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  1. #1
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito La questione meridionale - Tommaso

    dal blog "Il Comunismo è una pianta di cui la Tradizione è il fiore"


    La questione meridionale

    La questione meridionale è vecchia come l'Italia o quasi. Perché più vecchia ancora dell'Italia è la legge del dominio: chi vuole creare una colonia deve produrre una ideologia che legittima quello stato di cose. In Italia, senza sorpresa, quell'ideologia affonda le radici nell'evoluzionismo e il progressismo di matrice modernista: il meridione sarebbe cosi indietro perché i meridionali sono indietro. Cioè qui si propone una definizione del "terrone" non più storico-sociale come quella proposta da me stesso (vedere più in giù su questo blog), ma una definizione razzista che di colpo naturalizza il razzismo - quando invece il razzismo è il prodotto dell'imperialismo (vedi Arendt).

    Direi che per inquadrare la problematica nello specifico italiano ci si deve chiedere perché l'emergenza del modo di produzione capitalista moderno non ha spazzato via, nella società meridionale, le forme "arettrate" di sociabilità secondo il metro moderno nord-europeo, cioè la sociabilità creatasi nelle metropoli dove il capitale già aveva conseguito la sua accumulazione cruenta originaria. Secondo me è perché nella società meridionale non si è arrivati alla dominazione di un ceto borghese portatore di ideali umanisti e progressisti. C'erano si borghesi, ma in quanto classe l'ascesa della borghesia non ha portato al suo dominio politico e quindi ideologico, cioè non si è realizzata e quindi - visto che la borghesia come classe è parte della nostra preistoria, cosi come il proletariato negatore della prima è al momento della sua auto-abolizione alba della storia.

    I dominanti al Sud erano ancora i poteri legati alla terra, con la Chiesa e la monarchia.
    Ora gli italianisti garibaldiani, vedendo sia nella Chiesa che ovviamente nella monarchia un potenziale pericolo, hanno fatto affidamento al potere dei grandi proprietari. Ecco perché si è riprodotto un rapporto sociale fino al giorno d'oggi sotto alcuni aspetti arcaico. Al Sud c'è democrazia ma c'è come prodotto d'esportazione e funziona come un mercato d'influenza. Tutte le forze che volevano realizzare il contenuto della democrazia al Sud sono state combattute dalle mafie con l'aiuto dello Stato (cioè dal Nord) e della Chiesa: dai repubblichini napoletani al comunismo.

    Adesso con l'evoluzione delle forme della produzione, con il passaggio dal settore secondario che impiega tanta forza di lavoro (necessità della colonia) a quella economia simbolica che richiede più qualificazione, e pur con l'apertura dei mercati, l'unità non conviene più al capitale dominante nordista. Da qui salta fuori la spinta separatista.

    In parole povere il meridione fu e restò quel che doveva essere nel disegno della nascente economia nordista: una colonia fornitrice di forza di lavoro e di mercato protetto, tenuta alla calma con le buone (i salari, gli aiuti statali) e con le cattive (le mafie che ostacolano l'emergenza di una economia locale performante).

    Con l'Italia si è visto in piccolo quel che si vede in grande oggi con l'Euro: questo va in favore della economia più forte tedesca. Anche qui un padanista dovrebbe chiedersi perché i tedeschi hanno voluto nella moneta unica altre economie molto più deboli della loro.




    postilla dell'Autore:


    Dopo "alba della storia." si deve leggere l'Aggiunta:

    - e quindi dicevo non si è entrati nella dialettica storica in apparenza, cioè il tempo sembra fermo e i problemi del Sud hanno l'aspetto della morte, dell'immutabile. Noi comunisti sappiamo però che la vecchia talpa continua a fare il suo dovere: sotto Napoli il divenire non si ferma, e l'uomo sociale si presenterà anche là per compiere il suo essere: la guerra della specie per una ricchezza immediatamente sociale.


