Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 17
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ecco come il Professore salvera' l'Italia!

    Il Professore, il piattino ed il caso Bresso

    di Arturo Diaconale

    Romano Prodi ha fermamente smentito Paolo Guzzanti a proposito di via Gradoli.Ed ha minacciato di querelare il parlamentare di Forza Italia se non la smetterà di considerare una balla la tesi del “professore” secondo cui l’indirizzo del covo dove le Br tennero prigioniero Aldo Moro venne fuori da una seduta spiritica con annesso piattino.Non mi permetto di mettere in dubbio la smentita del leader del centro sinistra.Prodi è un uomo d’onore. E se afferma che il nome di via Gradoli non gli venne suggerito da qualche informatore riservato che si era impegnato a coprire, ma dallo spiritello che muoveva il piattino, non posso che prendere atto della sua affermazione.Fu un fantasma e non un oscuro agente di un qualche servizio segreto o un Br dell’ala non militarista a rivelare all’ex presidente della Commissione Ue la strada in cui era segregato Moro.

    La presa d’atto della smentita, però, non chiude la vicenda. Anzi ne apre una molto più grande ed attuale. Se Prodi avesse detto che la storia dello spiritello fu una scusa per non bruciare un qualche informatore, tutto si sarebbe risolto in una grande polemica sul nome dello sconosciuto. Qualche giorno di bagarre mediatica. E poi la tempesta sarebbe passata senza lasciare eccessive tracce sulla fedina politica e morale di Prodi. Il leader del centro sinistra, che è un uomo d’onore, dice invece che in un momento di grande tensione per il Paese e per il suo partito di riferimento, la Dc, avvertì il bisogno di ricorrere ad uno spiritello per avere un lume, una spiegazione, una risposta. Ed è proprio questo il guaio. Se l’ha fatto con Moro come escludere che il “professore” continui ad appellarsi all’aldilà, quando si tratta di affrontare un problema particolarmente complesso? E, come non mettere in conto che, se mai dovesse rientrare a Palazzo Chigi, Prodi potrebbe addirittura istituzionalizzare il sistema facendo installare un bel tavolino a tre gambe nel suo ufficio per delegare al piattino le decisioni e le scelte più complicate?

    L’interrogativo non è affatto ozioso e strumentale. E la riprova è nel modo con cui il candidato premier dell’Unione affronta in questi giorni il problema della Tav in Val di Susa. Si o no? Con la presidente del Piemonte Mercedes Bresso o con i manifestanti che bloccano i lavori ed insultano i carabinieri al grido di “Nassiriya”? Il piattino ondeggia da una parte all’altra. Non si ferma. E Prodi non decide. Con la conseguenza che la presidente del Piemonte minaccia le dimissioni. Ed il Paese ha sotto gli occhi lo scenario preciso di quanto avverrebbe se mandasse al governo il “professore” ed il centro sinistra. Nell’ipotesi migliore la sagra del piattino; in quella peggiore la paralisi e le dimissioni del governo.

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Per la Tav Prodi rischia il Piemonte

    di Arturo Diaconale

    Non gettano la spugna gli estremisti che impediscono l’avvio dei lavori per l’Alta velocità in Val di Susa. Neppure le parole di Carlo Azeglio Ciampi, seguite da quelle di Pierferdinando Casini e di Beppe Pisanu, hanno fermato una protesta che è ormai diventata una sorta di prova generale di quanto potrebbe avvenire nel paese se la sinistra andasse al governo. Non a caso il Presidente del Piemonte Mercedes Bresso ha minacciato le dimissioni se non avrà il sostegno aperto di Prodi sulla Tav.

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dopo Ciampi anche Berlusconi, Fini e Casini sconfessano gli irriducibili della Val di Susa

    Una cooperativa rossa si aggiudica l’appalto Tav

    di Sergio Menicucci

    Sono “i compagni” romagnoli della società cooperativa di muratori e cementisti di Ravenna (Cmc) che hanno preso possesso di sei lotti su 57 necessari per costruire il tunnel di 7 km, largo tra 3 e 6 metri, indispensabile come test per la costruzione del tratto dell’alta velocità Torino-Lione.Naturalmente doverosamente incappucciati per non farsi riconoscere e non esporsi alle ritorsioni. La polemica si inasprisce al punto che il presidente Ds della regione Piemonte, Mercedes Bresso, minaccia le dimissioni. Barricate, fuochi, presidi, colloqui tra dimostranti e forze dell’ordine in assetto antisommossa, infatti, continuano. “Resisteremo” dicono i 5-10 mila valligiani come cinquant’anni anni fa, quando le brigate partigiane erano riuscite a conquistare i monti della Val di Susa.

