User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Talking "Iran nazista!!!!" se lo dice Furia Colomba....

    La banalità del male
    di Furio Colombo

    Ha parlato il nuovo presidente dell’Iran, il capo di Stato che aveva esortato alla cancellazione dello Stato di Israele. Forse anche in quella occasione c’è stato chi ha pensato che un conto è annunciare intenzioni di aggressioni a Israele, e un altro conto è essere contro il popolo ebraico. Dopotutto, avranno detto e sostenuto alcuni, Israele è una potenza importante, e rientra nei fatti della vita che un’altra potenza importante si ponga il problema di contrastarla. Ho usato una versio e mite, ma sto cercando di mettermi nei panni di coloro che a tutti i costi cercano di separare nel punto sbagliato le componenti di ciò che essi definiscono «il problema di Israele a confronto col mondo arabo». Invece di distinguere tra governo e Paese (ovvero di criticare eventualmente le decisioni o l’atteggiamento di un governo, senza mettere in discussione la sopravvivenza e sicurezza di quello Stato) ti dicono che la giusta linea di demarcazione è tra Paese ed ebrei.

    Precisano che non hanno nulla contro gli ebrei, anzi (seguono indicazioni e prove di buoni sentimenti e buone relazioni). Ma considerano non solo la politica di Israele, ma la sua esistenza, una “occupazione” che inizia nel 1948, quando le Nazioni Unite (Unione Sovietica inclusa) ne hanno deciso la nascita, insieme a uno Stato arabo che, tragicamente, non si è mai voluto far nascere. Come sappiamo si tratta di una opinione diffusa nel nostro Paese, più che in ogni altro Paese europeo, a destra (ricordo ancora gli universitari del Msi in kefiah) come a sinistra, e persino tra coloro che, mentre si battono per la pace, considerano Israele, da solo, un problema per la pace.

    Ieri Mahmud Ahmadinejad ha parlato di nuovo e ha chiarito bene come si deve intendere il problema Israele. Si deve intendere legato ai problemi degli ebrei nel mondo. Essi non sono stati perseguitati, certo non in quel numero. Ma se gli europei insistono nel credere alla favola della Shoah, allora se li tengano questi ebrei, e diano loro come patria un po’ della loro terra, dove vogliono e come vogliono. Ma via dalla Palestina.

    L’affermazione è ovviamente grave dal punto di vista della politica internazionale e del precario equilibrio di ciò che resta della pace, minata dall’azione spaventosa del terrorismo e dalla guerra sbagliata in Iraq che, invece di combattere il terrorismo lo sta rinforzando.

    L’affermazione è grave per Israele, che dovrà raccogliere tutte le sue risorse per fronteggiare una dichiarazione che, data la potenza dello Stato presieduto da Ahmadinejad, non è fatta solo di parole.

    L’affermazione è grave per i Palestinesi, sbalzati fuori da ogni possibile progetto di pace a causa del vistoso incoraggiamento alle più violente e peggiori organizzazioni di terrore con questa visione tragica e ultimativa che dice: Israele non ha diritto di esistere, non ha mai avuto diritto di esistere, perché il Sionismo, più che una favola, è un imbroglio (dunque un complotto).

    Ma l’affermazione, nella sua tragica chiarezza, pone un problema drammatico per chi ritiene di poter continuare a distinguere tra Stato di Israele - su cui far pesare la condanna quasi in ogni circostanza di conflitto, in cui è sempre visto come l’unico agente e la sola causa, eliminando capitoli interi delle stragi di bombe umane - e il popolo ebraico, a cui si continua a confermare rispetto e solidarietà e anzi ripetendo che la Resistenza e l’antifascismo ne sono la prova, ma a patto di non sostenere Israele.

    Ahmadinejad precisa: non c’è Israele (lo Stato) senza una questione ebraica. La questione ebraica (uso l’espressione nazista, perché è la stessa che trapela dalla dichiarazione che stiamo esaminando) è una questione europea. La persecuzione è una invenzione, o almeno una grossolana esagerazione. In ogni caso se la vedano loro, e sgomberino al più presto le terre del mondo arabo.

    Questa brutale chiarezza, che elimina una infinità di contraddizioni intorno al rapporto verso Israele, non ci consola, perché scarica su Israele, sui Palestinesi, sul Medio Oriente, su tutti noi il peso di una minaccia gravissima. Suona come un folle ultimatum a un mondo che, in questo momento, è fuori equilibrio e povero di consenso, più incline alla tragedia che alla saggezza. Però rappresenta con lucidità, la stessa lucidità del nazismo, il senso di una visione: non ci può essere pace senza una soluzione finale.

    Ahmadinejad nega che una «soluzione finale» ci sia stata e invita a fare adesso ciò che, a suo tempo, è stato proclamato «per vittimismo» ma non è mai avvenuto. Il negazionismo trova la sua squallida voce al vertice di un grande, ricco e potente Paese del mondo, stringendo alla gola del mondo un nodo di angoscia. Infatti, non sarà tanto facile recuperare e negare, dopo affermazioni del genere.

    Ai più giovani vale la pena ricordare che il nazismo si è sempre divertito, mentre arrestava e deportava e sterminava, a inventare luoghi e nomi di Paesi sempre diversi (per esempio il Madagascar) in cui gli ebrei sarebbero stati mandati per farsi uno Stato. Ma c’è un altro fatto che sfugge quasi sempre a chi pensa a Israele come “occupazione”: tutti i Paesi arabi che confinano con Israele hanno una data di nascita che precede di pochi anni la decisione dell’Onu di stabilire, in una terra che non era Stato, due nuovi Stati, uno ebreo e uno palestinese. Purtroppo lo Stato palestinese è stato rifiutato, ma speriamo che nasca presto.