    Ultima modifica di Troll; 01-03-14 alle 11:10

  2. #2
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Perché più vecchia ancora dell'Italia è la legge del dominio: chi vuole creare una colonia deve produrre una ideologia che legittima quello stato di cose. In Italia, senza sorpresa, quell'ideologia affonda le radici nell'evoluzionismo e il progressismo di matrice modernista: il meridione sarebbe cosi indietro perché i meridionali sono indietro. Cioè qui si propone una definizione del "terrone" non più storico-sociale come quella proposta da me stesso (vedere più in giù su questo blog), ma una definizione razzista che di colpo naturalizza il razzismo - quando invece il razzismo è il prodotto dell'imperialismo (vedi Arendt).
    chi vuole denunciare il dominio deve produrre un'ideologia che lo propali come "ingiusto": in questo caso la mistificazione della "specie" e della "comunità umana", naturalizzazione di un costrutto sociale che ha avuto un'origine storica e avrà anche il suo tramonto; cfr. http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13334853

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Sono stato io stesso malato tempo fa di questa brutta malatia. Intossicato da Nicce, Evola, Freda, etc. Poi viene un giorno dove trovi la forza di smettere di raccontarti delle storie: no, non sei una Persona in mezzo alla massa, non sei solo in mezzo alle rovine, non sei la Tradizione in mezzo alla decadenza, no sei solo un membro della specie, un membro separato dalla comunità umana, inserito con violenza nella comunità materiale del capitale, nel mondo al rovescio della diabolica crematistica.
    Ultima modifica di Troll; 01-03-14 alle 11:19

  3. #3
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Guarda che - sicuramente poi contro la tua intenzione visto per esempio con che fare velenoso metti la postilla in fondo per ridicolizzarmi, quando invece andava ovviamente incorporata nel testo, cosa che io non ho potuto fare causa problemi tecnici nel blog e che invece potevi fare tu disgraziato - io prendo questo tuo intervento come la prova che nonostante tutto il mio discorso qualcosa va si a disturbare nei massimi sistemi di chi rifiuta categoricamente l'impostazione filosofica della problematica.

    Devo ammettere con questo che come dimostrato ancora una volta nella discussione sul RDC, tra gli utenti di questo forum DR sei (mi viene da dire "purtroppo") tra chi ha inteso con la maggior chiarezza il mio discorso, ragione per la quale mi fa tanto rabbia e tristezza dover abitare col spettro del ricorso alla malafede. Inoltre per fatti personali di cui non voglio discutere in questa sede io sono tagliato fuori della cutura e quindi della lingua italiana, ed ecco perché tutti questi errori di ortografia e la forma sgrammaticata del mio testo. Ma non c'è niente da ridere, si abita nella lingua come nel mondo e avendo perso io parte della mia lingua ho perso il mondo e con lui tutte le risorse psicologiche e sociali del radicamento.

    Di questa sofferenza che non mi lascia mai ho deciso di fare il punto di partenza di un cammino politico che è anche una terapia della verità: non raccontarsi delle storie, accettare di riconoscere nel più debole ciò che abbiamo in comune con lui, e decidere di proteggere questo comune, e non solo, anche di vedere in lui non il rifiuto della vita, ma la possibilità di un altra vita, più bella, più nobile, ed infine più tradizionale (va detto su DR, non che ne faccia un ossessione) di quell'altra che trova nel valore la sua cifra esoterica.

    La denuncia di un dominio allora non è produzione dell'ideologia, e più esattamente ancora non lo è, ed oggi di sicuro non lo è, ma sicuro invece è che forse domani lo sarà. Sempre c'è pericolo di degenerazione, ma come già esposto tante volte il metodo con cui articolo la denuncia presuppone di muovermi sempre dallo stato di cose presente: vero si o no che la forma-merce è oggi totalitaria? qual'è l'antropologia presupposta da questa forma? quindi cosa sarebbe in positivo la negazione di questa forma sul piano sociale? Ecco come ci arrivo alla comunità, mica me la sono sognata. D'altra parte va ricordato che prima che il capitalismo sia diventato l'intero del processo di produzione della vita, l'umanità nel suo intero non conosceva altro che la forma comunità, e quindi non disconosceva l'essere sociale e politico dell'uomo.

    La comunità conoscerà anche lei il suo tramonto? Sicuramente. Ma questa è un altra storia.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  4. #4
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Suvvia, adesso non demolirti Tommaso.
    Il tuo italiano non è peggiore del mio francese.
    Ultima modifica di Pieralvise; 01-03-14 alle 13:42

  5. #5
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Guarda che - sicuramente poi contro la tua intenzione visto per esempio con che fare velenoso metti la postilla in fondo per ridicolizzarmi, quando invece andava ovviamente incorporata nel testo, cosa che io non ho potuto fare causa problemi tecnici nel blog e che invece potevi fare tu disgraziato
    in realtà no, ho anche pensato di farlo ma non volevo ricomporre artificialmente in maniere che magari potessero sembrare interpolazioni stile sorella di Nietzsche, così mi sono attenuto filologicamente a quello che ho trovato così com'era

