
Originariamente Scritto da
Ibrahim
Elogio dello stipendio che scompare
Maurizio Blondet
09/12/2005
Quanti nuovi impiegati (colletti bianchi) assumeranno le aziende italiane nel 2006?
Meno 18 % rispetto al 2004.
E soprattutto, meno di tutti gli altri Paesi europei.
Il dato è dell'«Association pour l'emploi des cadrei» (APEC), l'associazione francese dei «quadri», ossia degli impiegati di concetto e piccoli dirigenti del settore privato, che ha chiesto agli imprenditori quanto intendono assumere l'anno prossimo.
Nel complesso, l'assunzione di impiegati nel 2006 diminuirà (-7 %) nei primi otto Paesi della UE, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
Si tenga presente che l'anno prima, lo stesso sondaggio aveva dato un aumento del +2 %.
Ma le differenze fra Stato e Stato sono significative.
Confrontiamo Paesi simili all'Italia per popolazione: la Francia assumerà 120 mila impiegati, la Gran Bretagna 150 mila; l'Italia solo 20 mila (nel 2004, gli impiegati assunti erano ancora stati 31 mila).
E' chiaro: da noi il ceto medio stipendiato è meno numeroso che negli altri Paesi, e per di più diminuirà ancora.
Il fatto è preoccupante.
Perché il ceto medio (il 40% delle famiglie) è lo zoccolo duro, l'ormeggio sicuro della stabilità economica.
Sono quelli con il posto di lavoro a tempo indeterminato e la busta-paga assicurata a fine mese a costituire la massa stabile che può consumare, pagare rate per l'auto e il frigo, onorare le bollette, risparmiare, fare progetti a lunga scadenza contraendo mutui per la casa.
Sono anche i maggiori e più affidabili contribuenti, perché le imposte sono detratte loro «alla fonte» sullo stipendio, e non possono evadere.
Ora questo ceto a reddito fisso, magari modesto, ma sicuro, non solo si impoverisce, ma rimpicciolisce.
Soppiantato a poco a poco da italiani «a tempo determinato», con impiego a termine e reddito variabile, che non possono accendere mutui né pagare rate, né progettare il proprio futuro.
Il restringersi del ceto medio stipendiato è un segno funesto anche per i commercianti, le agenzie di viaggio, i negozi di elettrodomestici, e in generale i servizi privati, che vedono restringersi la clientela stabile; e per il settore pubblico, che ha sempre meno contribuenti «facili» da spremere.
Sotto la concorrenza cinese, l'Italia del settore privato sta esportando la risorsa più preziosa per il suo benessere economico: i posti di lavoro, e gli stipendi fissi.
I politici comincino a pensarci.
Maurizio Blondet
da «La Padania»