi della questione della Val di Susa? No, mille volte no.
    Proviamo allora a dirla noi. E’ tanto facile che si riassume in una sola parola: Europa. Si debbono eliminare i confini fra gli Stati per realizzare quell’Europa che da anni procura a tutti i popoli danni e amarezze di ogni genere. E’ per questo, esclusivamente per questo che è stato progettato il più pazzo tunnel sotto le Alpi che si potesse immaginare.
    La violenza di questa operazione è analoga alla violenza con la quale l’unione europea, pezzo per pezzo, Trattato per Trattato, Istituzione per Istituzione, è stata pensata e portata avanti fino ad oggi. Senza discuterne, senza consultare il parere o la volontà degli abitanti, e tanto meno dei cittadini, ogni Stato, ogni Nazione è stata privata della sovranità, della indipendenza economica, della propria moneta, della propria lingua, dei propri confini territoriali. Tutto quello che è stato possibile realizzare “a tavolino” mettendosi d’accordo fra Governanti e imponendolo ai sudditi, ha trovato la massima collaborazione nei politici italiani la cui fama di traditori dei sudditi e di umili servi degli stranieri sussiste da duemila anni senza tema di smentite. Nulla di più facile, perciò, che smantellare per prima cosa l’Italia privandola di ciò che di meglio possedeva per metterlo a disposizione degli “europei”. Non vi dice nulla, cari Italiani, che l’inaugurazione della Scala, il teatro d’opera più famoso del mondo, sia avvenuta con un’opera straniera, con un direttore straniero? Vogliamo forse, facendo questo rilievo, contestare Mozart? Sicuramente no. Ma se c’è una cosa che non manca per l’inaugurazione annuale della Scala è il repertorio di opere italiane e la grandezza di direttori d’orchestra italiani…
    Una cosa, però, si sta dimostrando non facile per i distruttori delle Nazioni: eliminare le montagne. E per giunta proprio le montagne che impediscono di impadronirsi del tutto dell’Italia, la Nazione che era previsto che dovesse sciogliersi come neve al sole nell’unione europea e farsi invadere da Nord così come è invasa da tutti gli altri confini.
    E’ questo il motivo per il quale all’improvviso governanti e politici pieni della più incredibile clemenza verso criminali, mafiosi, ladri, clandestini, assassini, stupratori, guerriglieri, hanno alzato alte grida, hanno imbracciato i manganelli, hanno proclamato “la linea dura” verso i migliori, i più onesti dei cittadini, i silenziosi abitanti di quelle bellissime valli che sono soliti guardare alle Alpi come alla propria casa, che rispettano la montagna come rispettano se stessi. La “linea dura” con la più stupida, la più falsa delle motivazioni: l’Italia non può rimanere isolata. Un’affermazione che, però, nasconde e rivela il vero motivo. L’assillo di creare vie di comunicazione dipende dall’assillo di dimostrare l’unità del territorio, cancellando perfino la geografia dell’Europa, estendendola verso l’Asia e inglobando il Medio Oriente (non ci deve rientrare perfino Israele, perfino la Palestina nella folle ossessione dei distruttori dell’Occidente?). Il commercio non c’entra, la competitività non c’entra. Sono i prodotti che dobbiamo coltivare, non le strade più rapide per trasportarli, e noi, gli Italiani, stentiamo sempre di più a produrre perché non abbiamo un futuro, perché non ci permettono di credere nel nostro ingegno.
    La questione della Val di Susa, dunque, è una questione fondamentale per tutti noi. Con l’ambientalismo, ma oltre all’ambientalismo. La reazione dei politici ne è la prova più forte: alludere alla presenza di eventuali movimenti “eversivi” include una minaccia che mai fino ad oggi era stata sbandierata. Ma noi, gli Italiani che amano l’Italia e la sua indipendenza, dobbiamo non soltanto far riflettere ma anche far conoscere il più possibile a coloro che sono stati tenuti all’oscuro delle istituzioni attuate silenziosamente dai governanti europei che è già pronta “l’europolizia” per gli eventuali dissidenti nei confronti di opere di interesse europeo. Questo significa che, in teoria, potrebbero giungere in Val di Susa poliziotti tedeschi o francesi o spagnoli… * ?

    ************************************************** ***************************
    Roma,*8 Dicembre 2005
    WaLd

  3. #3
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    Predefinito La Padania, venerdì 9 dicembre 2005, Gilberto Oneto

    Val di Susa. Perché conviene l’alta velocità.

