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  1. #1
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    Predefinito La Cirielli : una legge disgustosa,razzista e classista.

    La Cirielli : una legge disgustosa,razzista e classista
    Per troppo tempo ci si è concentrati(compresa la sinistra)sugli effetti della Cirielli sui processi di Previti.

    C'è da dire : chissenefrega di Previti.

    Certo,mi rendo che è vergognoso,ed indegno di un Paese civile che un intero Parlamento legiferi allo scopo di tutelare gli interessi privati di un suo membro,ma questa gentaglia ci ha abituati a non stupirci di niente.

    E nonostante la legge non salvi direttamente Previti hanno già trovato la maniera per far sì che non sconti neanche un giorno di galera(la non applicazione della pena carceraria per gli ultrasettantenni prevista dalla Cirielli stessa).

    Anzi ne hanno trovata più di una : c'è anche il conflitto d'attribuzione sollevato dal Parlamento alla Corte Costituzionale per i "legittimi "impedimenti del parlamentare Previti a presenziare alle sue udienze.

    Mica poteva andare in tribunale : l'Italia si sarebbe fermata in caso di una sua assenza in Parlamento.


    Non solo,ma i furbetti legislatori,hanno già predeterminato l'incostituzionalità ad hoc della Cirielli,in maniera tale da consentire a Previti di sollevare ricorso alla Corte per far sì che con una sentenza additiva dichiari la incostituzionalità della Cirielli nella parte in cui non si applica anche ai processi in appello e in Cassazione ,salvando Previti.


    Quindi state tranquilli : il culo a Cesarone lo hanno già parato,in qualche modo se la scappotterà..


    Al contrario,dicevo sono stato trascurati gli effetti devastanti,e disgustosi ,per la natura classista e di fatto discriminatoria della Cirielli ..Effetti disastrosi sottolineati da giudici,p.m.,avvocati,giuristi,di destra,di centro e di sinistra.Tutti compatti.
    Effetti che si possono riassumere nella formula ,apparentemente superficiale,ma efficace a descrivere la situazione " impunità assoluta e totale per ricchi,potenti,colletti bianchi,carcere,carcere e ancora carcere per i poveracci".

    Sì per i poveracci.Perchè qui non si parla dei reati gravissimi,come stupro,omicidio rispetto ai quali nessuno vuole l'impunità per il reo.


    La stragrande maggioranza dei reati non sono stupri e omicidi ,ma reati di criminalità comune,derivanti da situazioni di disagio delle nostre periferie e dei nostri quartieri,disagio sociale,rispetto al quale le nostre vergognose carceri,si sono sempre dimostrate inutili,anzi dannose.

    Nella formula "recidivo"si è incluso di tutto,senza fare alcuna distinzione,Recidivo è anche l'immigrato nullatenente che viene trovato due volte a vendere cd,attività che svolge per campare.
    Per lui il carcere,prescrizione invece per i novelli Tanzi.

    Non è propaganda ,ma è la realtà,dacchè i tempi fisiologicamente lunghi dei nostri processi già fanno sì che molti processi vadano in prescrizione.
    Ed è evidente che la riduzione generalizzata dei tempi di prescrizione è una mossa classista.Dacchè ci sono reati che richiedono tempi brevissimi di accertamento(l'immigrato colto in flagranza a vendere cd,processato per direttissima)ed altri che richiedono anni,tra controlli degli organi societari,conti bancari da sviscerare,la probatio diabolica della corruzione,reati di malasanità,reati finanziari,rapporti tra politica e mafia,etc.etc.

    La prescrizione decorre dal tempus commissi delicti e non da quello in cui viene accertato il fatto.Risultato?Per l'appunto impunità totale per questi reati(senza contare la bravura degli avvocati cavillosi strapagati dai ricchi)

    Non solo :Con la riforma, nei casi di recidivo che commetta uno dei reati di cui all'art. 407 comma 2 l. a) c.p.p., al giudice sarà impedito l'uso del potere discrezionale se concedere o meno le attenuanti generiche perché gli è impedito di considerare:
    l'intensità del dolo o il grado della colpa;
    la capacità a delinquere del colpevole.

