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Non esistono risposte e allo stesso tempo possono esisterne tantissime, tutte valide ma tutte limitate.
Guardando al mistero della vita, alla perfezione di ogni elemento, di ogni accadimento, ecc. si rafforza in me la convinzione che nulla è casuale. Tutto è riconducibile ad una volontà superiore.
Volontà che si è rivelata e mostrata con la venuta di Gesù Cristo.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Metternich
Volontà che si è rivelata e mostrata con la venuta di Gesù Cristo.
Un libro (ovviamernte scritto da uomini), una storia passata atraverso secoli e secoli di tradizione, sulla cui validità storica ci sono attestazioni parziali (non dell'esistenza, ma della tradizione), e con evidente probabilità di essere stata manipolata (l'esegesi vangelica parla di testo "ispirato"), e per una cosa talmente improbabile come un Dio nato da una ragazzina di 16 anni, fatto uomo morto e poi risucistato dai morti a cui credettero in 12 pescatori della palestina.
Dalla quale per giunta si farebbe scendere un'intera dogmatica, una Chiesa Ssnta CAttolciave Apostolica infallibile portatrice di Verità assoluta su un.... libro....
Non credo, per humana conditio, ai testi sacri. Quali che siano.
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Gli autori della Scrittura sono sempre due: Dio e l'uomo. Dio è l'autore principale, che ispira, l'uomo è l'autore secondario. Il nuovo testamento è il testo storicamente più attestato e quindi più sicuro dell'antichità.
Circa la "probabilità" continuo a non capire sulla base di quale criterio sia valutabile. Infine non capisco cosa c'entri la condizione umana con il fatto che i libri non siano sacri, bah.
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Un credente non ha bisogno di prove e neppure di grandi discorsi.
E non c'e' prova o discorso che basti a convincere un miscredente.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Murat
Gli autori della Scrittura sono sempre due: Dio e l'uomo. Dio è l'autore principale, che ispira, l'uomo è l'autore secondario. Il nuovo testamento è il testo storicamente più attestato e quindi più sicuro dell'antichità.
Circa la "probabilità" continuo a non capire sulla base di quale criterio sia valutabile. Infine non capisco cosa c'entri la condizione umana con il fatto che i libri non siano sacri, bah.
Cosa che sca scritta nel libro.... scritto dagli uomini.... :-00w09d
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Tu hai l'attitudine a semplificare tutto. Ho forse escluso la presenza anche di autori umani? No di certo. Le Scritture però attestano di se stesse di non essere questo e anzi, di non esserlo essenzialmente!
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io mi trovo nelle risposte di coxem e antonio.
ovvero da un lato, non è l'uomo che trova Dio, ma è Dio che trova l'uomo.
e questo può passare sia attraverso un illuminazione interiore, ma di norma passa attraverso una testimonianza umana.
un genitore, un amico, un santo, ecc
cioè la Chiesa..(intesa come comunità dei credenti), che il modo con cui Cristo permane nella storia, perchè il compito della Chiesa non è solo ripetere parole di 2000 anni fa, ma è rendere Cristo Vivo, non solo con i Sacramenti da parte dei preti, ma attraverso l'unione in Cristo, perchè dove due o tre saranno nel mio nome IO SARO LI.
una testimonianza in cui tu puoi dire..è cosi', questo è un modo di vivere che è più vero, ci vado dietro...
che è esattamente quel che è capitato agli apostoli, incontrando Gesu', che mostrava loro un modo di vivere e di concepire totalmente più corrispondente al cuore.
il consiglio che si puo dare una persona per credere, è semplicemente di stare ricettivo, di vivere interrogandosi, di cercare.
poi il credere è un dono, è un regalo che ci fa Dio.
giusto quel che diceva Antonio riguardo al fatto che Dio sembra dover esistere per spiegare e dar senso a tutto il creato.
io non penso che questo sia sufficiente per la fede in Cristo, ma è una posizione molto facilitante, perlomeno all'ammettere il Mistero.
sottolineo che questo non significa: credo perchè se no è tutto più brutto e difficile.
ma è una posizione della ragione.
credo perchè guardando il reale e tutto ciò che esso grida e la domanda di senso che sembra costituirci, la non esistenza di un senso appare come la spiegazione più irragionevole.
è come se esistesse la sete, ma non l'acqua.
ultima cosa..
perchè Dio e non Allah (per esempio)
uno inizia la sua ricerca con quel che gli è proposto.
perchè è normale come detto sopra ammettere un mistero, cosi l'uomo nella storia ha tentato di dare un volto a questo mistero, ed in diversi modi.
ora la fede quella autentica, non ha bisogno di prove scientifiche, ma
nello stesso tempo come poche altre cose, vuole trovar verifica nell'esperienza.
chi crede, è perchè nella sua vita ha constatato in tanti momenti, intuizioni, rapporti,(cioè nei fatti dell'esperienza) che Gesù e la sua proposta sono grandi e vere.
se non ci fossero stati mai questi momenti, uno sarebbe uno sciocco a credere..
Dio ha pensato per ognuno di noi una strada diversa, ma rimane il fatto che se tu sia buddista, musulmano o cristiano di tradizione ma senza fede, se Gesù lo incontri, ti accorgi che risponde..(combacia direi), alla struttura del tuo "essere", in modo strepitosamente più grande di ogni altro tentativo di risposta al mistero, concepito dall'uomo.
perchè non è un tentativo di risposta, ma è la risposta che si fa in mezzo a noi.
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[quote=iannis]Ciellino vero? :p
quote]
Per favore...
Quello che dici esiste da ben piu' di 2000 anni.
Che poi tu lo hai rispolverato grazie a CL e' un altro discorso, anche CL da qualche frutto:D
A meno che non si voglia arrivare ad "Andate in pace" ..."Nel nome del Giuss" oppure "Rendiamo grazie al Giuss".
Fate i bravi che siamo a Natale:D :D :D
ciao.
Stefano
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Citazione:
Originariamente Scritto da Oli
E perché proprio nel nostro e non in un altro?
Se foste nati in Arabia sareste musulmani?
Cosa consigliereste di fare a chi volesse conquistare la fede, ma non riesce a trovarla?
La rivelazione prima di tutto, ma anche il fatto che l'universo non trova altra spiegazione se non l'esistenza di un entità superiore.
A chi volesse trovare la fede direi che se è spaventato del piccolo sacrificio che comporta ne vede i suoi frutti di fronte aggrappandosi ad essa nei momenti difficili.
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Io suggerirei di portare una certa distinzione tra articoli di fede e di ragione.