    Megafono in bocca, piedi su una grossa bobina di legno, il fronte anti-Tav per eccellenza, reduce da tante battaglie ecologiste, grida che da lì non se ne andrà nessuno. I lavori non devono proseguire. I sindaci chiedono di essere ricevuti al Quirinale dopo che il Presidente Ciampi ha chiaramente osservato che l’Italia non può permettersi di essere isolata dal resto d’Europa. D’altra parte era stato proprio l’inquilino del Quirinale a battersi perché l’Italia non fosse esclusa dall’alta velocità. Il primo tracciato passava, infatti, per la Svizzera evitando il nostro paese. Ma è anche battaglia politica tra i due poli. Il centrodestra è da sempre favorevole alla realizzazione dell’opera. La sinistra è divisa. Dopo Berlusconi e Fini anche la terza punta dello schieramento della Casa delle libertà interviene nella polemica. Pier Ferdinando Casini invita la sinistra a parlare chiaro, a non essere ambigua come invece sta facendo il leader dell’Unione Romano Prodi, preoccupato di non scontentare l’ala della sinistra radicale ed ambientalista.

    Per Casini “quello che sta accadendo è molto grave. La sinistra ha grosse responsabilità nella regione Piemonte. Quando si bloccano importanti infrastrutture non ci si può lamentare se l’Italia rimane tagliata fuori dall’Europa e se la crescita economica italiana rischia di essere diversa da quella della Francia e della Germania”. D’altra parte le manifestazioni bloccano ogni forma di dialogo. Il portavoce del commissario dei trasporti Jacques Barrot ha ribadito che il progetto è strategico anche per diminuire l’impatto negativo del trasporto su strada in continuo aumento. L’Unione Europea ha inoltre nominato come coordinatrice della realizzazione del “Corridoio 5” Loyola de Palacio, che ha fatto molti sforzi per avviare un tavolo di dialogo e fornire chiarimenti sul progetto. Parlando del rischio amianto temuto dai cittadini, gli osservatori europei sostengono che oggi esistono molte tecniche in grado di proteggere e minimizzare ogni pericolo.

    Quello che alcune forze della sinistra radicale non vogliono accettare è un tipo di modernizzazione che li metterebbe politicamente fuori gioco. La linea ad alta velocità che da Lisbona raggiunge Lione per poi entrare in Italia a Torino e quindi proseguire verso Lubiana e Kiev rientra nei trenta progetti “Ten” dell’Ue, che disegnano una linea trasfrontaliera con un tracciato che intercetta i Corridoi 1 e 8 collegando meglio il Nord e il Sud dell’Europa. D’altra parte tra l’Italia e la Francia l’unico passaggio è quello del traforo del Frejus, con i suoi 14 chilometri di galleria sempre più intasati. Il no alla Tav allunga la lista dei tanti no delle sinistre alle riforme di cui necessita l’Italia: scuola, università, giustizia, mercato del lavoro, infrastrutture, grandi opere pubbliche.

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Prodi e gli equivoci della Val di Susa

    di Arturo Diaconale

    Il “professore” ha parlato a proposito della Tav della Val di Susa. Ed ha sentenziato che si faccia pure l’Alta Velocità ma si faccia tenendo conto di tutte le critiche che le sono state mosse.Il suggerimento di Romano Prodi equivale all’appello agli studenti “urlate, ma piano” o la richiesta al plotone d’esecuzione “sparate al petto ma senza fare male”. Si tratta, in altri termini, di una barzelletta. Che però non fa per nulla ridere. Anzi, irrita e preoccupa al tempo stesso perché a pronunciarla non è uno dei comici di Zelig ma l’uomo che si candida a guidare il governo del Paese. Cioè quello che se per caso il centro sinistra dovesse battere Silvio Berlusconi e la sua coalizione, dovrebbe assumersi la responsabilità di portare a compimento l’opera di cui si sono aperti i primi cantieri nei giorni scorsi.

