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  1. #1
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    Predefinito Le accuse idiote del tribunale permanente. Smentite.

    Tpi: Gotovina arrestato in Spagna
    Generale croato accusato di crimini di guerra
    (ANSA) - BELGRADO, 8 DIC - Il generale croato Ante Gotovina, ricercato per crimini di guerra dal Tpi, e' stato arrestato nelle isole Canarie. Lo ha detto il procuratore Carla Del Ponte. Gotovina, e' latitante dal 2001, quando il Tpi lo incrimino' con l'accusa di aver organizzato l'uccisione di 150 serbi e la deportazione di 200.000. Tempo fa, la Del Ponte aveva detto di credere che Gotovina era nascosto in un convento in Croazia e che la Chiesa lo proteggeva, provocando la reazione del Vaticano.

    Per la serie "è sempre colpa dei preti"... STrano che nessuno abbia ancora accusato il Vaticano di nascondere Osama Bin Laden.

  2. #2
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    Dopo la fine della seconda guerra mondiale i seguenti personaggi si appoggiarono a istituzioni della chiesa per scappare alla giustizia :

    1) Adolf Eichmann, organizzatore della soluzione finale, scappato in Argentina e catturato nel 1960 lì dagli israeliani. Il cardinale Antonio Caggiano, vescovo di Buenos Aires disse di lui : " è venuto in pace nella nostra terra per dimenticare " cfr. " La Razon", Buenos Aires, dicembre 1960

    2) Walter Rauff, ideatore delle camere a gas mobili

    3) Josef Mengele, 'medico' di Auschwitz

    4) Franz Stangl, comandante dei Lager di Treblinka e Sobibor

    5) Gehrard Bohne, teorico della eutanasia per gli 'inferiori'

    6) Klaus Barbie, boia di Lione

    etc.

    Più in particolare, per gli ustascia croati l Poglavnik ( Duce ) Ante Pavelic il 4 maggio 1945 prima dell'esilio consegna al Primate croto Alojzije Stepinac numerose casse conteneti dossier governativi e 36 bauli con gioielli e beni preziosi. Saranno trovati 1 mese dopo la liberazione di Zagabria e costituiranno uno dei principali capi d'accusa contro il Primate. Il 5 maggio il Poglavnik Ante Pavelic lascia Zagabria e insieme agli ultimi fedelissimi ustascia e a religiosi ( compreso l'arcivescovo di Sarajevo Ivan Saric e il vescovo di Banja Luka Jozo Garic ) trovano rifugio in alcuni conventi francescani nella Carinzia austriaca. Successivamente il Poglavnik Ante Pavelic insieme al suo braccio destro Andrija Artukovic si spostano nel convento francescano di St.Gilgen, nel salisburghese, sul Wolfgangsee e poi in quello di Bad Ischl, poco distante. Nel febbraio 1946 Pavelic è arrestato dalle forze britanniche in Austria e incarcerato a Klagenfurt. Dopo essere stato liberato su decisione dei britannici dopo la testimonianza del monsignor Draganovic, ex funzionario del ministero croato per la Colonizzazione interna ( ente responsabile della confisca dei beni dei serbi in Bosnia ed Erzegovina )arrivato a Klagenfurt, al Poglavnik viene rilasciato un lasciapassare. Ripara a Roma dove sta fino al 1947 all'Istituto di San Girolamo degli Illirici sotto il nome di Padre Benarez. In quell'anno si imbarca poi a Genova sulla nave italiana " Andrea C." indossando l'abito talare e viaggiando come " Aranjos Pal", con passaporto della Croce Rossa n.74369 e vistato il 5 luglio 1947 dall'Ambasciata Argentina di Roma su raccomandazione della segreteria di Stato Vaticana. Infine sbarcato a Buenos Aires fonderà un governo croato in esilio . Dopo la caduta di Peron va in altri paesi sudamericani e nel 1959 ripara definitivamente a Madrid, dove alloggia nel convento francescano, dove fu indirizato dall'ex arcovescovo di Sarajevo Ivan Saric. Muore il 28 dicembre di quell'anno.
    Insieme a Pavelic usufruirono delle attenzioni di alcuni ambienti cattolici anche : il primo comandante del LAger di Jasenovac Ljubo Milos e l'ex comandante in capo dei campi di sterminio ustascia Vieroslav Luburic, entrambi incarcerati a Fermo nel campo di prigionia alleato e poi scappati e rifugiatisi al Collegio di San Girolamo degli Illirici a Roma, vestendo abiti talari.
    Oltre a questi due parecchi altri fecero uso del cosiddetto Rat Channel.

