Certe volte mi domando se Romano Prodi ci fa o ci è.
Qualche tempo fa incorse nell'incidente di denigrare i salotti della capitale, e si beccò una valanga di proteste e di insulti dal centrodestra (oltre alla doverosa reprimenda del sindaco Veltroni), che non vide l'ora di strumentalizzare e ingigantire le sue dichiarazioni a scopo elettorale.
La città fu letteralmente tappezzata da manifesti col suo faccione che diceva "Io a Roma? Mai." e sotto: "e chi te ce vòle!!"; oppure "Prodi: l'unico Romano che disprezza Roma".
Aennini e forzisti si sono divertiti e sbizzarriti ad additare il Professore all'insegna del più bieco campanilismo, senza andare troppo per il sottile, sebbene gli argomenti del bolognese fossero limitati ad una certa sfera salottiera e lobbistica piuttosto malsana e compromettente.
Comunque, il passo falso avrebbe dovuto insegnargli che in campagna elettorale non si fanno sconti, e ogni arma può essere usata per raggranellare voti, specie in una città che conta quasi cinque milioni di elettori.
Beh, il Professore ci ricasca. Insiste, riscivola sulla stessa buccia di banana.
Che dire? Non c'è niente da dire, certa cocciuta improntitudine si commenta da sola....




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