    Come di tutte le cose importanti che interessano i cittadini di questa Repubblica, anche del problema dell’Alta Velocità si parla in maniera superficiale, se ne fa oggetto di scontro politico che nulla ha a che vedere con i caratteri della cosa in sé, lo si riduce a uno slogan da impiegare in contrapposizioni di altro genere. Il risultato è – come sempre – che si urla, si litiga, ma non si entra nel problema, la gente non ci capisce nulla, e alla fine si fa quello che qualcuno aveva già deciso di fare. Con una certa improntitudine in questi giorni ci sentiamo dire, a proposito di Tav, che è inutile opporsi, tanto tutto è già stato deciso, i soldi sono stati stanziati e chi si è visto si è visto. Anzi, secondo quello che dovrebbe essere il vero motto dello Stato italiano: “Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto”. Tanto a dare sono sempre gli stessi. Cambia solo – ma di poco – chi riceve, a seconda dei governi e dei partiti.
    Proviamo lo stesso a cercare di ragionare serenamente sulla convenienza per la comunità dell’enorme investimento di risorse sull’Alta velocità. Gli argomenti interessati sono molteplici e toccano diversi campi: l’efficienza dei trasporti, i vantaggi economici, l’ambiente, il rispetto per le autonomie locali, la pubblica moralità e la politica.
    Per ragioni editoriali, l’argomento verrà trattato in tre interventi successivi, ognuno dei quali si occupa di una o più delle diverse implicazioni.
    Efficienza dei trasporti.
    Viene detto che si deve fortemente potenziare il sistema dei trasporti su rotaia perché è più economico e più “pulito” di quello su gomma. Le nostre strade e autostrade sono drammaticamente intasate e le si deve liberare soprattutto dall’enorme massa di autocarri che le riempiono e le usurano.
    L’argomentazione è giusta. Nella Repubblica italiana ci sono oggi 15985 chilometri di strade ferrate in esercizio: una rete piuttosto capillare ma abbondantemente sottoultilizzata soprattutto per quanto riguarda il trasporto delle merci che è in drammatico calo: nel 2002 ha trasportato 83209 tonnellate di merci (con un calo del 5% in tre anni). L’hanno utilizzata 492 milioni di passeggeri, con un aumento dello 0,8% nello stesso periodo.
    Serve che le linee possano sopportare un grande carico, e cioè molti treni su entrambi i sensi di marcia. Per poter trasportare prodotti in maniera efficiente non occorrono grandi velocità di percorrenza: gran parte delle merci (in pratica tutto, meno la posta, i quotidiani, gli animali vivi, i cibi in celle frigorifere) può viaggiare con calma. Occorre però che ci siano interscambi funzionali, che il materiale rotabile sia efficiente, che la distribuzione in dettaglio – necessariamente effettuata su gomma – possa accedere con facilità alla ferrovia.
    Per i passeggeri il ragionamento è diverso: li si deve fare viaggiare comodamente e con un servizio affidabile. Per le grandi distanze occorre anche il trasporto sia veloce e ci dicono che la Tav serve anche a questo, ma ci sono alcuni punti poco chiari.
    Primo: sappiamo che dal 1939 a oggi la velocità media dei treni italiani è diminuita di 30 chilometri l’ora. A giustificare questo disastro non basta tirar fuori la scusa che per fare andare i treni in orario il bieco regime fascista sottoponeva il personale a turni massacranti.
    Secondo: la grandissima maggioranza dei passeggeri è composta da pendolari, gente che fa piccole tratte perturbane, che non ha bisogno di correre a 300 all’ora, ma di “viaggiare”, di partire e arrivare in tempo, possibilmente in condizioni umane.
    Terzo: le distanze fra le città della penisola sono limitate e il percorso di un treno si riduce essenzialmente a un susseguirsi di tratte di accelerazione e decelerazione. Per fare un esempio, fra Torino e Venezia ci sono in mezzo almeno 7 città importanti (Vercelli, Novara, Milano, Brescia, Verona, Vicenza e Padova) dove non si può non sostare, pena la perdita di una grossa fetta degli utenti. In tutto sono 420 chilometri, divisi in 8 tratte di lunghezza media di 52 chilometri. A cosa serve un treno che vada a 350 chilometri all’ora come quelli giapponesi? Non farebbe neanche in tempo a raggiungere quella velocità che dovrebbe rallentare per la fermata successiva. Un treno che viaggi a 120-130 chilometri di media sarebbe un bel vantaggio rispetto agli attuali tempi vergognosi. Ma per ottenere un risultato del genere si possono più semplicemente (e saggiamente) razionalizzare le linee esistenti che, oltre a tutto, hanno il grande vantaggio di arrivare nei centri storici. Per la Tav si ipotizzano, infatti, nuove stazioni decentrate: e se il tempo per raggiungerle dal centro si mangerà una bella fetta di quello risparmiato con la super velocità?
    E poi quanti sono quelli che devono andare da Torino a Lione in un’ora di meno di oggi? Come si fa a riporre fiducia in una struttura (le ex Fs, ora più patriotticamente Trenitalia) che non riesce a far funzionare quello che ha? Oggi i treni sono delle fogne sgangherate e spesso pericolose, sono piene di zecche, di notte sono dormitori clandestini, sono sporchi, pieni di siringhe, puzzolenti, vandalizzati, sono insomma uno schifo. Le stazioni sono lerce, piene di balordi, accattoni, delinquenti e sfaccendati. I treni non rispettano gli orari, il personale è spesso scortese. Saliti a bordo, non si sa quando (e se) si parta, non si sa quando (e se) si arrivi. I pendolari vengono ammassati in vagoni che hanno subito ogni oltraggio e in condizioni da subcontinente indiano. E gli stessi che sono responsabili di questa bolgia infernale e pelagica vorrebbero farci credere di essere in grado di gestire efficientissime, modernissime e costosissime linee ad alta velocità! Ma come saranno in grado di pilotare e gestire una Ferrari se non riescono a tenere in ordine un abicicletta?
    Un paese civile sfrutterebbe in maniera efficiente il patrimonio disponibile, migliorerebbe le attrezzature che ci sono, raddoppierebbe le linee dove serve, investirebbe nel materiale e nel personale. Un Paese civile rimetterebbe in sesto l’enorme patrimonio edilizio, razionalizzerebbe la rete esistente, costituirebbe nuove linee metropolitane nelle grandi città, nelle aree più congestionate. Un Paese civile sarebbe molto attento al reale rapporto dei costi e dei benefici per la collettività.

