Hannover come Abu
Ghraib, fino al `47
Dagli archivi britannici spunta un carcere segreto nella Germania occupata:
centinaia di prigionieri, torture e morti
Oltre agli ex nazisti nel penitenziario vennero seviziati comunisti e membri
della sinistra. Molti i detenuti finiti in cella per caso
FAUSTO DELLA PORTA
Il Foreign office non ha ancora acconsentito alla pubblicazione delle
fotografie scattate da quelli che furono definiti «scheletri viventi». Ma
anche senza l'ausilio delle immagini, la realtà di un campo di prigionia e
tortura nella Germania nord-occidentale gestito dai militari britannici e
operante fino al 1947 è venuta alla luce in tutta la sua crudezza grazie a
documenti declassificati - dopo 60 anni come prescritto dalle norme del
Freedom of information act - resi pubblici ieri dal Guardian. E così Bad
Nenndorf ha cessato d'un tratto d'essere il nome di un'elegante cittadina
termale nei pressi di Hannover, per diventare il luogo dove centinaia di
prigionieri - all'inizio quasi esclusivamente nazisti e membri delle SS, in
seguito sospetti agenti sovietici, tedeschi con simpatie di sinistra e
decine di persone catturate «a caso» - venivano picchiate, torturate e
spesso lasciate letteralmente morire di fame. Una prigione le cui pratiche e
la cui organizzazione somigliano in molti punti a quello che sarà
sperimentato 60 anni più tardi nel carcere di Abu Ghraib, il penitenziario
di Baghdad nel quale è esploso il più recente «scandalo delle torture».
Il carcere degli orrori - secondo i documenti ufficiali citati dal
quotidiano londinese - era gestito da un'apposita organizzazione denominata
Combined services detailed interrogation centre (Csdic). Documenti ufficiali
scoperti il mese scorso nell'archivio nazionale di Kew, a sud-ovest della
capitale britannica, avevano già portato alla luce la London cage, la gabbia
di Londra, un centro di tortura segreto dove prigionieri tedeschi, dopo
essere stati cancellati dagli elenchi della Croce rossa, venivano picchiati,
privati del sonno, minacciati di morte o di operazioni chirurgiche non
necessarie. Ma le condizioni di detenzione di Bad Nenndorf - riferisce il
Guardian - erano ben peggiori. Secondo i documenti del ministero degli
esteri di sua maestà nei 22 mesi in cui il «lager» rimase operativo, fino al
luglio 1947, vi passarono 372 uomini e 44 donne sistematicamente picchiati,
esposti al freddo estremo, alcuni lasciati morire di fame, altri torturati
con strumenti sottratti a un ex prigione della Gestapo (la polizia politica
del regime nazista) di Amburgo. Questa realtà sconcertante venne a galla
dopo un'inchiesta condotta da un investigatore di Scotland Yard, Tom
Hayward, in seguito alle denunce di James Morgan Jones, un maggiore
dell'artiglieria reale, e di un medico identificato come dottor Jordan. «C'è
una quantità di prigionieri contro i quali non è stato sporto alcun capo
d'accusa - notava l'ispettore Hayward - e l'unica ragione per la loro
detenzione sembrerebbe quella di essere cittadini di un paese ancora
nominalmente in guerra contro di noi».
Ma dalla fine del 1946, come dimostrano i documenti, il centro sembra essere
stato utilizzato anche in funzione anti-comunista: venivano detenuti
sospetti agenti della Nkvd russi, cechi e ungheresi, ma anche esponenti
della sinistra tedesca. «Tra gli abitanti della bassa Sassonia - prosegue il
racconto del giornale - Bad Nenndorf divenne noto come das verbotene dorf,
il villaggio proibito». «Ogni prigioniero che si rifiutava di collaborare
durante gli interrogatori veniva condotto in una cella di punizione dove era
spogliato e ripetutamente immerso nell'acqua, anche con temperature sotto lo
zero. Altri prigionieri venivano ammanettati dorso contro dorso e lasciati
davanti a finestre spalancate in pieno inverno».
L'indgine di Hayward portò davanti alla corte marziale il colonnello Robin
Stephens, il capitano John Smith e uno degli addetti agli interrogatori, il
luogotenente Richard Langham. La maggior parte dei sergenti - quelli che
materialmente eseguivano pestaggi e torture - furono perdonati in cambio
della confessione degli orrrori di Bad Nenndorf


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