
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Siamo controrivoluzionari. Lo siamo dentro, sin nel midollo. Guardiamo con disgusto ai sovvertimenti caotici e disordinati, ai rapidi stravolgimenti, al progresso che non tiene conto delle tradizioni, de "tesoro" lasciatoci in eredità dai nostri padri. Rispetto all'Ottantanove della Rivoluzione Francese, ci poniamo in assoluta e accanita antitesi. Il 14 Luglio è una data infausta, "che non doveva venire", simbolo dell'inizio degli orrori, delle mostruosità predicate dai filosofi, e di una tragedia: quella della Vandea, che rappresenta però allo stesso tempo una epopea, una Reazione vigorosa e ammantata di coraggio e virtù cristiana, nei confronti degli empi stermini rivoluzionari.
I conservatori possono dividersi su molte questioni, e separarsi nei casi estremi fra reazionari passatisti e liberali avanzati. Ma queste sono le ali, mentre noi siamo il centro, l'equilibrio, che non rinnega la propria storia: la Controrivoluzione Vandeana per noi resta un simbolo imperituro di lotta e sacrificio, un mito che trapassa i secoli e giunge fino a noi, intatto. I contadini della Vandea, che all'apparenza dovevano essere i destinatari del messaggio rivoluzionario, per liberarsi dalle "catene dell'oppressione" realista e aristocratica, furono i primi a ribellarsi alle sciagurate decisioni parigine, ai calendari rinnovati, al culto della Dea Ragione, al finto Albero della Libertà, alla politica di sottomissione del clero, di distruzione degli altari, di profanazione delle sacre reliquie.
La Rivoluzione tentò di sconvolgere e annientare la fede plurimillenaria di un popolo, ma trovò una reazione efficace, tenace, sempre pronta a risorgere, in nome della Tradizione, della Cristiana religione, dell'Ordine divino, della Legge naturale. Poi vennero il socialismo ed il comunismo ateo, le manifestazioni più bieche ed aborrite della Rivoluzione. Marx profetizzò la fine della nostra società, la fine delle leggi, dello stato, della persona come individuo; predicò l'eguaglianza assoluta, la felicità terrena per i diseredati, i deboli, gli oppressi. Ma nonostante qualche successo iniziale, la sua teoria alla prova dei fatti fallì miseramente. La Fede non si può eliminare, cancellare, annullare. Dio ritorna sempre, immancabilmente. Il corso della Storia non è dunque un percorso trionfale della Rivoluzione, bensì una lotta in cui proprio la Rivoluzione, apparentemente imperante, è destinata a crollare, ad essere riposta nella spazzatura, bollata come bizzarra parentesi di cui un giorno nessuno si ricorderà più.
Il nostro conservatorismo non è semplice ritorno al passato, non è mera nostalgia, ma Controrivoluzione applicata nello spirito e nella pratica, che ha come obbiettivo finale il bene comune per l'uomo del presente. Noi conserviamo ciò che di buono c'è oggi nella società, non escludiamo l'innovazione quando necessaria, ma senza dimenticare i preziosi insegnamenti di chi è venuto prima di noi, la saggezza di chi ci ha preceduti su questa terra. L'eredità dei padri è un tesoro che va preservato dal progresso fine a se stesso, da un'onda rivoluzionaria che si fa distruttiva e letale, dalle forme nichiliste che spezzano l'identità dell'uomo e lo riducono a oggetto freddo e sterile. Noi siamo controrivoluzionari, la Vandea è la nostra stella polare, e mai nessuno potrà toglierci la nostra storia, la nostra identità, le nostre tradizioni, chè sì furono care agli avi.