    Gilberto Oneto
    (1-continua)

  4. #4
    Non sono d'esempio in nulla
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  5. #5
    Totila
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    Sebbene un po' esoterico e new age, l'articolo postato da Der, è interessante. La direttrice "michelita" esiste. E metterci mano, chissà, potrebbe davvero scatenare le forze telluriche chiuse nella montagna.

  6. #6
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    Predefinito Val di Susa, perchè conviene l'Alta Velocità? Parte 2

    Da tempo si parla del “favoloso” Corridoio 5, quello che mette in comunicazione l’-ucraina con il Portogallo attraversando per lungo tutta l’Europa. Il fatto che questa linea (delineata come una sorta di spina dorsale del Continente) passi per la Padania è descritto come una fortuna immensa, e il presidente Berlusconi si è fatto fotografare sorridente e compiaciuto di fianco alla cartina d’Europa su cui è evidenziata questa arteria femorale del benessere.
    Una bella porzione della rete Tav padana è parte del Corridoio 5, compresa la Valle di Susa. Rinunciare a questa opportunità – si sente ripetere – è come gettare il pane, come restare tagliati fuori dai grandi flussi della ricchezza, significa consegnare ad altri, a Nord delle Alpi, un regalo che tanto munificamente ci è stato fatto dall’Europa. Ma qualcosa non torna. Quale è il vero beneficio di migliaia e migliaia di autocarri e di convogli ferroviari che attraversano la Padania? Cosa portano e cosa lasciano? Una volta le comunità che si trovavano a gestire i passi alpini, o che vivevano in aree strategiche, lucravano sulla loro rendita di posizione: il Ciola ha descritto benissimo la genesi e la vita di questi “Stati di passo”, di cui il più noto è la Svizzera che sul controllo dei valichi ha saputo costruire la sua iniziale fortuna economica. Oggi però non sono le comunità locali che organizzano i trasporti e non possono neppure pretendere pedaggi: a cosa serve allora vedere le nostre ferrovie invase da convogli ultronei che vanno da un Paese foresto a una altro Paese foresto? I padroni delle autostrade (e dei “colori uniti”) faranno affari con i pedaggi autostradali, i gestori degli Autogrill si arricchiranno sui cappuccini venduti agli autisti che si fermano a fare la pipì, nelle stazioni si venderanno forse panini e birre. Ma per la nostra gente dov’è il vantaggio di vedere passare questa fiumana puzzolente?
    Ci dicono che il Corridoio 5 fatto passare altrove costringerebbe i nostri produttori a un drammatico allungamento dei percorsi di consegna e ritiro delle merci. È una argomentazione stupefacente. Non ci sarà l’obbligo di utilizzarlo per legge e fuori dal Corridoio non saranno eliminate tutte le altre strade. Mettiamo a posto la nostra viabilità stradale e ferroviaria al meglio e utilizziamo quella. Facciamo funzionare le mille vie di comunicazione esistenti e non facciamoci ipnotizzare dall’idea di un super nastro trasportatore che non si ferma mai e su cui si deve salire i ncorsa come sui tram di San Francisco.
