Pisanu, ombre sulle elezioni: gli estremisti sono fra voi
di red
Minacce sulle elezioni, violenze crescenti, bande armate a piede libero. Il ministro dell’interno Beppe Pisanu, a poco più di tre mesi dalle elezioni, dipinge un quadro fosco del clima politico italiano. E mette in guardia i parlamentari che lo ascoltano: «Isolare e denunciare i violenti spetta innanzitutto alle forze politiche e sociali e specialmente a quanto rivendicano il sacrosanto diritto di manifestare pacificamente le proprie opinioni».L’occasione per il grido di allarme, l’informativa urgente in commissione Affari Costituzionali della Camera sulla colluttazione con un gruppo di autonomi a bordo di un treno pieno di manifestanti No Tav che ha costretto in ospedale l’europarlamentare leghista Mario Borghezio, si trasforma così in un minaccioso richiamo a chiunque scenda in piazza per manifestare contro il Governo.
«Da molto tempo, sulla base di numerose informazione e di scrupolose analisi ho denunciato al Parlamento i rischi di una crescente conflittualità sulla quale si sono venute innestando forme sempre più gravi di illegalità diffusa e di violenza politica», sostiene Pisanu. E rimbrottando chi lo ha «addirittura accusato di caricare i toni per preparare il terreno alla repressione poliziesca» (le cariche di Venaus evidentemente sono già archiviate): attacca: «Oggi devo rilanciare quell'allarme con rinnovata preoccupazione, puntando il dito su qualche migliaio di estremisti che hanno sistematicamente inquinato le manifestazione anti-Tav e numerose altre prima di esse».
Per quanto riguarda il caso specifico, l’aggressione a Borghezio, Pisanu, senza dare spiegazioni, modifica la versione dei fatti fin qui acclarata: «Contrariamente alle prime impressioni – sostiene - l'onorevole Borghezio non ha compiuto alcun gesto provocatorio». Anzi, «è salito su un treno prima dei manifestanti e ha preso posto in una carrozza lontana da quelle a costoro riservate».
A un certo punto, prosegue il racconto del ministro, Borghezioo «è stato preso di mira e poi selvaggiamente aggredito da una squadraccia di picchiatori mossi da odio politico. Sorte identica hanno avuto i due operatori della Polizia ferroviaria che hanno cercato di proteggerlo». Un «pestaggio brutale durato parecchi minuti». Non solo: «Fino all' arrivo dei carabinieri alla fermata di Chivasso, nessuno ha mosso un dito per fermare gli aggressori», i quali «hanno trovato ampia copertura tra gli altri manifestanti che affollavano il treno: a quanto pare nessuno di loro ha visto o sentito nulla».
Da qui all’evocazione dei mandanti morali o dei taciti protettori degli assalitori il passo è breve. E Pisanu, lo compie, sottolineando come, «è giunto il momento di guardare anche più in là: al tentativo, politicamente più insidioso, di avvelenare, destabilizzare, e magari deviare la lunga campagna elettorale, che ci terrà impegnati sino al prossimo giugno». Ma da chi? E per quale motivo?
Forse sarebbe opportuno che Epixx (se non sbaglio testimone oculare) si desse da fare per chiarire, magari insieme ad altri testimoni, queste vicende davvero sconcertanti, magari scrivendo qualche lettera ai vari giornali. Questi signori ormai, sentendosi persi, strumentalizzano tutto e spargono menzogne in tutte le circostanze.




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