E' sicuramente un intervento politicizzato e di parte, quello che riporto, ma è utile per ipotizzare le dinamiche che ci sono dietro la questione del sistema aeroportuale campano. Se qualcuno vuole contribuire con qualche altra info interessante...
Francesco Bianco, già alto ufficiale dell’aeronautica ed esponente di spicco di FI, che può essere considerato – insieme a Rastrelli – il “padre” del progetto del nuovo aeroporto di Grazzanise, dopo la pubblicazione delle notizie relative al masterplan preparato dalla Gesac:
“Non corrisponde assolutamente al vero quanto affermato dall’assessore Cascetta nella conferenza stampa di 15 giorni fa, in cui annunciava che la giunta regionale aveva deliberato di accogliere il masterplan della Gesac, che ora è favorevole alla costruzione del nuovo aeroporto civile di Grazzanise, con la clausola che lo gestisca per 40 anni. La costruzione, ovviamente, avverrà su sito diverso dall’aeroporto militare, si pensa a Villa Literno-Cancello Arnone.”
Questo, è inutile sottolinearlo, comporterà nuovi studi, nuovi progetti, nuove spese, nuovi “niet” di pseudo-ambientalisti, nuovi, incommensurabili ritardi.
Eravamo stati facili profeti nel prevedere come irrealizzabile l’apertura dello scalo nel 2012 come trionfalmente annunciato.
L’aeroporto militare di Grazzanise ospita il 9° stormo “Francesco Baracca” che a fine 2002 era destinato ad essere soppresso, mentre dopo l’attentato alle due torri di New York è stato riqualificato come strategico per la difesa.
Qualche mese fa il generale Tricarico, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica aveva già dato questa notizia senza che i nostri politici ne soppesassero l’importanza.
Ora si apprende che lo stesso aeroporto, che è già classificato come “aeroporto Nato”, ospiterà anche la nuova base con oltre 500 militari americani, mentre gli italiani passeranno dagli 800 di oggi a 1200.
Se, invece si osteggiare apertamente un progetto che si rispolvera tal quale anni dopo, si fosse proceduto a costruire l’aeroporto civile prima del 2002, l’aeronautica – non avendo ostacoli – avrebbe di buon grado ceduto i suoi impianti, la Campania non avrebbe perso i 500 posti di lavoro finiti in Puglia, a Grottaglie, perché l’Alenia avrebbe potuto costruire in loco l’hangar di 250mila metri quadrati necessario alle sue lavorazioni (cosa impensabile a Capodichino) e, per ultimo, avremmo in funzione, con notevoli risparmi di tempo e denaro, un aeroporto internazionale in grado di soddisfare ogni esigenza di traffico alleggerendo il carico dello scalo di città che – da qualche tempo – tanti problemi sta suscitando.
Ma gli interessi della Gesac non coincidevano con quelli della città.
“La Gesac – dice ancora Bianco – ha finora sempre osteggiato Grazzanise, perché, per ragioni economiche, vuole prima portare il numero dei passeggeri di Capodichino dagli attuali 4 milioni a 6 milioni e trecentomila, con l’intento di portarli sino ad 8 milioni. Oggi è favorevole a Grazzanise ed ha presentato addirittuta un masterplan, perché sa che la costruzione del nuovo aeroporto comporterà tempi di almeno dieci anni. Si realizzerà così il progetto di raddoppiare i passeggeri a Capodichino, non solo, ma nella delibera della giunta regionale, si vuole affidare la gestione del nuovo aeroporto per 40 anni alla Gesac stessa, senza un minimo di gara internazionale.”




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