    Nessuno, ovviamente, pensa che le osservazioni e le critiche che sono state fatte alla Tav, sia nella Val di Susa che in qualsiasi altra zona del Paese, debbano essere bellamente ignorate. Ma un conto è dichiararsi a favore dell’Alta Velocità, sia pure nel rispetto dei vincoli ambientali e delle indispensabili esigenze di tutela della salute pubblica, un conto è subordinare la realizzazione dell’opera alla piena attuazione di tutte le osservazioni critiche che le sono state mosse. La prima posizione comporta che l’Alta Velocità verrà comunque portata a compimento. La seconda stabilisce che i lavori non finiranno mai. Basterà che un qualsiasi gruppetto ambientalista o, più semplicemente, estremista, si metta a giocare al rialzo delle richieste e delle condizioni, e l’Alta Velocità non vedrà mai la luce.

    Il problema, dunque, non è la ricerca del punto di intesa tra le esigenze della modernizzazione e quelle della conservazione. Se si vuole un compromesso che innova la conservazione pur evitando di renderla rivoluzionaria, si trova sempre. Il problema è la scelta tra le due diverse opzioni. Che il centro destra ha fatto e che Romano Prodi non può permettersi di fare. Perché altrimenti perde una parte del proprio elettorato con annesse elezioni politiche.La considerazione è fin troppo banale. Ma non è strano che tanta banalità non venga recepita in quegli ambienti riformisti del centro sinistra che pur di non rompere con i propri alleati estremisti vorrebbero le urla silenziose e la fucilazione indolore?

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Anche a Sinistra comincia a serpeggiare il Dubbio...

    Nel giorno in cui alla conferenza programmatica dei Ds, a dispetto dei lavori, si è discusso nei corridoi dell'intervista al Corsera di Carlo De Benedetti che ha relegato Prodi al ruolo di amministratore straordinario e ha lanciato il ticket Veltroni-Rutelli come unica novità della politica del centrosinistra che ha bisogno di svecchiarsi,Massimo D'Alema rilancia la leadership di Romano Prodi e di Piero Fassino.

    Il presidente dei Ds nel chiudere la seconda giornata della conferenza programmatica ha parlato del segretario della Quercia con attestati di stima tali da portare il compassato Fassino alla commozione fino alle lacrime. Lo ha fatto dopo aver parlato della fine di una stagione, quella dell'antipolitica dove i partiti erano messi in mora. Per D'Alema oggi, e nelle stesse primarie ne vede una dimostrazione, le forze riformiste hanno la possibilità di invertire il declino a cui è avviato il paese e di costruire un partito democratico a cui è legata la stessa candidatura di Romano Prodi.

    Di Fassino, del tutto ignorato nell'intervista di De Benedetti, D'Alema sottolinea l'importanza del lavoro che ha svolto per far rinascere la Quercia. "Mi ricordo - dice - come stavamo 4 anni fa e vedo come stiamo ora. Siccome siamo una grande forza politica che in autonomia si sceglie i propri dirigenti e la leadership si conquista sul campo, senza Fassino e il suo lavoro tutto questo non ci sarebbe stato". D'Alema chiude con un "e non ho altro da aggiungere..." per indicare che la leadership del segretario non ha altri rivali e la platea dei delegati accoglie con un lungo applauso le frasi di D'Alema mentre a Fassino affiorano le lacrime.

    Parlando poi di Prodi, D'Alema ricorda come il Professore abbia detto oggi, intervenendo all'assemblea programmatica, che "non si sente come nel '96 una personalita' fuori dai partiti", e osserva: "La sua candidatura al Governo fa tutt'uno con un progetto di radicale cambiamento della politica italiana". "La candidatura di Prodi va legata all'apertura del cantiere del Partito democratico", precisa D'Alema, che invita i "compagni dubbiosi" ad accogliere questo progetto strategico che non è un ripiegamento moderato. "Tutta questa partecipazione alle primarie - si chiede D'Alema - ci sarebbe stata se i cittadini non si sentissero chiamati alla costruzione di una nuova forma politica? Non credo".

    Ma per il presidente dei Ds il nuovo ruolo di Prodi rispetto al '96 va inquadrato in un discorso piu' generale, quello della fine della "lunga stagione dell'antipolitica". "Una stagione - ricorda - che ha dominato dagli anni '90 e che ha influenzato anche noi, che e' stata interpretata nel modo migliore da Silvio Berlusconi".

