Donne danneggiate dal femminismo
Il vescovo di Bologna punta l’indice sulla «degradazione della femminilità»
BOLOGNA — «La deturpazione e degradazione del bene della femminilità non ha solo un risvolto soggettivo, non è opera solo di singoli. Essa ha anche un profilo oggettivo. Non raramente la donna oggi è costretta a vivere in un contesto contrario alla sua dignità, di cui porta gravi responsabilità, nonostante le intenzioni, anche l'ideologia femminista». È un passaggio dell'omelia di monsignor Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, in occasione della solennità dell'Immacolata concezione celebrata nella basilica di San Petronio. «La costruzione di un edificio sociale anche a misura della verità e del bene proprio della femminilità è una sfida culturale in larga misura ancora senza risposta», ha aggiunto. «E la risposta a questa sfida non può essere la negazione teoretica e/o pratica della diversità della donna; confondendo l'uguale dignità della persona con l'eliminazione della ricchezza propria della femminilità; dimenticando che la pienezza e la perfezione dell'umanità si ha nella integrazione fra la sua forma maschile e la sua forma femminile».
Caffarra ha poi fatto un'esemplificazione: «La "diversità" è negata, quando in cerca di lavoro, la donna si sente chiedere: "signora, pensa di avere presto dei figli?" se non ne ha; oppure, "ne avrà degli altri?", se è già madre; oppure "ottenuto questo lavoro, pensa di avere figli?". Domande analoghe - ha rilevato l'arcivescovo - non sono mai poste agli uomini». «Nel bene e nel male - ha spiegato ancora mons. Caffarra - i destini dell'umanità passano attraverso la donna. O, se vogliamo usare le parole dell'inno liturgico, ciò che una donna ci tolse, ci è stato restituito da Maria. La parola di Dio ci conduce a riflettere sulla missione della donna; più profondamente, sulla verità intima della sua persona e sulla sua specifica dignità. Eva è la verità deturpata e degradata della donna; Maria è la verità reintegrata e trasfigurata della donna. Carissime sorelle in Cristo, nella vostra libertà dimora la possibilità di deturpare e degradare il bene della vostra femminilità, privando l'umanità di un tesoro di cui ha bisogno; dimora - per la grazia di Cristo - la possibilità di vivere interamente lo splendere della vostra femminilità, facendone dono all'umanità. È la pagina evangelica a svelarci la preziosità propria della persona della donna, narrandoci come Maria ci ha donato ciò che Eva ci aveva tolto. Maria mostra in grado eminente ed in modo assolutamente singolare che questa è l'intima verità della donna e la sua missione: custodire, salvare, generare (non solo in senso biologico) la vita della persona, e non permettere mai che la persona sia detronizzata dalla sua sublime dignità».
Il Tempo venerdì 9 dicembre 2005 - Vedi: L'omelia dell'8 dicembre 2005 di Mons. Caffarra:
http://www.caffarra.it/omelia081205.php




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