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Rif: €polonia2014
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Originariamente Scritto da
Lucas86
Il motivo è che sono usciti da una unione dittatoriale, l'URSS, da cui sono rimasti traumatizzati. Avendo riacquisito l'indipendenza da poco è normale che siano restii ad un ente come l'UE che gli ricorda il pre-89, da questo punto di vista sono comprensibili le storie antieuropeiste della Polonia (che nell'ultimo secolo è stata sfruttata prima dai tedeschi e poi dai russi).
Proprio per questo l'allargamento ai paesi dell'Est è stato un disastro, avremmo dovuto farlo solo un paio di decenni dopo. Un errore grossolano che pagheremo ancora per diverso tempo, tenendo Lisbona per chissà quanto.
Ad ogni modo l'entrata di Varsavia nell'Euro dev'essere su basi prettamente economiche, non politiche o peggio ancora simboliche, altrimenti rischiamo di ripetere il caso Grecia.
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Originariamente Scritto da
Oli
Dopo le storie che hanno rotto con Lisbona non li farei entrare fino al 2020.
quoto, l'euro è una cosa seria.. è una moneta falsa e inflazionata quanto le altre "ma un po' meno di esse", ed è proprio per questo (che conta moltissimo) che bisogna evitare che diventi viziata da politiche di bilancio lassiste, sapendo che anche pochi errori possono fare il danno di tutti
tuttavia non è da sottovalutare il fatto che sia pure se rallentano l'unione i paesi dell'est rafforzano il taglio liberale delle sue politiche economiche
sono ancora convinto che Europa significhi prima di tutto che il meglio diviene copiabile nel proprio dagli altri paesi in modo virtuoso e favorevole per tutti, ed è per questo che ero a favore della Direttiva Bolkenstein prima versione
la burocrazia asfissiante di bruxelles, se non temperata da un po' di remore nazionali potrebbe degenerare in taluni ambiti, e non vedo dunque affatto male che ci siano polemiche, ma l'Europa deve sapere dire di no a chi entra solo per blindarsi dai vicini russi e poi scaricare sull'euro le proprie tensioni finanziarie!
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Rif: €polonia2014
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Originariamente Scritto da
Lucas86
Il motivo è che sono usciti da una unione dittatoriale, l'URSS, da cui sono rimasti traumatizzati. Avendo riacquisito l'indipendenza da poco è normale che siano restii ad un ente come l'UE che gli ricorda il pre-89, da questo punto di vista sono comprensibili le storie antieuropeiste della Polonia (che nell'ultimo secolo è stata sfruttata prima dai tedeschi e poi dai russi).
Proprio per questo l'allargamento ai paesi dell'Est è stato un disastro, avremmo dovuto farlo solo un paio di decenni dopo. Un errore grossolano che pagheremo ancora per diverso tempo, tenendo Lisbona per chissà quanto.
Ad ogni modo l'entrata di Varsavia nell'Euro dev'essere su basi prettamente economiche, non politiche o peggio ancora simboliche, altrimenti rischiamo di ripetere il caso Grecia.
Ma nessuno ha coattamente introdotto la Polonia in UE, son venuti loro.
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Rif: €polonia2014
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ART
Si, cesant, meno male che te ne rendi conto.
Non so perchè ma pare che tu non riesca proprio a capire che le conseguenze delle forzature su questioni talmente importanti come gli allargamenti o l'adozione dell'euro hanno conseguenze disastrose sullo stato di compattezza dell'UE. Sarà che non te ne frega niente di quest'ultimo aspetto, opinione come un'altra, ma tieni presente il detto: "Chi troppo vuole nulla stringe". Noi, continuando di questo passo, siamo sulla buona strada per realizzare quel detto.
Art scusami, ma se dobbiamo fare un ragionamento puramente economico allora sarebbe opportuno prendere in considerazione anche il costo della mancata adozione dell'€ di paesi come Polonia (o paesi dell'est in genere).
Questa crisi finanziaria ha dimostrato, se posso dire, quanto sia debole la pura economia se non accompagnata anche da "gesti" politici che magari non rafforzano l'economia (anzi possono essere un costo inutile) ma che possono generare sviluppi positivi in "periodi storici" ben più lunghi. Come per dire: oggi dopo 2000 anni paghiamo ancora le conseguenze di una mancata invasione delle terre oltre il Reno in quanto economicamente non vantaggioso (la seconda guerra mondiale ne è stato l'ultimo atto concreto) mentre portiamo ancora beneficio del saliente in Dacia anche se non era all'epoca cosa economicamente vantaggiosa... tutto qui
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Rif: €polonia2014
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Originariamente Scritto da
cesant
Art scusami, ma se dobbiamo fare un ragionamento puramente economico allora sarebbe opportuno prendere in considerazione anche il costo della mancata adozione dell'€ di paesi come Polonia (o paesi dell'est in genere).
Nessun costo del non-ingresso di stati nell'UME potrà mai superare il costo del rischio di far entrare nell'UME (non parliamo di cazzatelle ma del sistema monetario europeo con i suoi rigidi vincoli e immediate reciproche ripercussioni) stati che non sono in grado di reggere l'adozione dell'euro entro i limiti di sicurezza. Stiamo facendo già TROPPI azzardi e casini, ci mamca di andare a farli anche in una delle pochissime istituzioni europee che funzionano alla perfezione.