    Il presidente del Consiglio - osserva D'Alema - l'ha interpretata in modo straordinario e tuttora gioca sui quei temi, ma questa idea che la democrazia fondata sui partiti si possa sostituire con i modelli dell'impresa è stata compita a morte dallo stesso Berlusconi". "La prova del budino viene mangiando ed il risultato è incommestibile", ironizza il presidente dei Ds che saluta il ritorno in campo dei partiti rinnovati dopo una lunga stagione in cui qui si è teorizzata una supremazia della società civile.

    "Ora - sostiene D'Alema - deve tornare ad esserci la politica e proprio le difficoltà delle scelte che il paese ha di fronte comportano il ritorno dei partiti collegati con la società con i loro progetti".

    Ansa


    Appunto...quale è il Partito di Prodi?

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ormai è certo: il progresso è di destra

    di Marco Cavallotti


    Chi ricorda vaporiere sbuffanti verso la modernità, opifici con alti camini fumanti, velivoli che sfrecciavano per i cieli, treni ed auto capaci di annullare le distanze e di favorire la crescita culturale ed economica di tutti noi, e ha sempre visto tutto questo come un naturale corollario del Sol dell'avvenire e delle Magnifiche sorti e progressive dell'Umanità ha sbagliato film. No, cari compagni, la sinistra dura e pura è socialmente conservatrice – chi ha ha (la vecchia classe operaia in disarmo), e chi non ha aspetti – , antitecnologica, luddista, misoneista, arcadica. In una parola, reazionaria. Anche Lenin, che credeva che l'elettrificazione fosse un elemento fondamentale per la modernizzazione, era certamente fuori strada – e del resto si è visto.

    Così, nessuno stupore se anche in questi giorni l'Unione sta perdendo un'occasione per dare un segnale di cambiamento, l'indicazione forte che le cose che si possono fare all'opposizione – le cose che si possono fare in un paese scombinato come l'Italia, aggiungiamo noi – non si possono neanche pensare quando si crede di andare al governo. E loro lo credono. Solo, pensano di arrivarci proprio grazie ad una politica fatta di mezze frasi, di mezzi silenzi, di umbratili preterizioni sul concreto, e di maschie sparate sull'astratto, che hanno spiegato al Professore essere l'unico modo per tenere insieme tutto il serraglio.

    Eppure una buona occasione per mostrare questo cambio di rotta, questa capacità di essere concreti e capaci di governare era pur stata offerta dalla tragicommedia della val di Susa: lo stesso presidente della Repubblica aveva dato il la, inducendo a pensare che dopo di lui altri avrebbero osato pronunciarsi chiaramente sulla Tav e in generale sul rapporto dell'Opposizione con la modernità. In fondo, si tratta di una linea ad alta velocità conquistata a fatica dal Paese, il quale rischiava di restare fuori dalle grandi linee di traffico…

    Ma no, Prodi tace, fa dire che parlerà al momento opportuno (aspetta che in val di Susa ci scappi il morto?). In cambio la sinistra dura e pura fiancheggia ufficialmente e chiaramente l'ala più irrazionale e sfegatata degli ambientalisti. Una buona occasione perduta: eppure, non ci vuol molto a capire che con questi atteggiamenti corrivi, con questa abitudine a dar contro "a prescindere", con questa opposizione astratta e preconcetta a qualunque cambiamento nei nostri modelli di vita, l'eventuale vittoria dell'opposizione si trasformerà in pochi mesi in una catastrofe. Una catastrofe che incombe sull'intero Paese, incapace di cambiare di fronte alle sfide dell'economia mondiale.

    Qualcuno, naturalmente, se ne è accorto anche nell'Unione. I tentativi di Rutelli e di Veltroni, con l'idea del Partito democratico, potrebbero rappresentare proprio un tentativo per rifondare una Sinistra di governo, lasciando a mare gli armamentari ideologici della vecchia sinistra imbolsita dalle piazze e dagli slogan di chi non vede nemmeno l'anticamera del governo. Ma come dar credito ai due speranzosi guaglioni, se anche loro per primi non osano distinguersi sino in fondo, non osano parlar chiaro per non perdere un voto? E poi, come si è trasformato l'elettorato di sinistra in questi anni di protesta in libertà, che ha fatto tanto comodo a molti? Quanto elettori li seguiranno?

