MILANO - Due verbali - uno porta la data del 7 ottobre, l'altro del 3 novembre - aprono uno squarcio sulla fitta rete di politici che negli anni ha sostenuto Gianpiero Fiorani nella sua parabola di banchiere di serie A. A parlare è Donato Patrini, regional manager della Bpl per la Toscana, già fiduciario di Fiorani. Dalla ricostruzione emergono le peripezie affrontate dall'ex numero uno della banca nel tentativo di conquistare il sindaco della sua amata Lodi. Fiorani appare come un imperatore che nomina il console di una provincia per lui strategica. O per lo meno che grazie alla sua influenza cerca di non farne eleggere uno a lui avverso.
È andata così nell'aprile 2000, quando all'interno della Casa della Libertà si doveva scegliere il candidato sindaco di Lodi. In ballottaggio ci sono due nomi, Ambrogio Sfondrini ed Ernesto Capra. Entrambi ex dirigenti della Popolare di Lodi, ma con una sostanziale differenza: il primo dei due era un acerrimo nemico di Fiorani, cosa non di poco conto. Il secondo no.....
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