Maurizio Blondet
15/12/2005
Mario Monti, ex-commisario europero alla concorrenza, nuovo acquisto della banca d'affari Goldman SachsGiorni fa, Gerard Schroeder è stato sepolto da una marea di critiche per aver accettato ora che non è più cancelliere di diventare capo del consiglio dei garanti del gasdotto del Baltico.
Questo gasdotto, che evita di passare attraverso la Polonia (ostile a Mosca) e salda un'alleanza strategica tra Berlino e Mosca, è stato voluto dallo stesso Schroeder in accordo con Putin.
«Conflitto d'interessi!», strillano i grandi media servili ai poteri forti.
Su Il Corriere del 13 dicembre, André Glucksmann strilla «la Gazprom si compra l'Europa!» (1)
e si scatena in un disgustoso attacco contro l'ex Cancelliere.
«Schroeder ha preso la bustarella per i servizi resi a Putin», per dare libero sfogo al dispetto con cui la nota lobby likudista vede l'asse russo-tedesco.
«Politicamente, è una mascalzonata ed è la sola motivazione: scavalcando Polonia, Ucraina, Paesi Baltici, Putin li punisce»: evidentemente la lobby voleva che Putin continuasse a pagare royalty ai suoi nemici.
E sperava in Angela Merkel per cancellare l'oleodotto che libera la Germania dalla dipendenza dal petrolio medio-orientale, ossia dai voleri israelo-americani.
«Ma Putin ha anticipato la firma del contratto, ed ora la Merkel ha le mani legate», sbava Glucksmann (2).



Urla e strepiti per il «conflitto d'interessi» di Schroeder, pesanti allusioni alla sua disonestà.
Frattanto arriva un'altra notizia, accolta con rispettoso silenzio dalla stampa asservita.
Mario Monti, l'uomo-Fiat che è stato commissario europeo alla concorrenza, come Schroeder ha trovato un impiego nel privato.
Se lo è «comprato» la Goldman Sachs - prima banca d'affari della nota lobby - per uno stipendio «che non è stato reso noto», ma che non è sbagliato ritenere miliardario (3).
I giornali britannici ricordano che Mario Monti «è celebrato per la sua dedizione nell'aprire i mercati europei alla competizione» (ossia per i servizi che ha reso alla globalizzazione), per aver «combattuto Francia e Germania» (la «vecchia Europa» odiata da Sharon) e «per aver rifiutato l'offerta del premier Berlusconi che lo voleva ministro delle Finanze nel 2004».
Per contro, è noto che Mario Monti «diventerà ministro nel futuro governo Prodi».



Anche Prodi consulente della Goldman Sachs fino all'altro ieri, ed oggi finanziato dalla banca d'affari per la sua campagna elettorale.
A quel che pare, a pagare Prodi è Linda Costamagna, una privata signora che per caso è moglie di Claudio Costamagna, gran capo della Goldman Sachs per l'Europa.
Varrà la pena di ricordare che la Goldman fu tra le capofila delle banche usurarie che vennero, a bordo del Britannia, lo yacht della regina d'Inghilterra, a imporre i loro metodi per la privatizzazione dei gioielli dell'IRI.
A quell'epoca salì sullo yacht anche Mario Draghi.
E anche lui oggi è alla Goldman Sachs.
I banchieri anglo-israeliti fecero allora grandi affari, e se ne ripromettono ancor più dal prossimo centro-sinistra al governo.
Ecco perché Il Corriere strilla che Schroeder ha un «conflitto d'interessi» per i suoi accordi con Putin, e tace sul conflitto d'interessi enorme, passato e futuro, di Mario Monti alla Goldman Sachs.
E' la legge talmudica in atto: due pesi e due misure.

