ROMA — «Certo, invocare l’esclusione di una squadra da una competizione sportiva internazionale è doloroso, quasi imbarazzante...». Poi il tono della voce dell’ex direttore dell’Unità, Furio Colombo, fa capire che sta per arrivare un ma. «Ma non far partecipare la nazionale iraniana ai Mondiali di calcio in Germania mi sembra un passo utile e necessario per dare un segnale di fermezza, mentre troppe persone continuano a far finta di nulla».Lo sport, però, dovrebbe unire i popoli. I Mondiali di calcio non potrebbero essere un’occasione di dialogo?«C’è poco da affratellare e dialogare fin quando il presidente Ahmadinejad continua con i suoi macabri fraseggi. Le sua parole sono oggettivamente naziste, d i m o s t r a n o che il germe nazista ha viaggiato nel tempo e nello spazio. Tutto l’impianto delle sue dichiarazioni ci riporta a quel modo di sragionare, comprese le falsificazioni storiche sull’Olocausto, compreso il far finta di non sapere che Israele non è un’imposizione ma uno Stato circondato da Paesi nati quasi nello stesso periodo e in un territorio sottratto al colonialismo. Certo, se si procederà all’esclusione, bisognerà spiegarla bene».In che senso?«Questa decisione colpirebbe prima di tutto gli sfortunati calciatori della nazionale iraniana che probabilmente vorrebbero vivere pacificamente nella comunità internazionale, che probabilmente non la pensano come il loro presidente ma non possono certo dirlo per timore che accada qualcosa a loro, alla loro carriera, ai loro familiari. Ecco, bisognerà spiegare che l’esclusione non è contro la squadra, ma contro il presidente che malauguratamente rappresenta quello splendido Paese che noi tutti ammiriamo e che si chiama Iran».C’è un precedente, sempre nel calcio. Nel 1992 la nazionale jugoslava fu esclusa dagli Europei in Svezia. Quella scelta non cambiò certo il corso della storia e della guerra di Bosnia.«Non mi aspetto che l’esclusione dai Mondiali della nazionale iraniana possa cambiare la storia.Masarebbe un segnale, piccolo per carità, di netto rifiuto di questi atteggiamenti. E potrebbe essere anche un passo propedeutico verso decisioni più severe prese sempre dalla comunità internazionale ».La Fifa, la Federazione internazionale del calcio, come le Nazioni Unite?«Mah, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha già condannato le parole del presidente Ahmadinejad e sono certo che tornerà presto a farlo. Anche se le Nazioni Unite, purtroppo maltrattate dalla destra americana, sono ridotte in uno stato tale che possono far poco. Sto pensando all’Europa, piuttosto ».E cosa dovrebbe fare l’Europa.«Gli Stati Uniti con l’Iran non hanno rapporti commerciali. Il partner principale siamo proprio noi, l’Europa. E allora è qui che si potrebbe intervenire per richiamare il presidente iraniano».Pensa a un embargo?«Non so cosa si potrebbe fare in concreto, ma credo che l’Unione Europea si dovrebbe riunire al più presto per discutere il caso. Poi si possono prendere tante decisioni, le sanzioni possono essere diverse. Ma almeno si comincia a discutere e non si tira avanti come se nulla fosse».Non spiega il signor Colombo se teme che i tedeschi si ribellerebbero al fatto di esser stati assolti dalla colpa di genocidio o alla proposta di accogliere qualche milione d’immigrato rientrato dalla Palestina