    Recita, infatti, l'art. 1 della legge di riforma, che aggiunge il comma 3 all'art. 62 bis del c.p.: "ai fini dell'applicazione del primo comma non si tiene conto dei criteri di cui all'art. 133, primo comma, numero 3 e secondo comma, nei casi previsti dall'art. 99, quarto comma, in relazione ai delitti previsti dall'art. 407, comma 2 l. a) c.p.p., nel caso in cui siano puniti con la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni". Il primo comma s.c. stabilisce che "il giudice, indipendentemente dalle circostanze previste nell'art. 62 c.p., può prendere in considerazione altre circostanze diverse, qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena".

    Ritenendo la giurisprudenza di legittimità che l'applicazione di attenuanti generiche non costituisce "un diritto conseguente all'assenza di elementi negativi connotanti la personalità del soggetto, ma richiede elementi di segno positivo, dalla cui assenza legittimamente deriva il diniego di concessione delle circostanze in parola", se ne ha che il giudice è impedito ad effettuare la predetta valutazione a favore dei recidivi.

    Così facendo, si stravolge il sistema perché si eleva la recidiva a circostanza regina che esclude l'applicazione di altra (pari) circostanza (attenuanti generiche) ma soprattutto, si violano i principi costituzionali dell'uguaglianza (art. 3), del diritto di difesa (art. 24) e della separazione dei poteri (art. 113), poiché il potere legislativo finisce con incidere nel merito del potere discrezionale del giudice, finendo ancora una volta col determinare un'ingiusta disparità di trattamento.Quello che colpisce è che modifiche del sistema penale così dirompenti determinino un allargamento della forbice tra categorie socialmente diverse di persone che comunque si macchiano di crimini: da una parte, delinquenti abituali, recidivi e persone vicine per scelta, per opportunità o, nella gran parte dei casi, per necessità ad ambienti malavitosi, persone in genere emarginate e che appartengono ad un basso rango sociale, segnatamente in certe aree geografiche (meridione d'Italia - periferie), dall'altro persone incensurate o comunque non recidive, anziane d'età, estranee alla malavita organizzata ma che, all'atto di delinquere (cd. white collects), fruiranno di importanti abbreviazioni dei termini di prescrizione e soprattutto del grande beneficio della detenzione domiciliare, a cominciare dai settanta anni d'età. "

    A questo punto rispetto ad una legge così orrenda non ci resta che sperare nella Corte Costituzionale,augurandoci che la spazzerà via.

    L'avvocato presso il quale faccio pratica ha già preparato 10 ricorsi da sollevare eventualmente alla Corte : ci sarà da divertirsi..

  2. #2
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    Secondo me la Cirielli è incostituzionale perché si applica ai processi in corso (anche se solo di primo grado), e non perché non si applica ai processi in corso pendenti in sede di gravame.
    Diderot

  3. #3
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    La detenzione in carcere per un ultra70enne è oggettivamente insostenuibile. In quesot la legge non è sbagliata.

    Certamente è incostituzionale la limitazione dell'efficacia della ex Cirielli ai soli processi in primo grado. C'è una indiscutibile diseguaglianza di trattamento per i processi in appello e in Cassazione ex art. 3 Cost. e la Corte Costituzionale farebbe bene a dichiarare illegittima questa limitazione.

    Queste non sono principi classisti. Sono principi di civiltà.

    Altra cosa è la prescrizione in sé per sé. Il problema non è nella prescrizione, perché è anche questa un principio di civiltà: la giustizia ha bisogni di tempi brevi per essere efficace. Esporre una persona per tempi lunghissimi a un processo è, di per sé, una tortura.

