Prosegue la battaglia sulle spiagge
Continuano gli scontri razziali sulle celebri spiagge di Sydney tra surfisti e giovani mediorentali che ogni weekend invadono le coste causando disordini e molestie. La seconda notte di tafferugli parla di altri 7 feriti, 11 arresti e decine di auto sfasciate con spranghe di ferro e mazze da baseball. La battaglia per il lungo tratto di spiaggia, culla delle tribù del surf, era iniziata domenica mattina.
Nonostante la massiccia presenza delle forze dell'ordine, che per l'occasione hanno stabilito una speciale unità di comando antisommossa attiva 24 ore su 24, bande di giovani provenienti dai quartieri ovest della metropoli sono scesi di nuovo ad est attaccando a caso passanti, negozi e danneggiando decine di veicoli. I primi scontri tra surfisti e bagnanti decisi a "difendere" il proprio territorio e i giovani mediorientali erano scoppiati sul litorale di Cronulla dopo un attacco a due bagnini volontari.
Nella prima battaglia sulle spiagge di Sydney oltre 20 persone erano rimaste ferite e 12 arrestate durante il giorno, ma di sera la violenza si era allargata alle spiagge vicine scatenando una vera e propria caccia all'arabo. Stando a quanto riferito dalla polizia, si attendono nuovi scontri, specie nel prossimo weekend. Su entrambi i fronti in lotta sono già in circolazione centinaia di sms che lanciano nuove dichiarazioni di guerra. Sui tetti dei quartieri del lungomare intanto gli agenti speciali australiani hanno scoperto decine di bottiglie molotov e casse di pietra pronti ad essere lanciati nel corso di nuovi scontri.




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