    Quanto a Israele, è il solo creato da una istituzione del mondo, in rappresentanza del mondo. Giordania, Libano, Siria, Iraq, Egitto, sono stati disegnati, fino ai dettagli dei confini, pochi anni prima, dal colonialismo usando frammenti dell’impero Ottomano, spostando popoli, forzando la sottomissione o il dominio di etnie su altre (per esempio sacrificando i Curdi), inventando dinastie e soffocando per decenni con la violenza ogni dissenso, o aspirazione nazionale.

    Ma solo Israele sembra avere creato scandalo e Ahmadinejad ne spiega la ragione. Il presidente iraniano ha ristabilito e reso di nuovo evidente il rapporto con il mondo e le ideologie con cui è nata la più grave tragedia del nostro mondo. Dice di volere la soluzione finale che - da negazionista - dichiara “un falso”. E apre una pagina paurosa nella storia contemporanea.




    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La proposta dell'ex direttore dell'Unità, Furio Colombo «Iran escluso dal Mondiale di calcio
    per punire quelle frasi naziste» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    ROMA — «Certo, invocare l’esclusione di una squadra da una competizione sportiva internazionale è doloroso, quasi imbarazzante...». Poi il tono della voce dell’ex direttore dell’Unità, Furio Colombo, fa capire che sta per arrivare un ma. «Ma non far partecipare la nazionale iraniana ai Mondiali di calcio in Germania mi sembra un passo utile e necessario per dare un segnale di fermezza, mentre troppe persone continuano a far finta di nulla».
    Lo sport, però, dovrebbe unire i popoli. I Mondiali di calcio non potrebbero essere un’occasione di dialogo?
    «C’è poco da affratellare e dialogare fin quando il presidente Ahmadinejad continua con i suoi macabri fraseggi. Le sua parole sono oggettivamente naziste, d i m o s t r a n o che il germe nazista ha viaggiato nel tempo e nello spazio. Tutto l’impianto delle sue dichiarazioni ci riporta a quel modo di sragionare, comprese le falsificazioni storiche sull’Olocausto, compreso il far finta di non sapere che Israele non è un’imposizione ma uno Stato circondato da Paesi nati quasi nello stesso periodo e in un territorio sottratto al colonialismo. Certo, se si procederà all’esclusione, bisognerà spiegarla bene».
    In che senso?
    «Questa decisione colpirebbe prima di tutto gli sfortunati calciatori della nazionale iraniana che probabilmente vorrebbero vivere pacificamente nella comunità internazionale, che probabilmente non la pensano come il loro presidente ma non possono certo dirlo per timore che accada qualcosa a loro, alla loro carriera, ai loro familiari. Ecco, bisognerà spiegare che l’esclusione non è contro la squadra, ma contro il presidente che malauguratamente rappresenta quello splendido Paese che noi tutti ammiriamo e che si chiama Iran».
    C’è un precedente, sempre nel calcio. Nel 1992 la nazionale jugoslava fu esclusa dagli Europei in Svezia. Quella scelta non cambiò certo il corso della storia e della guerra di Bosnia.
    «Non mi aspetto che l’esclusione dai Mondiali della nazionale iraniana possa cambiare la storia.Masarebbe un segnale, piccolo per carità, di netto rifiuto di questi atteggiamenti. E potrebbe essere anche un passo propedeutico verso decisioni più severe prese sempre dalla comunità internazionale ».
    La Fifa, la Federazione internazionale del calcio, come le Nazioni Unite?
    «Mah, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha già condannato le parole del presidente Ahmadinejad e sono certo che tornerà presto a farlo. Anche se le Nazioni Unite, purtroppo maltrattate dalla destra americana, sono ridotte in uno stato tale che possono far poco. Sto pensando all’Europa, piuttosto ».
    E cosa dovrebbe fare l’Europa.
    «Gli Stati Uniti con l’Iran non hanno rapporti commerciali. Il partner principale siamo proprio noi, l’Europa. E allora è qui che si potrebbe intervenire per richiamare il presidente iraniano».
    Pensa a un embargo?
    «Non so cosa si potrebbe fare in concreto, ma credo che l’Unione Europea si dovrebbe riunire al più presto per discutere il caso. Poi si possono prendere tante decisioni, le sanzioni possono essere diverse. Ma almeno si comincia a discutere e non si tira avanti come se nulla fosse».
    Lorenzo Salvia
    15 dicembre 2005


  3. #3
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Furia Colomba , dopo aver abbaiato per qualche anno sulle colonne dell'Unità,è tornata nella cuccia calda a leccarsi l'osso ...

 

 

Discussioni Simili

  1. Poi uno dice "Perché sei nazista?"
    Di DharmaRaja (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10-12-08, 00:38
  2. Iran testa "arma navale" con raggio di 300 km, dice stampa
    Di Vis et Honor nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 04-08-08, 11:52
  3. AHAHAH: Da L'Unità di Furia Colomba...
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-03-03, 16:23
  4. Furia Colomba contro la Lega!
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 16-10-02, 00:02
  5. Furia Colomba professoressa alla Columbia University
    Di Totila nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 30-08-02, 01:43

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226