Paolo Mieli ha scritto sul Corriere un articolo tutto volto a dimostrare come sia imparagonabile quanto sta accadendo oggi con tangentopoli. Ed il titolo era rassicurante, del tipo: tranquilli, tangentopoli non può ripetersi oggi elencandone meticolosamente le ragioni.
Davvero curioso (ed inquietante) non si evidenzi come quanto sta accdendo oggi sia assai peggio di tangentopoli, e questo non certo per responsabilità della magistratura (anzi dovremmo essere tutti grati a questa magistratura che nonostante tutte le mazzate e le delegittimazioni ricevute in questi anni "trasversalmente" è ancora vivace ed attenta e col senso del suo ruolo!) ma per la degenerazione sostanziale del sistema economico e politico di questo paese!
Anche perché in questo caso è scomparso l'alibi più potente che veniva addotto allora e che ancora recuperava un brandello di "politica", di legittimazione al furto, e cioè la NECESSITA' del finanziamento dei partiti ancora intesi come "raccordo" tra società e rappresentanza politica. Sapevamo tutti come questo rappresentasse un alibi per giustificare soprattutto arricchimenti personali tanto che il "moderno" e "innovatore" Craxi, tanto apprezzato dai vertici attuali diessini a scapito dell'"antiquato" Berlinguer che mise in guardia con lungimiranza sconcertante dalla degenerazione partitica, meglio nota come "questione morale", fu costretto (Craxi) ad affidare parte del proprio "tesoretto", sempre più incalzato dalle inchieste dei magistrati (tutte passate in giudicato che l'hanno costretto a farsi latitante, certo non esule come amava ripetere e come forse credeva lo stesso D'Alema egli fosse forse quando impegnò il governo italiano ad offrire alla famiglia un funerale di Stato che quest'ultima, dimostrando maggior dignità per fortuna di tutti rifiutò) ad un cameriere che ppensò bene di sperperarselo per goderselo per il mondo e che fu poi implicato nella strana morte di una contessa, riuscendone ad ereditare la splendida magione (una spiccata propensione dunque alla frequentazione di personaggi "con alte doti morali" da parte della sinistra moderna e "pragmatica"...).
Però, ripeto, l'alibi della salvaguardia del sistema dei partiti e del loro finanziamento anche con sistemi discutibili, ed il riferimento alla funzione che la stessa costituzione italiana gli aveva affidato resisteva tanto che ancora oggi quando si cita tangentopoli non si fa a meno (a chi ha interesse a farlo) ad associarla al sistema del finanziamento dei partiti ed al "costo" della poltica.
Ma oggi che i partiti hanno completamente smarrito quella funzione, che si sono ridotti a pura rappresentanza di interessi, che non rappresentano più quel "raccordo" con la società civile che la Costituzione gli affidava, si è "essenzializzata" anche la loro funzione soprattutto economica ed economicistica della società costretti come sono a questuare dalle banche le loro fonti di sopravvivenza e quindi necessitati ad "informarsi" come buttano scalate ed arrembaggi a questo o a quel potentato bancario (visto come l'assalto alla diligenza e la fonte dispensativa di tutti i poteri di queso paese)senza andare troppo per il sottile sui metodi e la legalità stessa di certe operazioni.
Del resto essendo scomparsa la funzione "costruttiva" delle tangenti alla politica (mazzette per assicurarsi un opera pubblica, un appalto, un buon ufficio per "fare" anche impresa) è impressionante leggere nelle deposizioni di Fiorani e dei suoi complici che certe operazioni erano destinate esclusivamente per "arricchimento" personale. Così come, giacché c'era, il presidente di Unipol, tutto impegnato (come direbbe benfy) ad allargare gli orizzonti angusti delle coop ovviamente per i nobili fini (e figurarsi se non era così trattandosi di coop rosse e di manager diessini) di ridurre il costo delle patate e dei fagiolini o il costo al metro quadro delle case, per nn perdere l'abitudine e la mano si guadagnava un milioncino e mezzo di euro da una sola operazione per metterselo in tasca esattamente come ha dichiarato Fiorani per conto suo per, appunto, "arricchimento personale". Scomparso dunque l'alibi tutto politico del furto, il riferimento al finanziamento della politica, della "funzione" tutto si riduce e si esemplifica all'"essenziale", l'arricchimento personale, appunto.
Pare che il massimo "progresso" che abbia potuto esprimere il politico "più intelligente" della sinistra, Massimo D'Alema, in alternativa alla razza padrona dei salotti buoni delle famiglie dell'economia italiiana assoggettate al potere economico delle banche sia stato quello di considerare (e favorire) i "capitani coraggiosi" del tutto sconosciuti, degli avventurieri senza né storia né radicamento sociale, senza né quattrini per scalare alcunché ma riuscendo incredibilmente a farlo lo stesso grazie al "gradimento" di chi governava in quel momento e, pare concertativamente (vista la tipologia trasversale agli schieramenti degli attuali protagonisti) anche di governa oggi. Capitani coraggiosi dunque che le banche, ma anche i loro clienti li hanno depredati, appunto per "arricchirsi" personalmente.
Insomma, non c'è che dire, un gran bel progresso!
E che tra i protagonisti (più o meno indiretti) costretti ad esprimere scuse ed alibi per giustificare l'ingiustificabile senza neanche esser più capaci di ritrovare il senso profondo della loro funzione ci siano i vertici di quello che fu considerato il più morale (o moralistico, a seconda dei punti di vista) partito della sinistra italiana, è il segno di una degenerazione irreversibile ed irrecuperabile della politica italiana. E a fronte di questo scempio risulta del tutto insignificante sapere quanto e come D'Alema o Fassino siano riusciti a sporcarsi più o meno "direttamente" in questa sporca storia!
Il peggio è già stato fatto e non resta che, ancora una volta, aspettare che la nottata passi, dubitando semmpre di più che riuscirà, un giorno, a sorgere l'alba.