Striscioni anti-Tav e cori di "Bandiera rossa" dei toscani
Croci celtiche e inni al Duce dal settore degli ospiti
Livorno-Lazio, la politica in curva
Di Canio esce e fa il saluto fascista
Il saluto fascista di Di Canio LIVORNO - E' cominciata con le croci celtiche da una parte e i cori di "Bandiera rossa" dall'altra ed è finita con Paolo Di Canio che usciva dal campo salutando la curva dei suoi con il saluto fascista. Partita da sempre considerata a rischio ordine pubblico Livorno-Lazio, non è finita con scontri e cariche ma ha riproposto il tema della politica delle curve: di estrema sinistra quella toscana, di estrema destra quella laziale.
La partita non era ancora incominciata: nel settore a loro riservato gli ultrà laziali hanno esposto decine di bandiere raffiguranti croci celtiche e scandito slogan inneggianti al Duce. Dall'altra parte i tifosi livornesi hanno risposto intonando "Bandiera rossa".
Quando il pullman che trasportava la squadra della Lazio ha raggiunto la zona dello stadio, un gruppo di tifosi livornesi ha accolto la formazione biancazzurra con insulti e fischi, un fumogeno lanciato dai sostenitori amaranto ha sfiorato il pullman senza provocare danni.
Nella curva livornese i tifosi amaranto hanno poi esposto sulla balaustra due striscioni che si rifanno all'attualità. Uno con la scritta: "8/12/2005: ancora. No Tav", a sostegno della protesta delle comunità della Val di Susa contro l'Alta velocità. Un altro della Fiom Cgil con la scritta: "Mettiamo a posto le cose: a noi il contratto, a Berlusconi lo sfratto", riferito alla vertenza dei metalmeccanici.
Nella curva laziale è stato esposto lo striscione con la scritta "Boia chi molla": dall'altra parte in risposta agli slogan di stampo neofascista dei tifosi romani, i livornesi hanno trascinato tutto lo stadio a saltare al grido di "Chi non salta è fascista".
I supporters livornesi hanno anche ripetutamente scandito slogan contro Di Canio che ha risposto a modo suo. Quando il giocatore laziale è uscito dal campo sostituito da Rossi, si è rivolto alla curva biancoceleste mostrando il braccio destro teso nel saluto romano.
Immediata la reazione dello stadio di parte livornese che ha sonoramente fischiato Di Canio, mentre dalla curva amaranto si sono levati cori contro di lui e lo slogan "Piazzale Loreto".
Momenti di tensione vera all' esterno della curva Nord occupata dai tifosi livornesi: un gruppo di teppisti ha attaccato i poliziotti che stavano presidiando i varchi d'ingresso. Nel parapiglia un agente è rimasto ferito alla testa, colpito da una sassata: per lui otto punti di sutura.
(11 dicembre 2005)




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