Maurizio Blondet




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Note
1) «Germania svegliati! Il tuo Cancelliere di ieri diventa senza pudore il capo del consiglio di sorveglianza dell'oleodotto Gazprom del Baltico. La nomina scoppia come una bomba nelle teste e apre gli occhi agli increduli. 'Il Cancelliere svenduto in saldo?'.
Enorme farsa! Ma lavoro interessante, del resto defiscalizzato in Svizzera. La reciproca passione di Schröder e Putin assume un nuovo aspetto. Nessuno ignora che, senza tale passione, lo scandaloso contratto non sarebbe stato concluso. Nessuno ignora che, senza Putin, Schröder non prenderebbe il bakchich, la bustarella per i servigi resi. Non si dà niente per niente.
Il nostro compare, onore reso al suo rango passato, controllerà il capo di una filiale della Dresdner Bank, Mathias Warnig, spia della Stasi quando Putin lavorava in Germania per il KGB. Chi si assomiglia si accoppia. Avevo preannunciato l'immenso potere di corruzione della Russia di Putin. Pochi mi credettero. Adesso ci siamo. Ed è solo un inizio. L'affaire ha la sua importanza. Una settimana prima delle elezioni che segnavano la prevedibile fine di Schröeder, Putin si è precipitato a Berlino. Ha anticipato la firma del contratto (8/9/2005) le cui cerimonie erano previste per novembre, cioè dopo le legislative. 'Pacta sunt servanda'.
Le mani di Angela Merkel sono legate. Prima che fosse troppo tardi, il Cancelliere uscente ha venduto la Germania ai voleri del Cremlino, che ormai controlla la sua energia e spera di controllare ancora la sua politica. L'oleodotto sottomarino contraddice la razionalità economica. Costa miliardi di più che se passasse sul suolo, dove si potrebbe con un minimo di spesa raddoppiarne la capacità. Da un punto di vista ambientale, i rischi di incidenti sono importanti. Politicamente, è una mascalzonata ed è la sola motivazione: scavalcando Polonia, Ucraina, Paesi Baltici, Putin li punisce. Ne approfitta per triplicare ex abrupto il prezzo del petrolio consegnato all'Ucraina esangue e raddoppiare quello che esige dalla Georgia.
Il brutto colpo Schröder-Putin oltrepassa le questioni di soldi. Negli otto anni di regno dell'ex Cancelliere, i suoi servizi segreti hanno collaborato con quelli russi (l'FBS) in Cecenia. L'asse Parigi- Berlino-Mosca ha coperto l'abolizione delle libertà ottenute con Gorbaciov e con l'incostante Eltsin. Il ripristino della 'verticale del potere', cioè dell'autocrazia, la confisca dei mass media, la ripresa in mano dell'economia da parte dei prediletti del Cremlino, la carcerazione dell'oligarca recalcitrante Khodorkovski, la messa sotto tutela, addirittura la proibizione de facto delle Organizzazioni non governative internazionali, il soffocamento delle libertà pubbliche, non hanno dato fastidio allo Schröeder Cancelliere, così come i missili SS20 sovietici impiantati in terra tedesca-orientale non avevano turbato il giovane Gerhard pacifista.
A proposito del suo compagno russo, Schröeder non dice forse che 'Putin è un democratico puro'? E Chirac, tanto per rincarare la dose, che 'La Russia è in primo piano tra le democrazie per il dialogo delle culture e il rispetto dell'altro '? Ed ecco Putin mettere i puntini sulle i: 'la disgregazione dell' URSS è la catastrofe peggiore del XX secolo'. Le cose sono chiare. Non c'è ritegno nella corsa al profitto. Quando Chirac non guiderà più i destini della Francia, guiderà quelli di Gazprom-France?
Petrolio iracheno contro cibo, il traffico è stato appetitoso per molti intermediari occidentali. Petrolio russo contro sangue ceceno, contro l'avvenire dell'Ucraina, contro la prosperità della Polonia e dei Paesi Baltici: ecco, in denaro contante, quel che ne ricava un ex Cancelliere socialista»
2) Il gasdotto in questione unisce la cittadina russa di Babayevo alla tedesca Greifswald passando per 1200 chilometri sul fondo del mar Baltico: così evita di passare attraverso la Polonia, l'Ucraina o i Paesi Baltici, la «nuova Europa» alleata all'asse israelo-americano. Ostile a Mosca, la «nuova Europa» voleva però incassarne le royalty di passaggio e le forniture energetiche a prezzi di favore. Putin ha detto all'Ucraina che d'ora in poi, se lo vuole, deve pagarsi il petrolio russo ai prezzi mondiali. Che sono il triplo di quanto l'Ucraina paga attualmente, in base a vecchi accordi con Mosca.
3) Gary Parkinson, «Goldmans hires EU's Super Mario», Independent, 14 dicembre 2005.




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