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    Predefinito Fini, il panzer di Sharon

    STEFANO CHIARINI
    Fini, il panzer di Sharon
    il manifesto, 26/11/2005

    L'Italia blocca un rapporto Ue di condanna dell'annessione israeliana di Gerusalemme est

    La diplomazia europea, secondo un rapporto redatto dal Foreign Office britannico per la presidenza di turno della Ue, ritiene che la colonizzazione e l'annessione di Gerusalemme est mettano a rischio la «road map» e il processo di pace ma persino la semplice discussione sulla necessità di una più incisiva azione per imporre al governo israeliano il congelamento della costruzione dei nuovi insedimenti e del muro che isolano la parte orientale, araba, della città dal resto della West Bank, è stata bloccata lunedì scorso alla riunione dei ministri degli esteri dal rappresentante italiano Gianfranco Fini, «considerato il migliore alleato di Israele» nel vecchio continente. Per la verità in competizione con la «sinistra per Israele» di Piero Fassino. Lo ha rivelato ieri il quotidiano britannico «The Guardian» il quale ha pubblicato ampi stralci del documento secondo il quale la politica di di annessione di Gerusalemme est portata avanti da Ariel Sharon (con il sostegno del Labour) viola «la legalità internazionale e la road map», «riduce le possibilità di un accordo sulla status finale di Gerusalemme» e mette a rischio «la prospettiva di una soluzione basata sui due stati». Il rapporto Ue denuncia inoltre che il governo israeliano sta procedendo a tappe forzate per rendere irreversibile l'annessione della parte orientale di Gerusalemme, occupata nel 1967, tramite l'illegale costruzione di nuovi insediamenti ebraici e l'edificazione del muro che separa la città dal resto della West Bank dividendo quest'ultima in due tronconi separati.

    L'allarmato giudizio del Foreign Office è frutto della consapevolezza che il completamento del cerchio di insediamenti intorno alla parte araba della città - con il progetto di costruzione di migliaia di nuovi appartamenti nel «corridoio E1» per collegare Gerusalemme con l'insediamento di Maale Adumim nella West Bank - potrebbe rendere impossibile il raggiungimento di una pace negoziata. In particolare la diplomazia europea ritiene che la barriera di cemento in costruzione mira in realtà a portare avanti l'espropriazione di terre arabe dentro e attorno a Gerusalemme est e che «quest'annessione di fatto di terre palestinesi sarà quindi irreversibile senza l'evacuazione forzata e su larga scala dei coloni e senza un cambiamento di percorso della barriera». Il rapporto sostiene inoltre che i soffocanti controlli sui movimenti dei palestinesi in entrata e in uscita da Gerusalemme est punterebbero a limitare la crescita della popolazione araba e ritiene che «quando la barriera sarà stata completata Israele controllerà ogni accesso a Gerusalemme est, tagliandola fuori dalle città satelliti palestinesi di Betlemme e Ramallah e dalla stessa West Bank e questo avrà gravissime ripercussioni per i palestinesi». I diplomatici britannici autori del documento sostengono inoltre che il motivo alla base di questa politica israeliana sarebbe di natura demografica...« il piano regolatore di Gerusalemme ha l'obiettivo dichiarato di tenere la popolazione palestinese a Gerusalemme sempre al di sotto del 30% del totale». Questo piano, considerando che la richiesta di un controllo su Gerusalemme est è irrinunciabile per i palestinesi potrebbe così vanificare ogni soluzione negoziata.

    Sul piano propositivo il documento raccomanda una più decisa azione europea ed in particolare di mandare un segnale forte al governo israeliano convocando di nuovo a Gerusalemme est (come avveniva sino al 2001) e non più a Ramallah gli incontri tra i diplomatici Ue e i ministri palestinesi e di chiedere ad Israele «di cessare le pratiche discriminatorie nei confronti dei palestinesi a Gerusalemme est, soprattutto per quanto riguarda i permessi di lavoro, le licenze edilizie, gli aspetti finanziari e di budget». Dalle rivelazione del «Guardian», riprese dal «New York Times», è nato un vero caso politico-diplomatico. Nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina Gianfranco Fini, ha negato infatti ieri mattina «l'esistenza di un rapporto della Ue che accusi Israele» ma poco dopo Emma Udwin, portavoce del commissario europeo per le relazioni esterne Benita Ferrero Waldner, ha invece confermato la notizia del «Guardian» ed ha precisato che il documento sarà comunque discusso dai ministri degli esteri della Comunità il prossimo 12 dicembre. Il ministro degli esteri italiano «avrebbe avuto in merito una diversa percezione della vicenda».

  2. #2
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    Maledetto Fini...

  3. #3
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    Credo che il sig. Fini aspiri (con buone possibilità di successo) a divenire il referente dei settori più oltransisti americani e sionisti. Comunque nulla di nuovo, il disprezzo per lui nel mio caso non può aumentare, perchè è già al massimo.