    Quanto alla recidiva. Qui la dobbiamo smettere di dire che chi delinque lo fa solo perché è stato sfortunato dapiccolo,. perché vive in un certo quartiere ecc. C'è tanta gente che, nata in quelle condizione, vive onestamente. Ed è la maggioranza. Il recidivo di cui è oggetto questa legge è chi già ha commesso un delitto e continua a commetterne un altro entro 5 anni.

    Ma insomma perché una persona che, consapevolmente delinque ripetutamente non deve scontare una pena? Ma è giustiza questa? Ma è rispetto per le vittime del reato? Questa persona dovrebbe non scontare nessuan pena, dopo 2 delitti, come la persona onesta? E' eguaglianza questa?

    Allora bisogna guardare le cause, non gli effetti, caro Blob21. Le cause della mala giustizia sono nella eccessiva penalizazzione (reati inutili che ingolfano la giustizia) alla procedura penale (la più garantista del mondo, ma anche la più lenta del mondo), nella mancanza di valutazione della "produttività" dei magistrati e, su un altro versante, sulla condizione carceraria.

    La legge ex Cirielli è assurda e criminogena non per in principi in sé che contieni, che sono sacrosanti, secondo me, ma per il complesso della situazione della giustizia, che non può supportare questi principi di civiltà.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas

    Certamente è incostituzionale la limitazione dell'efficacia della ex Cirielli ai soli processi in primo grado. C'è una indiscutibile diseguaglianza di trattamento per i processi in appello e in Cassazione ex art. 3 Cost. e la Corte Costituzionale farebbe bene a dichiarare illegittima questa limitazione.

    Queste non sono principi classisti. Sono principi di civiltà.

    .
    e che c'entra????lo so benissimo che è incostituzionale,ma chi l'ha fatta così ?Loro!Così potranno dire che non era una salva Previti,ma che a salvare Previti è stata la Corte Costituzionale.E' ovvio che una volta ridotti i tempi di prescrizione bisogna estendere la disciplina anche in appello e in Cassazione,io dico semplicemente che questa legge ,L'INTERA CIRIELLI,NON SI DOVEVA FARE.Punto e basta

  5. #5
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    [QUOTE=aguas]Quanto alla recidiva. Qui la dobbiamo smettere di dire che chi delinque lo fa solo perché è stato sfortunato dapiccolo,. perché vive in un certo quartiere ecc. C'è tanta gente che, nata in quelle condizione, vive onestamente. Ed è la maggioranza. Il recidivo di cui è oggetto questa legge è chi già ha commesso un delitto e continua a commetterne un altro entro 5 anni.

    Ma insomma perché una persona che, consapevolmente delinque ripetutamente non deve scontare una pena? Ma è giustiza questa? Ma è rispetto per le vittime del reato? Questa persona dovrebbe non scontare nessuan pena, dopo 2 delitti, come la persona onesta? E' eguaglianza questa?

    QUOTE]
    recidivo è anche l'immigrato che vende due volte i cd ,da parte sua non c'è alcuna intenzione di fare del male a nessuno,lo fa per campare.Ne vengono tanti allo studio presso cui faccio pratica.
    Quanto ai delinquenti comuni,invece sì,la stragrande maggioranza vengono da situazioni familiari DISASTROSE,lo dico per esperienza.
    E quando escono dal carcere peggiorano soltanto,al contrario,molti di loro,quando hanno l'opportunità di lavorare onestamente,lo fanno,per loro il carcere non svolge alcuna funzione.
    Perchè non distinguere recidivo da recidivo?E per farlo bisogna lasciare spazio alla discrezionalità del giudice ,perchè ogni recidivo fa storia per sè soltanto

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Altra cosa è la prescrizione in sé per sé. Il problema non è nella prescrizione, perché è anche questa un principio di civiltà: la giustizia ha bisogni di tempi brevi per essere efficace. Esporre una persona per tempi lunghissimi a un processo è, di per sé, una tortura.