    MC

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Rutelli e Veltroni

    di Davide Giacalone

    Se il tentativo, di Rutelli e Veltroni, di dare vita ad un Partito Democratico esiste, va incoraggiato. Non perché si senta il bisogno di un nuovo partito, anzi. Perché si sente la mancanza di una sinistra di governo.

    Il loro tentativo, se esiste, non può che prendere le mosse dal necessario superamento di ogni identità ed eredità comunista. Bolscevichi non sono mai stati, né l'uno né l'altro, ma la sinistra ha il disperato bisogno che non si reclami continuità con un passato vicinissimo e sbagliatissimo, dove una politica estera incompatibile con la libertà si mescolava con la dipendenza dai nemici della libertà. Non è una fisima, e Veltroni lo sa bene.

    Poi occorre abbandonare il terreno della contrapposizione moralista, che è la radiazione fossile della guerra civile a bassa intensità, praticata negli anni della guerra fredda. Il centro destra deve essere attaccato e criticato, ma non perché ne è leader il Tizio od il Caio, bensì perché non assolve a quelli che sono i suoi doveri: liberalizzazioni, deregolamentazioni, attenzione non alle classi ma ai consumi, diminuzione delle tasse e della spesa pubblica, demolizione dei corporativismi. E dopo averlo attaccato occorre dire, chiaro e tondo, che quelle cose le farà la sinistra di governo, che sarà diversa dalla sinistra di propaganda proprio perché questa seconda accusava il centro destra di far troppo e non troppo poco. E le farà perché sono le cose da farsi nell'interesse del Paese. Così come metterà mano ad una profonda riforma degli studi, con l'abolizione del valore legale del titolo di studio, in modo che siano i più meritevoli e non i più protetti ad andare avanti. E metterà mano ad una riforma della giustizia che trascuri le fregole dei togati ma si occupi del vero problema: rendere giustizia, penale e civile, ad un'Italia che non ne conosce più il sapore.

    Il loro tentativo, se esiste, non può in nessun caso prescindere dall'incardinarsi su una politica estera inequivocabilmente saldata ai valori della democrazia e della libertà, in una partnership ideale con inglesi e statunitensi che aiuti l'Europa a non essere il cimitero dei dinosauri politici e dell'egoismo pingue.

    Se esiste, questo tentativo, deve essere esplicitato oggi, anche con il coraggio di dire che riportare Prodi a Palazzo Chigi, ove ci riescano, a capo di una coalizione che ha già dato prova di non potere funzionare, è follia autodistruttiva. Questo lavoro, per la verità, questo sforzo di rigenerare la sinistra e candidarla a governare (a governare, non a vincere le lezioni e basta), andava fatto a partire dall'indomani delle elezioni del 2001. Meglio tardi che mai. Quello che, però, proprio non si può fare, è rimandare quel lavoro, con i traumi che si porta dietro, a dopo le elezioni del 2006. A meno che, fin da ora, non si scommetta sulla sconfitta della sinistra.

    Il fatto che Berlusconi sia ancora candidato, l'anno prossimo, è del tutto fisiologico, perché egli è stato capo del governo per una legislatura, e non si conosce democrazia nella quale chi governa non si sottoponga poi al giudizio degli elettori. Ma il fatto che a capo del centro sinistra ci sia ancora Romano Prodi, no, quello è patologico. E se vincerà porterà la patologia al governo.

    Quindi, se il tentativo di Veltroni e Rutelli esiste, va incoraggiato. Magari loro potrebbero usare la cortesia di farci sapere se esiste davvero.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    PRODI DICE CHE VINCE. MA LA SOMMA NON FA IL TOTALE

    Dieci partiti dieci. Uno in lite contro l'altro. Quanto dureranno insieme?

    di Dar. Den.

