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Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito dall'oro alla carta dalla carta al bancomat dal bancomat al 666

    DENARO DIGITALE
    Dal TIME MAGAZINE, Sezione Affari, Aprile 1998
    Ci sono poche regole permanenti nel mondo della finanza – forse solo una: fare soldi – ed anche quelle iniziano ad essere accantonate. Negli ultimi dieci anni, decine di regolamentazioni sono state abbandonate – come l'Atto Glass-Steagall, approvato durante la Depressione per aiutare a limitare i rischi in seguito al fallimento del sistema bancario – e questo prova che tutti i mercati sono in movimento, e nessuno va più veloce del mercato del denaro. L'ultima volta che è avvenuta una cosa del genere è stato nel 1982, quando l'Atto Garn-St. Germain ha riabilitato vecchi regolamenti ed ha scombussolato il settore dei risparmi e dei prestiti, quello dei beni immobili e dello sviluppo minerario. Il risultato è stato un disastro immane, ed i contribuenti si sono ritrovati a pagare un buco di 500 miliardi di dollari.
    Quali sono i rischi associati al nuovo mondo dei fondi di monopolio dell'Isola Caimano e dei fondi di pensionamento costituiti sul potere? Nessuno lo sa. Ma alcuni sospettano. Sholan Rosen, vice presidente del settore tecnologie emergenti della Citibank, ha quello che può essere il mantra (cioè lo strumento di pensiero) perfetto: "E' decisamente nuovo, è rivoluzionario – e dovremmo averne paura come se fosse l'inferno."
    L'idea fondamentale che guida questa rivoluzione è che la tecnologia e le finanze sono diventate una cosa sola. Come ha detto William Niskanen, presidente dell'Istituto CATO con sede a Washington: "Sta scomparendo la distinzione fra software e denaro". E questo è sempre più vero nel mondo del freddo e duro contante.
    A suo modo, la cartamoneta ha un certo fascino. Per esempio, è facilmente trasferibile ed è ben accetta dovunque. Puoi pagare la baby sitter senza nemmeno pensare alla complessa dinamica finanziaria che si nasconde dietro a questa transazione. I contanti -- specialmente i dollari statunitensi -- sono portatili, conservabili e cambiabili. (Infatti, migliaia di mafiosi russi pagano quasi tutto con bigliettoni da 100 dollari). E si mantengono abbastanza bene. Se sei terrorizzato dalle banche, puoi sempre afferrare una lattina di caffè, farci un buco sotto ed avere un deposito abbastanza sicuro. Ma il contante cartaceo ha anche i suoi contro. Se lo perdi, se n'è andato; se ti ci siedi sopra può perdere il suo valore durante la notte: pensate a quello che è appena accaduto in Asia o più recentemente nel Sud America.
    Entra in scena il contante elettronico. L'idea del denaro digitale è abbastanza semplice: invece di conservare valuta in cartamoneta, si è trovato il modo di conservarla in una striscia digitale che è più portatile e (molto più importante) più intelligente della cartamoneta. Denaro intelligente? Ebbene si. Dato che il contante digitale è in continua evoluzione, si può controllare in maniera più accurata della cartamoneta. Pensa ai 2000 dollari che hai mandato a tua figlia per le sue spese universitarie. Com'è stato speso veramente quel denaro? In libri … o in birra? Il contante elettronico prende quella transazione relativamente semplice -- cioè concedere dei soldi -- e la trasforma in un processo molto più intelligente. E che non ha bisogno di qualcosa di antico come una banca.
    Tanto per cominciare, invece di spedire un assegno puoi mandare i soldi grazie ad un codificatore Internet per mezzo della posta elettronica. Questo ti risparmierà il fastidio di far quadrare il bilancio a fine mese, e ti darà la possibilità di trasferire il denaro da qualsiasi posto tu voglia: fondi mutui, mercato del denaro e persino da quel conto bancario fuori moda. Tua figlia può conservare il denaro ovunque voglia - nel suo PC portatile, su una carta di debito, o anche (in un futuro non troppo lontano) su un chip impiantato sotto la cute. E forse, cosa migliore di tutte, potrai programmare che il denaro venga speso solo in modi specifici. Potrai programmare che alcuni soldi vengano spesi a libri, altri per cibo e altri per il cinema. Fin quando non deciderai di passarle alcuni soldi digitali da spendere al pub, tua figlia dovrà procurarsi altrove i soldi per comprare le bevande.
    Il contante digitale intelligente può risolvere anche alcuni dei problemi della cartamoneta. Se per esempio perdi il contante digitale, potrai sostituirlo istantaneamente chiedendo al tuo computer di disattivare il digitale che hai perso e di sostituirlo con uno nuovo. E diversamente dalla cartamoneta - che finisce di procurare interessi una volta che viene ritirato dal BANCOMAT - il denaro intelligente continua a procurare interessi fino al momento in cui si spende.
    Questo "fenomeno dell'interesse sui contanti" può sembrare insignificante, ma è un anello di congiunzione per un'altra rivoluzione finanziaria: la dissoluzione del monopolio governativo del denaro. Dopotutto, se alcune banche del Lussemburgo o del Belize vogliono concederti interessi maggiori sul contante digitale, chi sei da poter obiettare? Dal momento che i digitali bancari sono accettati ovunque, non c'è più bisogno di continuare con i numeri governativi. Il denaro governativo continuerà ad esistere, ma sarà così anche per dozzine di altre valute, ognuna configurata per un bisogno specifico e infinitamente convertibile e scambiabile. Il miglior denaro, in poche parole, sarà quello più intelligente. Dice Howard Greenspan, presidente della Heraclitus Corp. con sede a Toronto, una ditta di consultazioni manageriali: "Nella città elettronica, è stato compiuto il passo finale nell'evoluzione del denaro. Il denaro è stato demonetizzato. Il denaro sta per essere eliminato."
    Forse. Il contante digitale, nonostante tutto il suo fascino, ha ancora un lungo cammino da percorrere per farsi accettare. "Per circa il 40-50% delle transazioni si usano ancora contanti ed assegni", dice Steve Cone, un impiegato della Fidelity Investments. "La percentuale sta scendendo, ma lentamente. E' come la tortura cinese dell'acqua". E ci sono tante persone a cui piace ancora il vecchio e gelido contante. Dice l'economista Bruce Skoorka: "Guardi, ogni giorno c'è un ragazzo che arriva in una banca di Bogotà con una grande scatola piena di monete. Pensa davvero che voglia andarsene in giro con una carta digitale?"