    Tutto questo per dire che, a distanza di neanche 10 anni da una guerra che ha fatto rivivere le stesse contrapposizioni etniche e religiose che si vissero nei Balcani negli anni della Seconda Guerra Mondiale, non si può certo escludere che certi meccanismi non siano 'risuscitati'. Ricordo che una parte degli attori della guerra nei Balcani degli anni '90 vissero anche gli anni della dittatura ustascia.

    Tenendo conto che, per ferocia e malvagità il Poglavnik Ante Pavelic non era secondo nemmeno al tedesco Adolf Hitler ( Pavelic ad es. teneva dietro la sua scrivania il famoso catino pieno di occhi di serbi e se ne vantava pure.....) mi sembra che l'aiuto fornito dalla chiesa sia nettamente imbarazzante.
    Non è mia intenzione giudicare o far polemiche. Ho riportato fatti documentati e parlato solo di 'imbarazzo'.
    Voglio invece sottolineare che prima di emettere sentenze o farsi passare per le vittime di uno spocchioso anticlericalismo ( che non piace a me per primo ), bisognerebbe essere sicuri di non avere qualche scheletro nell'armadio.

  3. #3
    Glorfindel
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    Citazione Originariamente Scritto da Zmajèek
    Non è mia intenzione giudicare o far polemiche. Ho riportato fatti documentati e parlato solo di 'imbarazzo'.
    Certo. Se infatti queste cose sono successe, è chiaro che membri della Chiesa hanno agito in modo per niente cristiano, cattolico ed evangelico.
    Magari bastasse una talare per fare diventare perfetto un uomo.

    Senza polemiche anch'io.

    Salutoni

  4. #4
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    Consiglio la lettura preventiva di questa breve pagina.


  5. #5
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    Ho preso dal sito in questione la parte che più interessa il nostro discorso, cioè quello relativo alla seconda guerra mondiale :

    "Nel 1941 la Croazia divenne uno Stato indipendente con l’aiuto del nazifascismo, sotto il regime di Ante Pavelic, il quale seguendo l’esempio di Hitler e Mussolini, prese a perseguitare le minoranze (ebrei, zingari, dissidenti, serbi).
    I serbi si trovarono in posizione opposta di prima del regime, nei confronti dei croati e quindi dei cattolici; l’arcivescovo Alojzije Stepinac prese subito le difese dei perseguitati, proibendo ogni processo contro gli ortodossi, vietando che venissero ribattezzati nel casi di passaggio al cattolicesimo; intervenne con lettera presso Pavelic, per scongiurare che non venissero uccisi serbi che non avessero una provata colpa di delitto; chiedendo il 20 novembre 1941 il “rispetto totale della persona, senza distinzione di età, sesso, religione, nazionalità e razza”.
    Questa sua strenua difesa, specie per gli ebrei ed i zingari, lo portò a predicare pubblicamente i suoi pensieri, al punto che il rappresentante tedesco a Zagabria commentò: “Se un vescovo pronunciasse in Germania tali discorsi, non scenderebbe vivo dal pulpito”; Pavelic inviò un inviato speciale al Vaticano per ottenerne la destituzione. "

    Come si può leggere c'è scritto dell'interessamento dell'arcivescovo verso i serbi e proibendo le conversioni forzate. Voglio allora sottolineare alcuni punti :

