Salve a tutti,
volevo sottoporre all?attenzione dei "forumisti" questa importante comunicazione che coinvolge tutti i piccoli risparmiatori che investono in borsa.

Il risparmiatore poteva, fino all?1/1/2004, optare per la dichiarazione dei dividendi nel mod. 740 nel qual caso recuperava il 34% che la società aveva già pagato a titolo di IRPeG e pagava in base alla sua aliquota IRPeF (cosa corretta!). Se non voleva inserire nel 740 i dividendi, lo Stato applicava la tassazione al 12,50% che si aggiungeva nel caso di specie al 34% pagato dalla società, ma era una libera scelta del nostro risparmiatore.

Cosa accade adesso (dal 1/1/2004):
non esiste più la facoltà di cui sopra per i piccoli azionisti, ma solo per coloro che posseggono partecipazioni c.d. qualificate, cioè di importo superiore al 3% del capitale sociale della società e simili diavolerie...
Di conseguenza, i piccoli azionisti si vedono costretti a pagare il 12,50% (domani 18% in base al progetto di riforma?!) in aggiunta al 34% di IRPeG pagata dalla società, per un totale del 46,50% (domani 52%!).
Il paradosso di tutto ciò e che l?aliquota IRPEF massima prevista dalla Legge è del 45%, il che rende, a mio avviso, incostituzionale tale riforma.

Come si fa a costringere legittimamente il piccolo risparmiatore ad essere colpito da una tassazione superiore sicuramente alla sua aliquota Irpef e comunque superiore alla aliquota MASSIMA prevista dalla Legge sull?Irpef?

Bisogna protestare energicamente contro questo abuso!