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Al numero verde 800901010 risponde l'UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Provate a farlo, vi risponderà un giovane dall'accento straniero; probabilmente senegalese o somalo; esponetegli il caso Di Canio.

Qualcuno lo ha fatto, e l'addetto all'altro capo del filo, dopo aver espresso la sua solidarietà al giocatore, ha prontamente fornito tutte le coordinate e gli estremi per inoltrare una lettera di denuncia per discriminazione sul posto di lavoro. La lettera di denuncia va inviata come su indicato dell'ufficio antidiscriminazioni all'indirizzo di posta elettronica antidiscriminazioni@pariopportunita.gov.it è possibile mandare anche una semplice lettera a U.N.A.R. largo Chigi n°19 palazzo Chigi 00187 Roma Spettabile Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni intendo denunciare un evidente atto di discriminazione sul lavoro. Il fatto è stato riportato da tutti i quotidiani e media nazionali, e riguarda il giocatore di calcio della società sportiva Lazio, Paolo Di Canio squalificato per una giornata del campionato italiano di calcio di serie A, quindi impossibilitato a svolgere il suo lavoro perché secondo la giustizia sportiva durante la partita di calcio Lazio-Juventus salutava il proprio pubblico con il braccio destro teso verso l’alto richiamando il saluto fascista . Visto che la legge 20 giugno 1952 n. 645, nel testo modificato dalla legge 22 maggio 1975 n.152, riconduce l'ipotesi della ricostituzione del partito fascista a soli 3 casi specifici: 1) quando si perseguono le finalità proprie del partito fascista esaltando, minacciando, o usando violenza. 2) Quando si propugna la soppressione delle libertà costituzionali o si denigra la democrazia. 3) Quando si svolge propaganda razzista, anche attraverso manifestazioni esteriori di carattere fascista... La legge esige inoltre che, per essere perseguibile, una qualunque manifestazione che ricada nei 3 casi di cui sopra, debba essere compiuta da un'associazione composta da almeno 5 persone. Paolo di Canio, cittadino romano, che si esibisce nel saluto romano di fronte a i proprio tifosi e concittadini, esprime semplicemente una libera manifestazione del proprio pensiero e come tale non può in alcun modo essere perseguito. Il saluto romano potrebbe essere eventualmente perseguito solo se si dimostrasse che esso implichi direttamente il pericolo di una possibile ricostituzione del partito fascista (Cassazione, sezione II n.7560 del 30.7.1982). In altre parole, affinché Di Canio fosse punibile, si sarebbe dovuto provare in maniera inconfutabile che almeno altri 4 giocatori della S.S. Lazio avessero contemporaneamente fatto il saluto romano, con l'evidente intenzione di ricostituire il partito fascista. Spero che il vostro ufficio indaghi su questo fatto secondo coscienza ed in modo scevro da ogni convinzione politica personale. Cordiali saluti