….capito
Per chi ancora non l’avesse capito, il presidente iraniano Ahmadinejad considera l’olocausto degli ebrei un “mito” e Israele uno Stato da cancellare dalla mappa o da spostare in Carinzia o giù di lì. Per chi ancora non lo avesse capito, l’Iran si sta dotando – mancano pochi mesi per ammissione perfino dell’Agenzia atomica internazionale – della bomba nucleare.
Se non ci fosse in ballo Israele, se una parte dell’occidente non fosse stanca, se l’Europa non si stesse suicidando nelle more di un dibattito su come continuare a foraggiare gli agricoltori chiracchiani della Corrèze, forse saremmo qui a discutere di un conflitto che sta per diventare inevitabile, di una minaccia intollerabile alla pace e alla stabilità.
Invece nulla. Una nazione così minacciosa, un presidente così dichiaratamente bellicoso e un regime torturatore e fomentatore di odio sono trattati con la degnazione dei pavidi, dei volenterosi carnefici di se stessi.
Si dice che in realtà Ahmadinejad è debole, che con l’Iran si può trattare, che la democrazia non arriva sulla punta delle baionette.
Il dramma è che una dittatura può colpire con la punta di uno Shahab 3, magari lo Stato democratico d’Israele. Per fortuna ci sono i veri resistenti iracheni (sunniti compresi) che oggi vanno a votare – sotto le bombe, e dunque il loro voto vale doppio, non la metà – per tentare di allontanare quello spirito di Monaco che l’Europa non riesce proprio a togliersi di dosso, mentre cavilla ipocrita sui voli della Cia che tutti conoscevano o sui foglietti d’intelligence tarocca che nulla hanno a che fare con la guerra che il terrorismo jihadista ha dichiarato alla civiltà l’11 settembre 2001.
Per fortuna si scopre che Chirac sta al minimo storico nei sondaggi in un paese, la Francia, che è e che inizia a sentirsi in declino, ma che continua a processare sulla pubblica piazza i pochi pensatori liberi alla Finkielkraut che hanno il coraggio di dire che il re è nudo.
Ma più che vedere con i propri occhi che l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder ha la visione e la statura e il ruolo e lo stipendio di un alto impiegato dell’impero petrolifero putiniano (ma il greggio non era lo spirito guida e maligno di Bush?) e nulla più, che cosa deve accadere perché le anime pie riconoscano l’importanza del momento?
Che cosa deve accadere perché gli Zucconi di tutto il mondo ammettano che è una fortuna che il premier inglese Tony Blair, proprio ieri, abbia fatto capire che lascerà sì la politica, ma non prima della fine del suo mandato?
Ferrara su il Foglio
saluti




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