    .
    sei d'accordo o no sul fatto che una riduzione generalizzata dei tempi di prescrizione garantisce soprattutto i colpevoli di quesi reati che richiedono tempi di accertamento più lunghi?questo è un dato di fatto incontrovertibile,il tuo idolo Pannella ha definito questa legge : un'amnistia di classe.allora ?è un comunista Pannella?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21
    sei d'accordo o no sul fatto che una riduzione generalizzata dei tempi di prescrizione garantisce soprattutto i colpevoli di quesi reati che richiedono tempi di accertamento più lunghi?questo è un dato di fatto incontrovertibile,il tuo idolo Pannella ha definito questa legge : un'amnistia di classe.allora ?è un comunista Pannella?
    No, io non sono del tutto d'accordo con Pannella. Sono d'accordo con Pannella quando dice che questa legge procurerà una amnistia di fatto per determianti reati, mentre per altri reati ci sarà un inasprimento della condizione, sia delle condanne che della espiazione effettiva della pena.

    Ma Pannella, anche se in questa polemica non lo dice, accusa anche tutto il sistemna giudiziario di condurre a questa amnistia, perché i tempi della "giustizia" sono intollerabili.

    Quello in cui sicuramente dissento da Pannella è il discorso sulla recidiva. Io sono per il principio di responsabilità: la persona libera deve essere responsabile. Questo è un principio liberale, ma anche di "senso comune".

    Ripeto ancora una volta che questa legge è criminogena non per i principi che contiene, ma per l'ambito in cui va ad incidere. Se si depenalizzassero alcuni reati assurdi, come il commercio di stupefacenti, i reati collegati alla prostituzione e al gioco d'azzardo, i procedimenti penali si ridurrebbero alla metà.

    LA condizione carceraria è insostenibile. Ma questo non c'entra non la ex Ciriello.

    Blob21, bisogna guardare alle cause, non agli effetti. Bisogna andare alla "radice" del problema.

  8. #8
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    Sono d'accordo con chi ha aperto il post.

    La ex Cirielli esprime a pieno una giustizia "di classe".

    Chi fa i reati dei colletti bianchi e ha i soldi, resterà sempre impunito, basta tirarla in lungo.

    I poveri disgraziati invece vengono dimenticati in carcere.

    Caro Aguas, si dovrebbe guardare la realtà. Spesso la recidività non è una scelta, è una costrizione. E io personalmente penso che un piccolo spacciatore o un taccheggiatore facciano meno danni alla società di un manager disonesto che falsa i bilanci della sua ditta, o di un disgraziato che truffa le casalinghe su larga scala (tipo Wanna Marchi).

    E' anche epr questo che l'Italia è nelle condizioni in cui è, poco competitiva e disertata dalle aziende stranier. Perché è diventata il paradiso degli speculatori e degli affaristi senza scrupoli.

  9. #9
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    Ma quale costrizione? Ma chi è che costringe qualcuno a delinquere?

    Ma finiamola con questo sociologismo da 4 soldi.

    La persona libera è responsabile. Una volta è possivbile perdonare, perché lo stato non deve essere un castigatore, ma due volte no.

    Dove finisce la tutela delle vittime dei reati? Ma lo sapete che un ladro può essere condannato fino a 10 volte prima di finire in galera? E se viene condannato 10 volte vuol dire che avrà rubato 200 volte!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Ma quale costrizione? Ma chi è che costringe qualcuno a delinquere?

    Ma finiamola con questo sociologismo da 4 soldi.

    La persona libera è responsabile. Una volta è possivbile perdonare, perché lo stato non deve essere un castigatore, ma due volte no.

    Dove finisce la tutela delle vittime dei reati? Ma lo sapete che un ladro può essere condannato fino a 10 volte prima di finire in galera? E se viene condannato 10 volte vuol dire che avrà rubato 200 volte!
    Direi di riferire questo ragionamento ad alcuni nostri politici eminenti.
    Diderot

 

 
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