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  2. #2
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito



    Citazione Originariamente Scritto da Il Patriota
    Tua figlia può conservare il denaro ovunque voglia - nel suo PC portatile, su una carta di debito, o anche (in un futuro non troppo lontano) su un chip impiantato sotto la cute

  3. #3
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito

    "Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei"
    (Apocalisse 13:16-18)

  4. #4
    Totila
    Ospite

    Predefinito a proposito di carte...

    Quel popolo che piace agli usurai
    Maurizio Blondet
    13/12/2005
    Molti debitori statunitensi, schiacciati da debiti insanabili creati da interessi del 18-23%, sono i migliori clienti per le banche: fedeli o meglio «incatenati», sono una perenne fonte di guadagno«Ogni giorno mi offrono due o tre nuove carte di credito, American Express, Diner's, Mastercard: è una tentazione», dice Laura Fogle.
    Eppure Laura è proprio la persona da cui le banche dovrebbero star lontane: la donna, nubile con due figli, era così indebitata che ha fatto (come permette la legge americana) fallimento personale: ossia ha ottenuto di non pagare i precedenti debiti contratti con le carte di credito.
    E chi, sano di mente, le offre di indebitarsi di nuovo?
    Le banche USA.
    I falliti personali (oltre due milioni in USA solo quest'anno) sono ritenuti dai banchieri i migliori clienti, da indebitare di nuovo a basso rischio, perché la nuova legge sul debito privato, entrata in vigore ad ottobre, li obbliga a non dichiarare fallimento per i prossimi 8 anni.
    Soprattutto ora che la nuova legge rende molto più difficile i futuri fallimenti privati, è quasi impossibile farsi cancellare i debiti completamente (1).



    Sembra assurdo?
    Lo è, ma fino a un certo punto.
    E' ovvio che sono le banche a soffrire dei fallimenti privati: sono loro a doversi accollare i debiti dei falliti.
    Ma se li sono già scontati e strapagati in anticipo: il debito sulle carte di credito è gravato da interessi del 18%, vera e propria usura se si pensa che un mutuo, in USA, costa il 3%.
    E indebitare di nuovo i falliti promette buoni profitti, perché sono i falliti la categorie di persone che vivono mese per mese «al limite» del proprio reddito, e che più facilmente s'indebitano sulle carte di credito.
    Il tasso usurario del 18% viene quindi estratto ai poveri.
    «L'intero business delle carte di credito si basa sull'agganciare il debitore in un circolo vizioso: più paga e più s'indebita, senza fine», dice Ellen Schloemer, del Centro per il Prestito Responsabile di Durham (North Carolina): «è il solo business dove i clienti che pagano puntuali ogni mese sono considerati una sciagura».



    In pratica, è l'applicazione ai privati della «trappola debitoria» ampiamente praticata agli Stati del Terzo Mondo: se non possono pagare il debito, la banca offre di aprire un nuovo credito, su cui pagherà gli interessi cumulati del primo e secondo.
    E così via, fino alla fine dei tempi.
    Laura Fogle è, socialmente, il tipico essere umano che viene così spremuto.
    Infermiera professionale, ha un lavoro fisso e pagato abbastanza bene per gli standard USA (16 dollari l'ora, sui 2.500 dollari mensili); ha anche l'assicurazione sanitaria.
    Ma l'anno scorso ha dovuto subire un'operazione per cancro all'utero, perdendo ore di lavoro e quindi reddito.
    Le sue carte di credito l'hanno tenuta a galla.
    Fino a un debito accumulato di 15 mila dollari, sei volte il suo stipendio mensile.



    Lo scorso agosto Laura ha presentato la richiesta di fallimento al tribunale, e quel suo debito è stato cancellato.
    Ora le banche la tempestano di offerte di nuove carte di credito: anche se, visto che è già fallita, al 23 % d'interesse.
    Sono 85 milioni gli americani che possiedono almeno una carta di credito.
    Di questi, il 60 % è «in rosso», ossia non paga interamente il debito contratto ogni mese.
    Il debito medio di ciascuno di loro si aggira sui 9 mila dollari.
    Non è una cifra enorme.
    Ma, ha calcolato la Federazione dei Consumatori USA, basta per agganciarli nella trappola.
    Le banche consentono di pagare solo il 2% mensile del «rosso»: il che significa che per ripagare i 9 mila dollari, ci vogliono - al tasso del 18% - ben 42 anni.



    Per gli usurai è questo il cliente ideale: quello che lavora tutta la vita per arricchire loro.
    E infatti, anche se nell'ultimo decennio i fallimenti sulle carte sono cresciuti del 17%, i profitti delle banche su questo business sono cresciuti del 163 % in 8 anni.
    Oggi superano i 30 miliardi di dollari.
    I privati americani, nel complesso, sono in rosso sulle carte di credito per 800 miliardi di dollari, cifra pari a quasi una volta e mezzo il PIL della Cina.
    E questo debito è aumentato del 31% nei soli ultimi cinque anni.
    Varie inchieste hanno appurato che un terzo degli americani a reddito basso o medio-basso ha usato la carta di credito per acquistare beni necessari: alimenti, generi di uso casalingo, e per pagare gli affitti.
    Restando «in rosso» quattro mesi su 12.



    Ad aggiudicarsi il primato dei «migliori» debitori sono gli individui fra i 50 e i 64 anni, con un debito ciascuno di 9.124 dollari in media.
    Ecco perché le banche estere ardono dal desiderio di impiantarsi in Italia: qui gli italiani hanno ancora un polmone di risparmi, benché in diminuzione.
    Vogliono fare di noi un popolo di allegri debitori, ora che la maggior parte del ceto medio restringe le spese nella quarta settimana.
    Perché restringersi?
    Ecco qui una carta di credito, comprate quel che volete.
    Un popolo che non s'indebita fa rabbia agli usurai, scrisse Ezra Pound.
    E gli usurai vogliono amarci.

    Maurizio Blondet




    --------------------------------------------------------------------------------
    Note
    1) Timothy Egan, «Newly bankrupt raking in piles of credit offers», New York Times, 11 dicembre 2005. I debiti finora cancellabili sono quelli «uninsured», ossia non coperti da un bene patrimoniale: non dunque i mutui («insured», ossia garantiti dall'immobile) ma i debiti al consumo, da carta di credito.





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