UNA PROPOSTA PER UN PROGETTO DI SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO CHE RIORGANIZZI IL TERRITORIO IN FUNZIONE ECONOMICA E SOCIALE
Scritto da Luciano Venia
Il Mezzogiorno deve valorizzare le proprie risorse e sviluppare le strutture produttive tradizionali legando la vocazione del territorio alle nuove tecnologie e alle idee-progetto in linea con l’evoluzione della domanda nazionale e globale.
Occorre guardare al Sud con una visione moderna che sappia individuare le potenzialità, le capacità e le opportunità per passare a un meridionalismo attivo e dinamico in grado di interagire con gli attori del mercato planando sulle linee di trend verso obiettivi concreti e realizzabili.
Il nostro progetto è una ripartizione nuova delle aree meridionali che arrivi a identificare perimetrazioni corrispondenti alla omogenea configurazione socio-economica e produttiva.
La riforma costituzionale della devoluzione va sfruttata oltre le polemiche localistiche per estrapolare dal contenuto del federalismo quei punti di vantaggio per l’intera collettività nazionale e specialmente per la gente delle regioni meridionali che risultino però compatibili con l'Idea Sociale.
Inoltre l’accenno in finanziaria ai distretti industriali e al loro riconoscimento come strumenti attivi di sviluppo con la ipotesi di assegnare ad essi compiti e funzioni radicalmente innovative può certamente avviare un dibattito.
Occorre istituire Zone Speciali che abbiano valori omogenei e articolati con una configurazione territoriale che assembli formazione, servizi, infrastrutture e centri di ricerca e sviluppo assieme a luoghi di produzione e a aree logistiche integrate a servizio della intermodalità del trasporto per una efficace, rapida e conveniente movimentazione delle merci.
La distribuzione di prodotti e servizi assume un carattere strategico e sottende una completa riformulazione del tessuto socioeconomico in funzione del tipo di produzione prevalente.
Il nostro progetto Mezzogiorno mira a 1) Potenziare il valore specifico di monoeconomie; 2) Sviluppare le capacità latenti di un sistema locale; 3) Costruire un percorso di sviluppo condiviso da imprese, cittadini e istituzioni pubbliche; 4) Formare le risorse umane necessarie a implementare sistemi e impianti; 5) Centrare tecnologie e tecnicalità per il loro utilizzo; 6) Applicare le buone pratiche in loco mediante workshop e giornate di studio, seminari e incontri; 7) Promuovere beni e servizi attraverso fiere, borse e teleconferenze o attrezzando politiche di marketing mix core-oriented; 8) Favorire azioni di decision-making sulle nuove perimetrali al fine di definire zonizzazioni dedicate a monoeconomie specifiche e fondare da zero sistemi produttivi laddove risulti una aspettativa di prodotto e di utilità accompagnando i singoli progetti allo start-up; 9) Adeguare il servizio del credito al progetto mediante agevolazioni e finanziamenti speciali; 10) EFFETTUARE MANOVRE DI FINANZA ricorrendo agli strumenti di nuova concezione; 11) Attrarre risparmiatori coinvolgendoli attivamente nei percorsi di sviluppo e studiare la possibilità di logiche di apporto di capitali in ambiti progettuali; 12) Coniugare le visioni pubbliche e private sulla base di una sinergia sorretta da pilastri concettuali funzionali alla costruzione degli obiettivi e favorire la nascita di Consorzi, Associazioni di Imprese, Cooperative, società di capitali ma guardare alla necessità di stimolare il funzionamento di Onlus per la solidarietà operativa e concreta e per ogni altro campo di pertinenza del Terzo settore; 13) Coordinare le aree istituendo: a) Autorità di progetto; b) Cabina di Regia; c) Comunità di Area; d) Consiglio Economico e Sociale di Area; e) Istituto territoriale per lo sviluppo della vocazione; f) Scuola di Formazione e Tecnologia; g) Marketing Management del Territorio; h) Incubatore di imprese; i) Agenzia per lo Sviluppo Locale con compiti di monitoraggio, analisi, studi, ricerca investitori, programmazione territoriale, raccordo tra i livelli istituzionali.




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