
Originariamente Scritto da
c@scista
la scalata di Unipol alla Bnl è finita nel mirino dei magistrati. Da mesi, infatti, la Procura di Roma conduce un’inchiesta per aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza della Consob da parte dei manager della compagnia assicuratrice bolognese. Non solo. Nei giorni scorsi l’attacco è arrivato diritto ai vertici con l’iscrizione nel registro degli indagati del presidente Giovanni Consorte e il suo vice Ivano Sacchetti accusati di aggiotaggio nella scalata ad Antonveneta da parte della Banca popolare italiana. Le accuse si fondano sulle intercettazioni telefoniche della scorsa estate. Dal contenuto dei dialoghi gli inquirenti ritengono che i vertici della compagnia assicurativa possano aver dato una mano alla Popolare italiana (ex Popolare di Lodi) nel progetto di scalata alla banca di Padova. Tutto questo mentre è ancora atteso il via libera della Banca d’Italia alla scalata su Bnl. Ancora una volta, quindi, la magistratura interviene con decisione in un’operazione di mercato. Lo scontro si sta spostando dal piano finanziario e giudiziario anche su quello politico. Il fallimento dell’opa Unipol e una uscita di scena dei vertici della compagnia a causa dell’azione delle Procure, rischierebbe di mettere in imbarazzo i vertici del Centrosinistra, in particolare quelli dei Ds (D’Alema, Bersani e Fassino) che hanno difeso il diritto delle cooperative e della «finanza rossa» di farsi spazio negli affari.