



Non mi è mai piaciuto Gino Paoli, come cantaante e come persona, per il suo comportamento scostante... maleducato, anticonformista se vogliamo.
Questa intervista però gli fa molto onore, e lo guarderò d'ora in avanti, con rispetto !
Saluti


Bellissima intervista. Anche come orgogliiosa rivendicazione della propria storia e delle proprie idee. Ma su una cosa non sono d'accordo: la sua canzone più bella non è sapore di mare, ma il cielo in una stanza.


E 'Senza Fine' ??Originariamente Scritto da Nelson
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


«Resto comunista ma non amo le bande»Originariamente Scritto da Luca_liberale
Il che dimostra che le foibe non sono comuniste. E noi italiani abbiamo delle grandi colpe, quello di aver insegnato a infoibare la gente agli jugoslavi.
Questo dimostra quanto l'anticomunismo e la guerra fredda hanno prodotto di aberrante.


"È la guerra che rende l’uomo atroce; per questo io odio la guerra."
Credo che questa sia la frase che sintetizza tutta l'intervista.


"Atrocità hanno commesso anche gli alleati che risalivano l’Italia. Le truppe d’assalto avevano il diritto, riconosciuto per iscritto, di saccheggiare e stuprare: e le truppe d’assalto erano per gli americani i neri, per i francesi i marocchini, per gli inglesi gli indiani. Le conseguenze le hanno patite le donne italiane, finché queste truppe non si sono attendate al Tombolo, in Toscana, in un accampamento frequentato da femmine alla disperata ricerca di cibo, finché non sono arrivati gli americani ad arrestare tutti. Io stesso, Amanda, dovetti scendere dal treno che ci riportava a Genova e passare tra le macerie di Recco distrutta dal bombardamento alleato - non avevo ancora dieci
anni - camminando tra due pile di cadaveri. È un ricordo indelebile."
Della serie "ci hanno liberato".


«Quando a Genova si seppe che per il congresso missino sarebbe tornato in città Basile, l’uomo che aveva compilato le liste degli operai da mandare in Germania, allora studenti e portuali, professori e camalli reagirono allo stesso modo, senza neppure bisogno di parlarsi. Il Pci fu del tutto scavalcato, come lo fu Togliatti dal fratello, che insegnava all’università e marciò in testa ai cortei. Io presi la mia razione di botte. Le jeep caricavano fin sotto i portici, e i respingenti di gomma facevano male. Il congresso dei missini, che allora si chiamavano ancora fascisti, non si fece più, il governo cadde, ma una generazione ha pagato cara quella vittoria: c’è gente che ha passato in galera vent’anni, un mio amico portuale in galera c’è morto».
Maledetto Scelba![]()