    E’ dannosa e sconcertante l’idea di Romano Prodi di creare una coalizione di governo con dieci partiti diversi. Oggi, il centrosinistra chiama Unione una massa eterogenea di dieci forze politiche diverse, rappresentate da una miriade di politici e politicanti che sono divisi su tutto e che non sono stati capaci di presentare agli elettori un programma politico certo e unanime. Nel centrosinistra non c’è accordo su nulla. Tutti però sono convinti di vincere le elezioni, anzi credono di aver già vinto. Agiscono con la convinzione di poter prendere in giro gli italiani con questa loro farsesca unione elettorale.
    Non sono credibili dieci partiti insieme, non sono rappresentativi di nulla e gli elettori hanno capito la completa incoerenza e dissociazione di questi personaggi di sinistra che non rispondono ad un leader e nemmeno a chi li vota, ma solo ai propri interessi politici ed elettorali. Come si possono mescolare i Comunisti Italiani, con la Margherita, con l’Udeur, con Rifondazione, con i Ds, con i Verdi, con lo Sdi, con i Radicali e i Repubblicani e l’Italia dei Valori? Nemmeno Prodi lo sa.
    Questa non è una lista, questa non è una coalizione. Qui ci sono solo interessi elettorali in gioco, per la conquista del potere e la spartizione delle poltrone. E’ per questo che a sinistra sono divisi su tutto e litigano su tutto. Dalla politica interna agli Esteri, dai Pacs alle quote Rosa, dal concordato alla Finanziaria.
    Bertinotti vuole il matrimonio tra gay, Rutelli non ammette neanche i Pacs, cioè quei contratti di convivenza tra omosessuali. Fassino vuole distruggere tutte le grandi riforme del Polo, Rutelli non cambierebbe tutte le leggi della CdL. Fassino vuole le quote rosa, la Bonino se la ride. Fassino vuole fare come Zapatero, Prodi invece vuole lasciare ancora le truppe in Iraq con un ritiro concordato. Di Pietro vuole candidare Rita Borsellino e Rutelli sostiene Latteri. Questo dimostra che sono disuniti su tutto, che sono litigiosi e rissosi verbalmente. Non hanno un programma. Sono alla deriva ma pericolosamente mossi esclusivamente da un odio ideologico ai danni della Casa delle Libertà e del suo leader Silvio Berlusconi, finalizzato a distruggere e calpestare l’operato di una efficiente macchina di governo che, per la prima volta nella storia costituzionale italiana, ha saldamente amministrato per cinque anni consecutivi ed ha condotto con successo la macchina statale per offrire all’Italia le grandi riforme di cui aveva bisogno e che per decenni i governi di sinistra delle precedenti legislature, non sono stati in grado di realizzare.

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 May 2010
    Messaggi
    13,497
     Likes dati
    0
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Fu un fantasma e non un oscuro agente di un qualche servizio segreto o un Br dell’ala non militarista a rivelare all’ex presidente della Commissione Ue la strada in cui era segregato Moro.
    Moro non era in via Gradoli ma in via MONTALCINI. Guzzanti c'ha fatto la solita figura di cacca...

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    20 Jun 2003
    Località
    Milano
    Messaggi
    13,061
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    Dopo Ciampi anche Berlusconi, Fini e Casini sconfessano gli irriducibili della Val di Susa

    Una cooperativa rossa si aggiudica l’appalto Tav

    di Sergio Menicucci

    Sono “i compagni” romagnoli della società cooperativa di muratori e cementisti di Ravenna (Cmc) che hanno preso possesso di sei lotti su 57 necessari per costruire il tunnel di 7 km, largo tra 3 e 6 metri, indispensabile come test per la costruzione del tratto dell’alta velocità Torino-Lione......[/I][/U]
    Che vuol dire "preso possesso" ? Hanno vinto regolarmente la gara? Se sì, allora l'articolo è inutile e denota solo malafede; se non, allora l'articolo,scritto così, è inadeguato perchè occorre una denuncia ben più forte.

    Dunque? Sì o no?

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. L'Italia si salverà con le PMI?
    Di Hynkel nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 02-08-13, 20:04
  2. Dopo 100 anni un altro napoletano salverà l'Italia
    Di flender nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 23-04-13, 12:57
  3. Chi salverà l'Italia? L'analisi dell'Economist
    Di Ery86 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 17-02-13, 03:34
  4. Proposta Semiseria: Solo Una Guerra Civile Salvera' L'italia?
    Di borotti nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 13-11-08, 00:54
  5. Ecco Il Vero Partito Che Ci Salvera' !!!
    Di TRUCIDO nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-12-07, 15:52

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito