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Discussione: Sulla Riforma del Tfr

  1. #1
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    Predefinito Sulla Riforma del Tfr

    Dal 2008 entrerà in vigore la riforma del tfr. Chi vorrà potrà destinare a un fondo pensionistico la sua liquidazione e se starà zitto la somma sarà utilizzata in questo modo. Ci sono un paio d'anni durante i quali le assicurazioni (mediolanum su tutte) si metteranno a posto per poter offrire i prodotti buoni per essere venduti.

    Ci dicono continuamente che l'Inps è in rovina e che non potrà garantire nelle pensioni del futuro niente di più che il 40% dello stipendio. Ci dicono che bisogna fare quella integrativa, i geni della politica, per garantire un altro 20%circa e arrivare a una pensione decente.
    Così ci chiedono di mettere il TFR nella pensione futura. Ok?
    A me viene una domanda piuttosto ingenua

    PERCHE' DEVO DARE IL MIO TFR A UN FONDO PRIVATO E NON POSSO DARLO ALL'INPS DIRETTAMENTE?????

    Un qualsivoglia fondo privato ha due caratteristiche:
    1- Costi di gestione di circa 5 volte superiore all'INPS (tutto a carico del lavoratore)
    2- E' regolato ovviamente da diritto privato, investe sui mercati ed è a rischio fallimento.

    CAZZO, MA DOVREI AFFIDARGLI LA MIA PENSIONE!!!!!!!

  2. #2
    morena
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    macche' mediolanum su tutte! si stanno dando tutti un gran da fare ad offrire i loro pacchetti! In azienda da me sono già passate 4/5 compagnie con opuscoli informativi da consegnare ai dipendenti proprio in vista di questo passaggio!

  3. #3
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    Citazione Originariamente Scritto da morena
    macche' mediolanum su tutte! si stanno dando tutti un gran da fare ad offrire i loro pacchetti! In azienda da me sono già passate 4/5 compagnie con opuscoli informativi da consegnare ai dipendenti proprio in vista di questo passaggio!
    Una mia amica segretaria mi ha detto la stessa cosa, ma che la maggior parte delle e-mail pubblicitarie erano Mediolanum. Non è comunque questo il punto, so che c'è anche l'Unipol che ha interessi in materia così come tante altre. Ma la politica con una riforma di questo tipo ne esce svilita, destra sinistra o centro che sia. Perchè non si danno i soldi all'Inps??? Sarebbe meno costoso e più sicuro per il lavoratore.

    La verità è che sindacati e partiti puntano sull'integrativa per accaparrarsi l'appoggio di qualche banca. Ormai la politica sta sempre più diventando strumento del capitale per amministrare il potere, punto e basta...
    Una volta il politico cercava il compromesso tra gli interessi dei lavoratori e quelli dei padroni, più o meno cercava una scelta che fosse accettabile per entrambi. C'era un forte partito comunista che era voce più o meno distorta del mondo del lavoro... Oggi non c'è più nessuno, il lavoratore è solo e ci stanno rubando qualsiasi voce.
    Scusate, questa domanda non mi si cava dalla testa
    PERCHE' IL TFR NON POSSIAMO DARLO ALL'INPS????

  4. #4
    morena
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    boh io non ho visto neppure l'ombra di mediolanum! dipenderà dalle zone!

  5. #5
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    cmq. è l'ennesima truffa di stato a danno di chi lavora,è la legalizzazione dell'indebita appropriazione del tfr.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da alfonso
    cmq. è l'ennesima truffa di stato a danno di chi lavora,è la legalizzazione dell'indebita appropriazione del tfr.
    è L'ENNESIMA RAPINA SULLA PELLE DEI DIPENDENTI CONSUMATO DAL CAPITALE E DAI SUOI SIKARI AL PARLAMENTO.......... I QUALI DOPO LA CASUTA DEL MURO DI BERLINO E HANNO SMESSO DI INDOSSARE MASWCHERE BENEVOLE E HANNO MESSA QUELLA DEL SOLITO PADRONE......
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
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    A cura dell’Ufficio Studi CUB

    Confederazione Unitaria di Base


    Pagare di più per avere di meno

    Con i fondi pensione cambia radicalmente il rapporto tra contributi previdenziali attualmente a carico delle imprese 73,0% e dei lavoratori 27,0%.

    Con i fondi pensione il contributo a carico del lavoratore sale intorno al 70% e si riduce al 30% la parte a carico dell’impresa, percentuali destinare a peggiorare ulteriormente per il lavoratore con il passaggio del Tfr ai fondi.

    Con la privatizzazione parziale del sistema previdenziale, si sono spalancate le porte a quanti puntano a ridurre i salari e spostare ulteriormente la distribuzione del reddito a favore dei profitti.

    Le ragioni della previdenza integrativa vanno ricercate in interessi politici ed economici di parte.

    Il mondo finanziario banche, assicurazioni, gestori puntano a contributi obbligatori e ad appropriarsi per intanto del TFR dei lavoratori ora gestito dalle imprese.

    I lavoratori vengono ripetutamente attaccati, con la politica dei bassi salari, con l’aumento dei prezzi e poi con peggiori pensioni. L’intero impianto della legge delega peggiora le condizioni dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, già duramente colpiti dalla stagnazione delle retribuzioni per più di dieci anni.

    Con i fondi pensione si trasferirà sui redditi da pensione l’instabilità dei sistemi finanziari mondiali con il riproporsi del rischio di fallimento in cui sono storicamente incorsi i fondi pensione di natura privata o semiprivata in occasione di crisi inflattive o crolli borsistici o di guerre.

    Eventi in tal senso si sono realizzati anche recentemente, i fondi nei paesi in cui sono in attività hanno subito dei veri tracolli compromettendo le pensioni di migliaia di lavoratori (PanAm- Enron ecc.).

    TABELLA RENDIMENTI del TFr e media rendimenti dei fondi pensione chiusi negli ultimi 5 anni - Dati Covip (febbraio 2005)


    Dal 31/12/1999

    Al 31/12/2004

    (5 anni)
    Dal 31/12/2000

    Al 31/12/2004

    (4 anni)
    Dal 31/12/2001

    al 31/12/2004

    (3 anni)
    Dal 31/12/2002

    al 31/12/2004

    (2 anni)
    Dal 31/12/2003

    al 31/12/2004

    (1 anno)

    Fondi pensioni negoziali
    9,2
    5,4
    6,0
    9,8
    4,5

    TFR
    15,8
    11,9
    8,7
    5,4
    2,5

    Differenza fondi/tfr
    -6,6
    -6,5
    -2,7
    +4,4
    +2


    Governo e Confindustria mentono sullo stato delle pensioni pubbliche.

    la spesa pensionistica (compresa la copertura tfr che vale 1,5% sul Pil) rappresenta il 12,6% del Pil
    due punti percentuali di tale spesa non vengono neanche visti dai pensionati in quanto diventano entrate dello stato per effetto del prelievo fiscale. La differente imposizione fiscale spiega da sola una spesa aggiuntiva di 1,6 punti di pil rispetto alla Germania e di 2,6 punti rispetto all’Inghilterra e agli Usa.
    sulla spesa pensionistica gravano oneri, ancora oggi, di natura assistenziale e di ammortizzazione sociale non a carico dalla fiscalità generale es. l’integrazione al minino dei trattamenti che vale più del 1,3% del Pil.
    l’area esente da tassazione per i pensionati è fissata a 7000 euro/anno e per i lavoratori dipendenti a 7500 euro/anno il che determina una maggior tassazione delle pensioni di 110 euro annui a parità di salario.
    la precarizzazione dei rapporti di lavoro consente alle imprese di sostituire i lavoratori a contribuzione piena con lavoratori a contribuzione ridotta.
    Le ultime vicende confermano clamorosamente che la linea dei continui cedimenti da parte dei vertici confederali di cgil-cisl-uil alla linea neoliberista del padronato e del governo non fa’ altro che spianare la strada ai continui tentativi di scaricare sui pensionati e sui lavoratori i costi del mal governo e di tangentopoli, dopo aver ripetutamente sostenuto che le cure da cavallo propinate al sistema pensionistico pubblico avrebbero permesso la sopravivenza di quel sistema.

    Un vero e proprio saccheggio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori.
    Per decenni quando cgil-cisl-uil e Confindustria amministravano l’Inps, si è operato un vero e proprio saccheggio dei contributi versati dai lavoratori dipendenti, senza questo l’Inps avrebbe oggi un patrimonio attivo di alcune centinaia di migliaia di miliardi di lire (alcune migliaia di miliardi di euro).

    I contributi pensionistici versati dei lavoratori dipendenti sono stati utilizzati per interventi (sgravi contributivi alle imprese, pensioni dei lavoratori autonomi, l’integrazione al minimo, pensioni sociali ecc.) che dovevano essere a carico della fiscalità generale.

    Cgil, Cisl e Uil hanno difeso la riforma delle pensioni del ’95, appoggiata dal centro sinistra, che ha prodotto la più grave devastazione del sistema previdenziale pubblico soprattutto attraverso la rottura dell’unità dei lavoratori con l’introduzione del sistema contributivo per chi aveva meno di 18 anni di contributi nel ’95 e la stabilizzazione della spesa pensionistica nel rapporto con il prodotto interno lordo con verifiche periodiche sugli effetti dei “risparmi”.

    La stabilizzazione della spesa pensionistica nel rapporto con il Pil determina un importo della pensione tanto più basso quanto maggiore è la speranza di vita al momento del pensionamento e in relazione all’ aumento del numero dei pensionati.

    Il rapporto tra pensionati e occupati
    Un argomento usato a sproposito per sostenere l’inevitabilità dei tagli alle pensioni è quello che è aumentata l’aspettativa di vita, come se fosse una colpa, e che il rapporto numerico tra lavoratori attivi e pensionati peggiora, tutto vero quello che è falsa è la ricetta proposta per affrontare i problemi che oggi si pongono per il sistema pensionistico pubblico. Alcune considerazioni che si possono fare:

    1. Aumenta l’età media di aspettativa di vita, 74 anni oggi per gli uomini che aumenteranno di 5 anni al 2050, ma l’aspettativa media di vita non è uguale per tutti (lavoratori o ricchi) si tratta della solita media del pollo.

    2. Occupati - Non c’è riduzione nel numero di coloro che sono disponibili al lavoro che potrebbero contribuire a migliorare il bilancio degli enti previdenziali, per non parlare del contributo miserevole che spesso sono costretti a dare due milioni di precari, non è solo questione dell’elevato livello della disoccupazione, ma anche delle attività ridicole che sono messe in moto da buona parte dei nuovi occupati, ma anche se cosi non fosse è pacifico che la misura della produttività sociale non dipende dal numero delle braccia.

    3. Produttività del lavoro, la diminuzione del numero degli occupati rispetto al numero dei pensionati è largamente compensata dall’aumento della produttività del lavoro che da anni finisce nelle tasche dei padroni.

    Il progetto della CUB per battere Governo, Confindustria e il liberismo che sta alla base delle scelte di cgil-cisl-uil:

    L’aumento delle pensioni in essere per garantire il diritto ad una vita dignitosa a tutti (4 milioni di pensionati e invalidi percepiscono 402 euro mensili e 7.254.366 non raggiungono i 516 euro)

    L’aggancio delle pensioni all’andamento reale dei prezzi e alla dinamica salariale

    Il ripristino del calcolo retributivo per tutti per garantire continuità dei trattamenti salariali in godimento all’atto del pensionamento e ripristinare la solidarietà intergenerazionale.

    Mantenimento delle pensioni di anzianità e rafforzamento delle misure a sostegno dei lavoratori precoci, dei lavori usuranti e dei lavoratori esposti all’amianto.

    Piena disponibilità per i lavoratori del TFR con riduzione del prelievo fiscale, la costituzione di un Fondo pubblico presso l’INPS che assicuri ai lavoratori gli attuali criteri di utilizzo e di rivalutazione del proprio tfr e all’Ente un impiego più redditizio delle risorse accantonate con evidenti benefici per il sistema previdenziale pubblico

    Un nuovo modello di finanziamento del sistema previdenziale pubblico basato anche sulla ricchezza che l’intero sistema crea.

    Aumento e graduale parificazione dei contributi previdenziali per i co.co.co. artigiani e autonomi a quelli del lavoro dipendente. Copertura contributiva adeguata per tutti, anche nei periodi di precariato.

    Esentare le pensioni dalle trattenute fiscali a partire dalle fasce di reddito meno elevate

    Rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza ponendo fine ad un uso improprio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti.

    Attuare concretamente la lotta all’elusione e all’evasione contributiva (30 mld annui di euro) rafforzando gli organici dei ruoli ispettivi.

    Favorire una sostanziale omogeneità di trattamento per i dipendenti pubblici ai quali è applicato il rapporto di lavoro privato solo quando fa comodo;

    In questi decenni si sono affermate idee e proposte assurde sul sistema pensionistico pubblico e si sono attuati tagli che non solo non sarebbero necessari, ma che contrastano con il mantenimento del livello di vita dei pensionati, con queste idee non solo si è determinato un impoverimento dei pensionati, ma un impoverimento nel quale siamo coinvolti tutti. Ogni taglio imposto ai pensionati non fa altro che ridurre il lavoro necessario.

    E’ infatti evidente che se il reddito degli stessi lavoratori dipende in parte dalla spesa degli anziani, con la cancellazione di questa spesa si cancella quel reddito, ciò vale ancor di più per i redditi futuri.

    Un fenomeno sul quale vale la pena riflettere per le implicazioni riguardanti il modello di società che produce e la sua sostenibilità sul piano delle caratteristiche che imprime allo sviluppo economico oltre che dei valori di civiltà ad esso intrinseco.

    E’ quindi indiscutibile che i lavoratori tutelando i pensionati, tutelano al tempo stesso se stessi, nel senso di garantire la conservazione del loro posto di lavoro, oltre che i trattamenti pensionistici attesi anche le condizioni dell’esistenza dei loro figli e nipoti.


    Scippo del Tfr: rinvio al 2008 una decisione non negativa per i lavoratori.

    Continuare nell’iniziativa per il definitivo affossamento dello scippo del tfr e per il rilancio della previdenza pubblica.

    Secondo la legge delega approvata giovedì 24-11-05 dal consiglio dei ministri lo scippo del Tfr viene rinviato al 2008 e al 2009 per le aziende sotto i 20 dipendenti. Pertanto dal 1-1 al 30-6 2008 decorreranno i 6 mesi nei quali sarà operativo il silenzio assenso, ossia il periodo nel quale i lavoratori potranno esprimere la propria contrarietà allo scippo, chi non esprimerà la contrarietà si vedrà scippare automaticamente il tfr a favore dei fondi chiusi gestiti da cgil-cisl-uil e padroni. Per le aziende sotto ì 20 dipendenti i 6 mesi decorreranno dal 1 gennaio 2009.

    Cub ritiene che le cause che hanno provocato la decisione del rinvio siano diverse, da un lato ha sicuramente pesato la forte ostilità esistente tra i lavoratori allo scippo del tfr , la riuscita dello sciopero generale e della manifestazione indetta dalla Cub e da altre organizzazioni sindacali di base il 21 ottobre scorso e l’esigenza da parte del governo di evitare che l’opposizione allo scippo del tfr potesse condizionare l’esito della campagna elettorale, dall’altro lato ha pesato lo scontro tra quanti vogliono mettere le mani sul malloppo del tfr (Fondi chiusi gestiti da cgil-cisl-uil e padroni, Fondi aperti gestiti dalle banche e assicurazioni, le polizze assicurative).

    Il rinvio se non è il ritiro del provvedimento richiesto da sempre dalla Cub è sicuramente una decisione non negativa per i lavoratori che rischiavano di vedersi mettere, nei prossimi mesi, le mani in tasca con lo scippo del tfr.

    Cub continuerà nella propria iniziativa di mobilitazione perché sia definitivamente accantonato lo scippo del tfr e per il rilancio della previdenza pubblica.

    L’iniziativa si concretizzerà in tutti i luoghi di lavoro a partire dai prossimi giorni anche alla luce del fatto che il pericolo dello scippo del tfr e dell’ ulteriore ridimensionamento del previdenza pubblica è ancora forte visto che cgil-cisl-uil hanno chiamato i lavoratori a scioperare contro il rinvio deciso dal governo e che quasi tutti gli esponenti dell’unione si sono espressi ha favore dei fondi pensione e dello scippo del tfr.

    Confederazione Unitaria di Base

  8. #8
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    Predefinito Pochi semplici conti

    Ci sono troppe cose che in Italia non vengono mai dette.
    Ma non importa, bastano pochi semplici conti perchè ognuno possa rendersene conto da solo.
    Ho preso in eseme il caso di un operaio, che lavori 40 anni con uno stipendio medio (Netto) di 1000 Euro (Valore attualizzato per rendere confrontabili i numeri sui 40 anni)
    Bene ora occorre solo un dato, Basta sapere che i contributi versati (dal lavoratore + il datore di lavoro) raggiungono il 58 % della retribuzione netta (Valore medio fornito dall' INPS)

    Bene, con un semplice calcolo effettuato con Excle, si scopre che al termine dei 40 anni di lavoro, il valore dei contributi versati, ipotizzando un tasso d'interesse del 1.5 % (I buoni postali forniscono qualche cosa di più), raggiunge i 377000 Euro !!!!

    Ora sempre con semplicissimi calcoili si scopre che tale cifra sarebbe sufficiente ad assicurare una rendita mensile (Lorda) superiore ai 1100Euro al mese per 35 anni.

    Ma L'INPS oggi allo stesso lavoratore riconoscerebbe una pensione di poco superiore ai 500 Euro.
    La domanda pare scontata. Perchè ?.
    La risposta altrettanto scontata.
    Perchè l'INPS negli anni ha sperperato i contributi versati da milioni di lavoratori, pagando pensioni assistenziali, pagando la cassa integrazione, pagando i prepensionamenti.

    E qualcuno si chiede ancora perchè i fondi pensione debbano essere affidati ai privati e non all'INPS ?
    Se il TFR fosse versato all'INPS farebbe la fine degli attuali contributi, verrebbe ingoiato da una voragine senza fondo.

  9. #9
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Ci sono troppe cose che in Italia non vengono mai dette.
    Ma non importa, bastano pochi semplici conti perchè ognuno possa rendersene conto da solo.
    Ho preso in eseme il caso di un operaio, che lavori 40 anni con uno stipendio medio (Netto) di 1000 Euro (Valore attualizzato per rendere confrontabili i numeri sui 40 anni)
    Bene ora occorre solo un dato, Basta sapere che i contributi versati (dal lavoratore + il datore di lavoro) raggiungono il 58 % della retribuzione netta (Valore medio fornito dall' INPS)

    Bene, con un semplice calcolo effettuato con Excle, si scopre che al termine dei 40 anni di lavoro, il valore dei contributi versati, ipotizzando un tasso d'interesse del 1.5 % (I buoni postali forniscono qualche cosa di più), raggiunge i 377000 Euro !!!!

    Ora sempre con semplicissimi calcoili si scopre che tale cifra sarebbe sufficiente ad assicurare una rendita mensile (Lorda) superiore ai 1100Euro al mese per 35 anni.

    Ma L'INPS oggi allo stesso lavoratore riconoscerebbe una pensione di poco superiore ai 500 Euro.
    La domanda pare scontata. Perchè ?.
    La risposta altrettanto scontata.
    Perchè l'INPS negli anni ha sperperato i contributi versati da milioni di lavoratori, pagando pensioni assistenziali, pagando la cassa integrazione, pagando i prepensionamenti.

    E qualcuno si chiede ancora perchè i fondi pensione debbano essere affidati ai privati e non all'INPS ?
    Se il TFR fosse versato all'INPS farebbe la fine degli attuali contributi, verrebbe ingoiato da una voragine senza fondo.
    Queste Sono leggende metropolitane. E' chiara l'intenzione precisa dei governanti di affondare l'inps per dare spazio ai privati. Ma quale pozzo senza fondo? da anni ormai l'inps ha i conti in pareggio, dalla riforma dini almeno. L'assistenzialismo anni '80 è stato fatto per volontà politica precisa, dobbiamo pagare quelle pensioni rubate ma cose del genere non accadono più come regola da un pezzo.
    Quando Berlusconi parlava della decontribuzione per i nuovi assunti lo diceva per un motivo. L'inps allora aveva risposto che i conti sarebbero andati a puttane, ma la cosa non preoccupava molto Berlusconi. Poi la legge saltò per fortuna.
    Oggi accusare di malgestione l'inps è una moda,quando i costi di gestione per il suo mantenimento sono invece circa 5 volte in meno che i fondi privati.

  10. #10
    morena
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    Predefinito

    MA QUANTE STORIE!! se non volete rischiare lasciate i vostri soldi dove sono!! sarà piu' contento il vostro datore di lavoro

 

 
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