    1. L'arcivescoco intrattenne stretti rapporti fino al '45 con il Poglavnik Pavelic, con foto di numerosi loro incontri, cosa strana se ne rifiutava apertamente la politica. Ancor più strano prestarsi a tenergli documenti e beni in quello che il Poglavnik reputava un temporaneo allontanamento da Zagabria.
    2. Ci sono numerosissime foto relative a conversioni di massa di ortodossi effettuate non da militari ma da preti, ovviamente. Se l'arcivescovo le proibì, come mai questi preti le fecero lo stesso, con tanto di registri delle conversioni tenute. E non si trattò di due villaggetti.....
    Il Primate perse il controllo sul clero della sua nazione ?
    Io posseggo alcune di queste foto, peraltro reperibili su molti libri. Se volete rendervi conto di cosa si tratta le posto.
    3. Il comandante del campo di sterminio di Jasenovac fu un frate francescano, il boia Miroslav Filipovic Majsotorovic, detto 'fra Satana'.
    Agì indisturbato, con la fama di assassino accanito e crudele, che non risparmiava neppure i bambini, andandoli a prendere di persona nelle scuole e sgozzandoli sul posto, davanti ai bambini cattolici, divisi da loro prevenitvamente.
    Dopo aver fatto comandato una squadraccia di guardie del corpo di Pavelic e aver comandato il campo principale della Croazia, quello di Jasenovac, appena nel '43, dopo anni di onorata carriera, il francescano-carnefice ricevette dall'Arcivescovo una semplice 'sospensione a divinis'. Che Stepinac non ne sapesse nulla è impossibile, tanto che, appunto arrivò la sospensione. Ma se questo è il livello di attenzione verso i serbi........ siamo apposto !
    4. Il vescovo ortodosso di Banja Luka, Platon Jovanovic, quello di Gornji Karlovac, Sava Trlajic, quello di Debar Petar Simonic furono alcuni tra i vescovi ortodossi uccisi dopo torture indicibili, nel corso della pulizia etnica. Stepinac non si accorse che stavano sparendo i suoi colleghi dalla parte ortodossa ? E non aveva nulla da dire ? Umano, molto umano, ma non da santità mi sembra.

    Non dimentichiamo che lo stato croato di Pavelic, del quale Stepinac era Primate comprendeva anche la Bosnia con Sarajevo. Ecco allora un estratto dal periodico dell'arcivescovado di Sarajevo del 31 agosto 1941, il " Katolicki Tjednik":
    " Fino ad oggi Dio ha parlato attraverso le encicliche papali, i sermoni, i libri di dottrina, la stampa cristiana, le missioni, gli esempi eroici dei santi. Ma essi [ i serbi ortodossi] non hanno prestato ascolto. Sono rimasti insensibili. Ora Dio ha deciso di usare altri metodi. Egli ispirerà la nostra opera., la nostra missione universale. Questa non sarà guidata da religiosi, ma da autentici soldati di Hitler. I sermoni saranno finalmente ascoltati, con l'aiuto di cannoni, mitra, carri armati e bombarideri".
    Infatti nelle foto a disposizione le conversioni forzate degli ortodossi, fatte da preti cattolici, sono controllate e vigilate dai mitra degli ustascia.
    Per questi motivi, nel novembre 1941, l'arcivescovo di Sarajevo Saric riceverà la Gran Croce con Stella " per la sua attività, animata da uno schietto spirito ustascia".
    E Stepinac non seppe di ciò ? Evidentemente la Croazia cattolica gli era proprio sfuggita di mano. Ripeto, tutto molto umano. Non penso addirittura da santità.
    Oltre a questo, soltanto una parte di ciò che Stepinac non seppe vedere ( preferisco pensarla così.....) e che a richiesta posso integrare, rimangono valide le obiezioni fatte nel mio primo post.
    Saluti

  6. #6
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    Aggiungo per completezza il sito del campo di concentramento di Jasenovac, in inglese, ricco di informazioni e di immagini.

    http://www.jasenovac.info/?lang=en

  7. #7
    ehmal. K.u.K. Kanzler
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    E allora?
    La guerra era finita, e la lotta contro il comunismo era più importante.
    Oltretutto molti nazisti (molti erano anche buoni cattolici, sebbene il nazismo ha origini neopagane e anticattoliche) hanno avuto grandi meriti sul fronte orientale. Pensate come sarebbe andata a finire se nel 45 Stalin avesse avuto a disposizione altri 27 milioni di comunisti (grazie a Dio messi fuori uso dai tedeschi).
    Lo stesso vale per il Beato Stepinac, un eroe della Crociata anticomunista, che ha fatto il proprio dovere di cattolico: testimoniare per convertire.