    Nel ragionamento sui costi e benefici occorre infatti pensare alle vere priorità, che in Padania sono quelle del pendolarismo e dei trasporti a breve raggio. Le autostrade esistenti sono spesso impercorribili, sono sistematicamente intasate. Non sarebbe molto più saggio, prima di spendere montagne di quattrini in progetti discutibili, affrontare i problemi delle tangenziali delle grandi città, degli interscambi, della Pedemontana e della viabilità ordinaria ridotta a sentieri lenti e puzzolenti? Che senso ha assicurare un’ora in meno di viaggio fra Torino e Lione quando da Varese a Milano è come percorrere la strada che da Kargil sale a Ladak? Che consolazione porta un treno saetta fra Kiev e Madrid a chi arranca su una provinciale quasi fosse il Cammino di Santiago?
    E poi cosa costa tutta questa storia? Quanto costerà la manutenzione? Si dovranno mantenere le linee nuove e anche quelle vecchie? Se saranno dimesse avremo buttato via un patrimonio. E che ne sarà delle aree nei centri urbani? C’è già qualcuno che ci ha messo gli occhi sopra? Non riusciamo a fare fronte in maniera decorosa all’ordinaria manutenzione: i cittadini sono spremuti da nuove tasse e gabelle, e ci si può permettere di costruire opere faraoniche e affrontare nuovi costi?
    La questione ambientale
    Qualsiasi intervento costituisce un rischio di deterioramento del paesaggio: è una verità antica come il mondo cui McHarg – il maestro della pianificazione ambientale moderna – ha solo dato dignità scientifica. Sappiamo però anche che quasi tutti i guai possono essere minimizzati da una pianificazione intelligente e accorta. Viviamo purtroppo in un Paese (La Repubblica italiana) dove invece la pianificazione del territorio è un caotico ambaradan politico, dove non esiste alcuna sistematicizzata conoscenza dei tematismi territoriali e dove – di conseguenza – tutte le scelte vengono effettuate sulla base di convenienze elettorali poco attente al benessere della gente e del paesaggio. Ne consegue una lunga tradizione tricolore di progetti mal fatti e di opere mal costruite, e non solo per ragioni di corruzione. Si può infatti rubare anche sulle cose utili e ben fatte, non è necessario fare schifezze per rubare. Per gettare un po’ di fuma negli occhi sono state inventate le valutazioni di impatto (Via) che sono purtroppo spesso solo delle costose operazioni che servono a giustificare ex-post scelte prese prima sulla base di altri parametri, che Miglio avrebbe definito “maliziosi”. Non si è infatti mai vista un’opera essere sostanzialmente modificata da una Via o essere abbandonata per rispetto verso una opzione zero che non esiste mai.
    L’alta velocità, finora costruita, rientra perfettamente nel genere: basta guardare quello che sta succedendo di fianco all’autostrada Milano-Torino per farsene una devastante idea. Opere costosissime e impattanti, oltre che danni annosi per la circolazione stradale. Non serve neppure tirare in ballo i pericoli che sono stati riportati per la Valle Susa (amianto, uranio) che sono, semmai, un disvalore aggiunto, ma che nulla portano all’impatto generale di questo tipo di opere in qualsiasi situazione ambientale.
    Gilberto Oneto
    (2 – continua)

    Come è semplice intuire, nel titolo apparso sulla prima pagina di ieri de la Padania riguardante la prima parte dell’articolo di Gilberto Oneto, mancava il punto di domanda al termine della frase. Quindi il vero titolo è Val di Susa perché conviene l’Alta Velocità?

 

 

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