  4. #4
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    La faccenda è più articolata.
    Per quanto possa sembrare strano, proprio Sharon può essere l'uomo della svolta.
    Sharon ha persino abbandonato il Likud, Likud prossimo a prendere provvedimenti contro di lui dopo l'uscita da Gaza.
    Insomma, la destra radicale di Nethanyau non intende mollare la supremazia israeliana nei territori.
    Il labour party preme per la pace.
    Il popolo chiede sicurezza, per gli Israeliani è il primo problema, un'autentica ossessione.
    La fondazione del centrista Kamida riunisce in un punto di equilibrio tali posizioni differenti per contenere i fermenti in seno alle istituzioni di Tel Aviv: Si opta quindi per la creazione di uno stato palestinese per la parte labour, il muro per la sicurezza e l'opinione pubblica interna, l'avanzamento su alcune aree con insediamenti coloniali per l'ala preponderante del Likud.
    Una posizione di equilibrio che tuttavia stona con l'integrità della Road map.
    Ma è l'unica via possibile al momento per tenere la via del dialogo con l'Anp.
    L'Italia conosce bene la situazione poichè ha preso parte alla definizione della situazione del valico di Rafah in anteprima UE.
    Fuori dai paletti del Kamida si rischia di far orientare l'opinione interna verso le posizioni estreme del Likud.
    L'atteggiamento di Fini è quindi una via prudenziale preferenziale che potrebbe prevalere sui burocrati Ue a cui interessa solo fare bella figura con la bozza di road map che han contribuito a creare, non tenendo conto dei sensibili equilibri interni di Israele.

  5. #5
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    Io dico che la posizione di Fini, sulla base di quanto da me osservato sopra, sia la manovra diplomatica migliore possibile.
    Sè ora la miopia politica dell'UE prevale, si rafforzerà di riflesso il Likud che sottrarrà consensi al Kamida. Creando danni nel processo di pace.
    Non si può spezzare il fragile equilibrio interno di Israele, nell'interesse di tutti.

  6. #6
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    Com'era prevedibile, ieri l'UE attraverso la presidenza Britannica ha adottato la linea di Fini.
    Bruxelles per la prima volta dunque apre positivamente la sua diplomazia a Tel Aviv.
    Con la cessione del Valico di Rafah all'ANP e la cessazione della manovra inerente il muro di sicurezza israeliano:
    Si stanno mettendo con le spalle al muro anche le pedine esterne: chi non vuole la pace tenterà ancora attacchi suicidi, o riscenderà in campo verbalmente direttamente contro Israele, come ha già fatto....
    Abu Mazen non vorrà perdere il treno della storia, stavolta alcuni gruppi integralisti "di liberazione" avranno le gambe corte.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Abu Mazen non vorrà perdere il treno della storia, stavolta alcuni gruppi integralisti "di liberazione" avranno le gambe corte.
    abu mazen è un venduto, il popolo palestinese sta con l'intifada.
    fini è il più vile e patetico servo di israele di tutta europa, è uno squallido e ridicolo personaggio senza un minimo di dignità.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  8. #8
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    Allora continua a sostenere l'intifada: un pretesto per tenere la guerra con Israele e non dare la pace e lo stato ai palestinesi.
    Non sono certo un'ammiratore di Fini, ma grazie anche alla sua posizione l'UE ha preso la strada giusta.
    Perchè togliere agli avversari politici i meriti?
    Sè il popolo palestinese stesse tutto con l'intifada,Abu Mazen non starebbe dove stà.
    Ora che Israele ha tolto i pretesti a quei gruppi per lanciare attacchi, verranno sempre più isolati, la popolazione capirà Abu Mazen.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Allora continua a sostenere l'intifada: un pretesto per tenere la guerra con Israele e non dare la pace e lo stato ai palestinesi.
    Non sono certo un'ammiratore di Fini, ma grazie anche alla sua posizione l'UE ha preso la strada giusta.
    Perchè togliere agli avversari politici i meriti?
    Sè il popolo palestinese stesse tutto con l'intifada,Abu Mazen non starebbe dove stà.
    Ora che Israele ha tolto i pretesti a quei gruppi per lanciare attacchi, verranno sempre più isolati, la popolazione capirà Abu Mazen.
    la strada giusta...la strada della più incondizionata sottomissione ai governi usa e israele e al più incondizionato appoggio alle loro politiche criminali...puah! (non trovo lo smile che vomita, fai come se ce fossereo 10...)
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da guardia arrubia
    la strada giusta...la strada della più incondizionata sottomissione ai governi usa e israele e al più incondizionato appoggio alle loro politiche criminali...puah! (non trovo lo smile che vomita, fai come se ce fossereo 10...)
    Come prevedibile, proprio oggi Ahmadinejah ha rituonato contro Israele.
    Ma credi che l'Iran stia facendo gli interessi dei Palestinesi o i suoi?
    Come la Siria stà facendo i suoi interessi a spese del Libano.
    Non è una posizione responsabile la tua.

 

 
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