Gravi minacce alla giornalista Rosanna Sapori di Telenordest
Comunicato stampa
Un grave attacco alla libertà di stampa è stato effettuato ieri da alcuni sedicenti militanti veneti del partito della Lega Nord. Costoro mi hanno ripetutamente insultato e velatamente minacciato attraverso una serie di telefonate fatte in alcuni programmi in diretta dell’emittente Radio Padania Libera.
I sedicenti militanti leghisti hanno chiesto ripetutamente l’intervento di qualcuno “per tapparmi la bocca”, poiché il titolo della puntata del programma d’attualità e inchiesta, “Pronto chi parla?”, che conduco sull’emittente televisiva Telenordest di Padova, andata in onda in diretta lo scorso 22 novembre dalle ore 21 alle 23, era “Credieuronord, un crack padano”.
Il tema della trasmissione riguardava la nota vicenda del dissesto economico della cosidetta “Banca della Lega”. Erano presenti in studio alcuni rappresentanti del comitato “Amici della Credieronord” che hanno visto ridursi il proprio capitale sottoscritto dell’80% in pochi anni, i loro rappresentanti legali, e il giornalista Marco Liguori, collaboratore de Il Sole 24Ore.
Sono stata messa a conoscenza nella tarda serata del 24 novembre da un amico ex parlamentare della Lega Nord che alcuni sedicenti militanti leghisti del Veneto sarebbero intenzionati a “tapparmi la bocca” recandosi personalmente martedì 29 novembre e anche in altre occasioni non meglio specificate presso gli studi di Telenordest. L’ex parlamentare mi ha riferito delle “non buone intenzioni” di queste persone e di stare attenta alla mia incolumità fisica.
Mi sono immediatamente rivolta alla Magistratura, presentando oggi un esposto/querela contro ignoti. Da quando sono stata allontanata da Radio Padania Libera, nel novembre del 2004, mi sono già rivolta alla Magistratura per denunciare presunti casi di diffamazione e calunnia.
Stavolta si è superato ogni limite, con “l’avvertimento” di eventuali “incidenti” che potrebbero accadermi mentre mi reco negli studi dell’emittente. Tale tipo di intimidazione fa parte di un retaggio di una sottocultura che si credeva avesse radici in alcune zone d’Italia, dove le minacce ai giornalisti d’inchiesta sono all’ordine del giorno. Non intendo ricevere pubblicità gratuita da questo fatto, ma preciso che sono stata costretta a renderlo noto a causa della sua inaudita gravità.
E’ ora di finirla con le minacce ai giornalisti che svolgono inchieste in modo corretto e documentato. Se quanto divulgo durante le mie trasmissioni non corrispondesse alla verità esistono i canali civili della giustizia, senza dover ricorrere a queste minacce trasversali.
Rosanna Sapori
questo l'ho trovato sul barbieredellasera, ma l'ho letto anche su la Nuova Venezia e sul Corriere Veneto.![]()
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Rispondi Citando
...naturalmente tutta la mia solidarietà !
altrimenti 
