La battaglia per la difesa del nostro idioma continua con successo.
Inizialmente criticata come battaglia persa in partenza, come velleità di una sparuta avanguardia intelletuale di estrema destra, è poi divenuta col tempo patrimonio di numerosi validi esponenti della cosidetta società civile.
Purtroppo la pressione omologante della lingua anglo-americana è talmente forte da poter contare anche sulla connivenza delle principlai istituzioni nazionali, a cui sarebbe invece demandata la difesa della lingua.
In primis l'Accademia della Crusca, e il suo presidente Sabbatini, incapaci di reggere lo scontro linguistico, a differenza dell'Acaèmie francaise o della Real Academia espanola.
Qui sotto trovate l'ultima importante presa di posizione di un noto espnente della società civile, il giornalista Beppe Severgnini, pubblicata recentemente sul Corriere della Sera:
"ciao , bravo, tutti ci copiano"
Alcuni vocaboli vengono dalle lingue straniere e questo è fisiologico: non abbiamo tradotto sexy e non traduremo sushi. Lo stesso fanno le altre lingue vive, quelle morte non hanno questi problemi di trafusione.
L'importante è non esagerare e rendersi ridicoli, come coloro che parlano di shiftaggio , upgradare, supportare. Quest'ultima è contenuta in molti dizionari, ma non conta. i dizionari registrano , ma non giudicano.
Voi invece fatelo e siate spietati.
l'abuso dell'inglese è irritante perchè denota un complesso d'inferiorità interamente ingiustificato. L'italiano piace e funziona in tutto il mondo. dalla germania agli usa, dalla russia al giappone la nostra è la lingua della gioia, dovunque sia nascosta: nella musica, nella gastronomia, nell'abbigliamento, nella vita familiare, nella tecnologia (i nomi delle auto).
Ciao è ormai un vocabolo internazionale, così "bella figura" "bravo" "bambini" "piano" "sottovoce" "ravioli".
E quando non copiano l'italiano gli stranieri copiano il latino "plus"
"junior" "quantum" "deficit" sono alcuni dei molti vocaboli che un californiano condivide con Catullo.
Per concludere: un pò d'orgoglio diamine. Noi siamo italiani. Quindi parliamo italiano."
Lecco RN




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