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    io prendo questo tuo intervento come la prova che nonostante tutto il mio discorso qualcosa va si a disturbare nei massimi sistemi di chi rifiuta categoricamente l'impostazione filosofica della problematica.
    semplicemente tu suoni le tue trombe ("la razza è un costrutto sociale funzionale a determinati interessi") e io rispondo con le mie campane ("la specie è un costrutto sociale funzionale a determinati interessi"), non è che la famosa "demistificazione dell'ideologia" (tanto più nella sua classica operazione di disvelamento dell'origine sociale di ciò che viene presentato come naturale) è un tram da cui si scenda a piacimento quando viene a urtare ciò che proponiamo a nostra volta

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Devo ammettere con questo che come dimostrato ancora una volta nella discussione sul RDC, tra gli utenti di questo forum DR sei (mi viene da dire "purtroppo") tra chi ha inteso con la maggior chiarezza il mio discorso,
    per forza, se non sono superiore per ragioni biologiche lo sono per ragioni socialmente determinate, ma il risultato alla fine mica cambia

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    ragione per la quale mi fa tanto rabbia e tristezza dover abitare col spettro del ricorso alla malafede.
    quoi? t'es si drôle

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Inoltre per fatti personali di cui non voglio discutere in questa sede io sono tagliato fuori della cutura e quindi della lingua italiana, ed ecco perché tutti questi errori di ortografia e la forma sgrammaticata del mio testo. Ma non c'è niente da ridere, si abita nella lingua come nel mondo e avendo perso io parte della mia lingua ho perso il mondo e con lui tutte le risorse psicologiche e sociali del radicamento.
    beh si nota (più nei contenuti che nella forma linguistica) ma il processo con cui il capitalismo prepara dialetticamente "la costruzione razionale della comune umanità" (Azzarà), la "socializzazione della specie" (parafrasi di quel che si diceva nell'altro thread) non dovrebbe farti pesare troppo l'essere un foutu rital (ammesso che le altre persone prendano davvero ancora sul serio queste identità)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Di questa sofferenza che non mi lascia mai ho deciso di fare il punto di partenza di un cammino politico che è anche una terapia della verità: non raccontarsi delle storie, accettare di riconoscere nel più debole ciò che abbiamo in comune con lui, e decidere di proteggere questo comune, e non solo, anche di vedere in lui non il rifiuto della vita, ma la possibilità di un altra vita, più bella, più nobile,
    vabbè ma bellezza e nobiltà non erano "storie" degne della retorica evoliana da cui ci mettevi in guardia? o magari quando invece di essere improntate all'aristocraticismo corrispondono ai tuoi gusti smettono di essere storie

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    ed infine più tradizionale (va detto su DR, non che ne faccia un ossessione)
    beh si è capito che adegui il linguaggio al contesto altrimenti taglieresti corto e ti basterebbe il comunismo senza appiccicarci sopra la "Tradizione" (il cui concetto è esattamente agli antipodi della formula progressiva della fuoriuscita dalla "preistoria dei rapporti sociali" a cui adesso sembri avere aderito - in perfetta sintonia con l'ortodossia marxiana bisogna riconoscere - che evidentemente relega le civiltà del passato in questa preistoria classista da cui il passaggio al Reich der Freiheit dovrebbe tirarci fuori)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    La denuncia di un dominio allora non è produzione dell'ideologia, e più esattamente ancora non lo è, ed oggi di sicuro non lo è,
    forse perché annetti la definizione di ideologia al "discorso delle classi dominanti", e in questi termini allora evidentemente non vi rientra il tuo (ma sono entrambi costrutti sociali, non è che se la razza se la sono inventata gli imperialisti allora la "specie" esiste da sempre e aspetta solo che noi si riconosca che la razza è un costrutto sociale e invece la specie ha una base naturale inemendabile e dunque non passibile di essere messa in discussione)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    ma sicuro invece è che forse domani lo sarà. Sempre c'è pericolo di degenerazione, ma come già esposto tante volte il metodo con cui articolo la denuncia presuppone di muovermi sempre dallo stato di cose presente: vero si o no che la forma-merce è oggi totalitaria?
    sì, ma attraverso la forma-merce tu in quanto produttore e consumatore di merce hai una dignità tutta speciale e non c'è bisogno di linciarti in quanto italiano (per soprammercato centromeridionale)