    Klemens fuerst von und zu Metternich

  8. #8
    ehmal. K.u.K. Kanzler
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    oooooooh...non oso pensare quanto buoni cattolici fossero molti nazisti...quanta premura! quanta caritatevolezza nell'accompagnare, (forse con qualche inno mariano?) ebrei, zingari e omosessuali sul treno verso il campo di concetramento, perche' redimessero le loro anime e mondassero i loro corpi dall'onta del peccato.. con l'aiutino dei gas e nei forni! ...quanto amore! quanti meriti in questi semplici gesti "evangelici" anche rispetto alla lotta al comunismo, in nome della quale si trova ancora gente disposta a giustificare ogni sorta di nefandezza!
    Nessuno giustifica quei cattolici che si macchiarono di crimini contro l'umanità (della quale fanno parte gli ebrei, con grandi difficoltà gli zingari e certamente non ne fanno parte gli omosessuali)
    Semplicemente la lotta al comunismo era molto più importante.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Metternich
    E allora?
    La guerra era finita, e la lotta contro il comunismo era più importante.
    Oltretutto molti nazisti (molti erano anche buoni cattolici, sebbene il nazismo ha origini neopagane e anticattoliche) hanno avuto grandi meriti sul fronte orientale. Pensate come sarebbe andata a finire se nel 45 Stalin avesse avuto a disposizione altri 27 milioni di comunisti (grazie a Dio messi fuori uso dai tedeschi).
    Lo stesso vale per il Beato Stepinac, un eroe della Crociata anticomunista, che ha fatto il proprio dovere di cattolico: testimoniare per convertire.

    Klemens fuerst von und zu Metternich
    Per fare la lotta al comunismo era necessario mettere in salvo creatori di camere a gas, boia, torturatori e silenti osservatori di genocidi e massacri ??
    Che ragionamento è ? Non dipendeva certo dalla sorte di queste tragiche macchiette della storia il destino di intere nazioni. A guerra finita, come giustamente fai notare, il discorso passava sul piano politico ed economico, e questi signori avevano tutto il diritto a vedersi sbattuti in galera, diritto che qualcuno ha sottratto loro.
    Secondo te invece dalla libertà di questi signori, assicurata anche dal Vaticano, è dipesa buona parte delle sorti dei paesi più vicini alla cortina di ferro..... ma, non l'avevo ancora sentita. Il beato Stepinac ha avuto forse uno dei pochi e seri processi che furono fatti nella Jugoslavija di Tito, e questo perchè non mancavano già a quell'epoca le casse di risonanza. Nonostante la condanna a 16 anni di reclusione con annessi lavori forzati, il trattamento con i guanti proseguì. Trasferito nel carcere di Lepoglava il monsignore, viene esentato dai lavori forzati, e trascorre in carcere solo 5 dei 16 anni stabiliti. Il 5 dicembre 1951 viene definitivamente scarcerato e ristretto a domicilio coatto nella sua città natale di Krasic. Qui il futuro beato si da alla scrittura e intrattiene rapporti epistolari e personali con gente dentro e fuori la Jugoslavija. Nel 1953 viene nominato cardinale da Pio XII e
    muore il 10 febbraio 1960.
    Tenendo presente ciò che durante il suo governo ecclesiastico avvallò, e che trovate nei miei post sopra, mi sembra che abbia ricevuto un trattamento di tutto riguardo, non comparabile con il vero calvario di chi si trovò sfortunatamente, da serbo ortodosso, a vivere sotto la sua giurisdizione.

    Faccio notare ancora alcune cose. Anzitutto mi sembra ( farò sicuramente delle ricerche, per confermare eventualmente la cosa ) che un trattamento simile, il Vaticano lo riservò pure per Monsignor Tiso, capo della Repubblica Slovacca filonazista e persecutrice degli ebrei.

    Tornando a Stepinac, aggiungo ancora che nel 1947 il gesuita Cavalli pubblicò per conto della Chiesa Cattolica Romana, un libro su Stepinac, dal carattere agiografico. In questo libro si liquidarono come menzogne le testimonianze raccolte contro l'Arcivescovo, sul suo coinvolgimento nei fatti del '41-'45.
    Relativamente alle conversioni forzate padre Cavalli ritiene 'naturale' che questi apostati ( cioè i serbi ortodossi ) pensassero di richiedere la riammissione in seno alla chiesa cattolica romana e definisce il " Comitato episcopale per le conversioni " il legittimo strumento per accertare che le conversioni fossero spontanee. ( trovate questi passi alle pagine 113 e 118 del suo libro "Il processo dell'arcivescovo di Zagabria".
    Che poi circolino certe ricostruzioni apologetiche come quella riportata da me nel precedente post, e presa dal sito consigliato, non mi sorprende affatto.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Metternich
    Nessuno giustifica quei cattolici che si macchiarono di crimini contro l'umanità (della quale fanno parte gli ebrei, con grandi difficoltà gli zingari e certamente non ne fanno parte gli omosessuali)
    Semplicemente la lotta al comunismo era molto più importante.
    Che idiozia. I tuoi compagni di merende stanno giusto due piani qua sotto.

 

 
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