Ad un certo punto, messer Bonaiuti è sbottato: "Ma insomma, non potete dire questo...rompete il clima di dialogo".
Da notare che Violante e Casini, che non sono esattamente due mastini, avevano fatto critiche assolutamente pertinenti alla Finanziaria; Violante aveva osato, con il suo solito tono da dormiveglia, fare qualche appunto sul sostanziale immobilismo di Tremonti.
Casini aveva battuto, come fa da anni e anni, sul "quoziente familiare".

Eppure Bonaiuti è riuscito ad incupirsi e Casini ha dovuto dire: "Caro Bonaiuti, però non è che con il dialogo noi dobbiamo smettere di criticare, se no facciamo ridere gli italiani"
Il fenomeno è veramente inquietante: sembra che questa maggioranza voglia sostanzialmente "assorbire" fette dell'opposizione ed abolire la critica politica salace e con essa la realtà della crisi economica, politica e morale italiana.
La rappresentazione, che peraltro non si discosta molto dalla realtà, è di un Berlusconi ormai "tutore della Repubblica", che dopo il 13 dicembre ha sempre ragione (come qualcuno che lo precedette), che guida le truppe demoralizzate della "buona politica" contro un "clima d'odio" che sarebbe inscenato da Di Pietro, summa antropologica di tutta quella fette crescente di popolazione che, giustamente, dice che l'Italia sta andando a puttane e che ci vuole un rinnovamento vero.

Questo scenario, che potrebbe assumere i toni di "Casta contro tutti", può portare a pessimi frutti, quindi l'opposizione ci pensi bene prima di "dialogare".