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    qual'è l'antropologia presupposta da questa forma? quindi cosa sarebbe in positivo la negazione di questa forma sul piano sociale? Ecco come ci arrivo alla comunità, mica me la sono sognata. D'altra parte va ricordato che prima che il capitalismo sia diventato l'intero del processo di produzione della vita, l'umanità nel suo intero non conosceva altro che la forma comunità, e quindi non disconosceva l'essere sociale e politico dell'uomo.
    la nostalgia



    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    La comunità conoscerà anche lei il suo tramonto? Sicuramente. Ma questa è un altra storia.
    ma io direi che la specie conoscerà il suo tramonto sia nel senso metaforico che la comune qualità umana potrebbe finire rimessa in discussione, sia che l'insieme degli esseri che si muovono su due zampe e non hanno piume potrebbe conoscere la propria irreversibile estinzione (io cerco nel mio piccolo di fare la mia parte sgasando a motore acceso e disperdendo spray nell'aria, se ognuno ci mette del suo insieme possiamo farcela)
    Ultima modifica di Troll; 01-03-14 alle 16:50

  6. #6
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    accettare di riconoscere nel più debole ciò che abbiamo in comune con lui, e decidere di proteggere questo comune, e non solo
    e vabbè allora quando vedo il tacchino nel piatto dovrei abbracciarlo come il povero Nietzsche col cavallo nella consapevolezza che l'essere vertebrati e cordati ci accomuna

  7. #7
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

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  8. #8
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    maledetti padani!
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    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  9. #9
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Vedo che quella della specie è diventata il chiodo fisso di Troll.
    Vero è che la specie, come d'altronde ogni significato portato alla parola, alla fin fine è un costrutto sociale. Ma forse ho detto che sono positivista? Se insisto su Preve e Fusaro è tra l'altro proprio perché, con Hegel, propongono una lettura idealista di Marx. Quindi il fatto che la specie sia un costrutto sociale non costituisce per nulla una contraddizione con il discorso generale.

    A questo punto esce fuori l'altra frase, che "non si scende dal tram a piacimento". Ma certo, si tratta solo di capire cos'è il tram. Il tram è uno solo e si porta l'intera società senza chiedere il parere di chi ci sta sopra. Quello che dicevo a Dumini parlando di Foucault, detto in altro modo: ogni società produce norme diverse, ma tutte hanno norme. E in quella tanto complessa quale la società capitalista post-moderna, è da ingenuo credere che non ci voglia quantità di dispositivi specifici per incorporare, per naturalizzare tutta una serie di comportamenti volti a rendere possibile la sola riproduzione della società.

    Quindi, a voler proseguire quella metafora del tram, il tram lo si deve chiamare esclusivamente la produzione dell'ideologia dominante che culmina imperiosa sopra tutte le teste. Chi ne produce un altra, sia sotto forma di teoria critica (che poi potrebbe degenerare in ideologia) sia direttamente sotto forma ideologica, di fatto è sceso dal tram, anzi no è proprio cacciato, buttato fuori, emarginato. Il problema di sapere se il mio discorso produce o potrebbe produrre ideologia, al limite esiste per quanto potrei pensare che ci potrebbe essere una società umana che in assoluto sarebbe fondata sul Vero, il Bene e il Bello. Ma io non ho questa pretesa, e quindi scendo propio dal tram come e dove mi pare in quanto mi dissocio dalla produzione dell'ideologia dominante senza la pretesa che fuori o dentro il tram in ogni modo prosegue la produzione ideologica.

    Se poi un giorno il tram arriva al capolinea, questo non ci è dato sapere, e comunque per dire che il riferimento alla Tradizione non sia da parte mia puramente opportunista, io credo che sia possibile, e che il paradiso di cui si parla nei testi nei testi sacri sia una forma di società di quel genere.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

  10. #10
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    Predefinito Re: La questione meridionale - Tommaso

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Se poi un giorno il tram arriva al capolinea, questo non ci è dato sapere, e comunque per dire che il riferimento alla Tradizione non sia da parte mia puramente opportunista, io credo che sia possibile, e che il paradiso di cui si parla nei testi nei testi sacri sia una forma di società di quel genere.
    No era un paradiso solo per gli Annunaki e gli Elohim.

 

 
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