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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Post Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - di G. Oneto

    Ogni anno ricomincia il tormentone del 25 aprile, con la solita scia di polemiche, storiche, politiche e i suoi “vengo anch’io: no tu no!”. Per farla finalmente finita – 64 anni dovrebbero essere davvero abbastanza anche per le astiosità più feroci – sarebbe sufficiente spogliare la ricorrenza di ogni significato ideologico e tornare finalmente a festeggiare il 25 aprile per quello che è sempre stato: il giorno di San Marco. Niente paura: non il San Marco di Junio Valerio Borghese, ma quello del Vangelo, del Leone e di mille anni di civiltà. Anzi si può fare di più e di meglio, cominciare i festeggiamenti tre giorni prima, il 22 aprile, riprendendo una antichissima tradizione popolare, quella delle Rogazioni. Una festa pagana, ripresa dal Cristianesimo, che voleva celebrare il ritorno della primavera e l’unione fisica e simbolica delle comunità con il loro territorio. Vi si tenevano delle processioni “rogazionali” che avevano luogo nei giorni compresi fra quelli dedicati ai santi Teodoro (22 aprile), Giorgio (23), “Giorgino” (24) e Marco (25 aprile). Percorrevano il territorio per benedire i campi con modalità che palesavano la loro origine di riti pagani finalizzati a sollecitare fertilità, all’interno di una società profondamente legata ai ritmi e ai simboli della terra. Soprattutto nell’Occitania alpina e in Padania occidentale le processioni erano significativamente accompagnate dal simulacro di un drago. In area insubre, l’insegna – detta Üslasc – era di metallo e aveva una precisa funzione simbolica: il primo giorno procedeva baldanzoso, davanti alla processione, con la coda dritta e la bocca piena di fiori. Il secondo era a metà del corteo, aveva un aspetto meno fiero, adorno di pochi fiori e con la coda allineata al corpo. L’ultimo giorno, quello del trionfo di Cristo sulle forze del male, il drago chiudeva il corteo con la coda a penzoloni, l’aspetto mogio e la bocca aperta. La processione si presentava così come una rivisitazione del combattimento di Giorgio col drago.
    Ma sono le date a essere particolarmente interessanti: San Teodoro è una figura spesso confusa con San Giorgio per storia e attributi simbolici di cacciatore di draghi: segno di sottomissione della terra. A Venezia è San Todaro, ed è raffigurato – di fianco al Leone – sulle colonne di piazzetta San Marco. San Giorgio non è solo un dei più insigni difensori della Fede ma è anche il protettore dei contadini. Il 24 aprile nell’antica Diocesi ambrosiana (che comprendeva alle origini quasi tutta la Padania) era dedicato – prima della riforma del Calendario liturgico – a San Giorgio, ed è rimasto nella tradizione popolare il giorno di San “Giorgino” o “Giorgetto”. La chiusura della straordinaria concentrazione di simboli avviene il 25 con San Marco, non a caso rappresentato da un Leone alato, simbolo solare, di vita e di rinascita. Una bella festa di primavera insomma che mette assieme Giorgio, protettore della Lombardia storica (Genova compresa), e Marco, protettore della sua parte orientale (Venezia, ovviamente, compresa).
    Un proverbio bellunese, che trova corrispondenza in una area molto vasta, dice: “San Giorgio dinze, San Marco fora” (“Fino a San Giorgio gli animali restano nelle stalle, da San Marco in poi possono pascolare nei prati”): è una vera festa di passaggio, ricordata da riti antichi e simboli eterni. É una festa da andare per campi ad accogliere la nuova primavera e a celebrare l’antichità della nostra cultura. Senza bandiere di partito, slogan truculenti, canti di guerra: questa terra è assai più antica di ogni ricorrenza politica. É la sua festa.
    Gilberto Oneto

    Pubblicato in data odierna da Libero

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  2. #2
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    non si dovrebbe scrivere ad ogni costo.

  3. #3
    sübre ò söpèi? No, Zølfø.
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    Citazione Originariamente Scritto da dime can Visualizza Messaggio
    non si dovrebbe scrivere ad ogni costo.
    Da incorniciare.
    E da esporre in casa Oneto.

  4. #4
    Lombard [--+--] Mod
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    L'Autore suggerisce di mettere definitivamente da parte il binomio "25 aprile/resistenza" oltretutto attraverso un piacevolissimo excursus storico e onomastico.
    Ribadisco la solita raccomandazione.
    Vero che, in generale, non si dovrebbe scrivere ad ogni costo ma è altrettanto vero che si dovrebbe leggere attentamente prima di rispondere; l'avete fatto?
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  5. #5
    sübre ò söpèi? No, Zølfø.
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    Citazione Originariamente Scritto da Jack's Return Home Visualizza Messaggio
    L'Autore suggerisce di mettere definitivamente da parte il binomio "25 aprile/resistenza" oltretutto attraverso un piacevolissimo excursus storico e onomastico.
    Ribadisco la solita raccomandazione.
    Vero che, in generale, non si dovrebbe scrivere ad ogni costo ma è altrettanto vero che si dovrebbe leggere attentamente prima di rispondere; l'avete fatto?
    Fuori da casa mia c'è la bandiera del Leone.
    Non c'è bisogno che il prode Gilberto venga
    a ricordarmi cosa festeggiare o meno il 25 aprile.

    Considerando che il mio babbo è stato
    gefangennummer 60779 ed il 25 aprile col cazzo
    che festeggio.

    Tu sai cosa penso di lui, anzi, gliel'ho detto in
    ghigna senza troppi fronzoli e senza insultarlo
    (cosa che invece gli riesce benissimo).
    Che ritorni alle sue cartine padane, ma la smetta
    di torchiare gli zebedei alla Venethia.

  6. #6
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    Gioann,
    mi sembra fuori luogo quest'acredine; sarà ben evidente per te che il 25 aprile è ben altro che non una squallida festa italiota ma per il 'grosso' pubblico è comunque un'occasione ri-educativa e dunque, secondo me, bene ha fatto Oneto ad approfittare dello spazio di 'Libero' per rinfrescare la memoria.

    In ogni caso, la mia meraviglia non si appuntava sui tuoi rilievi che sono cosa ben nota, quanto al giudizio di dime can (il quale, una volta entusiasta frequentatore dei Convegni LLCP deve nel frattempo aver perso interesse; per carità nulla di male, s'intende).
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  7. #7
    sübre ò söpèi? No, Zølfø.
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    Citazione Originariamente Scritto da Jack's Return Home Visualizza Messaggio
    Gioann,
    mi sembra fuori luogo quest'acredine...
    Nessuna acredine: 200 km di distanza
    sono sufficienti.

    Citazione Originariamente Scritto da Jack's Return Home Visualizza Messaggio
    ...sarà ben evidente per te che il 25 aprile è ben altro che non una squallida festa italiota...
    Non riesco ad immaginarla squallida.
    Ognuno è libero di credere anche a
    babbo natale, se lo desidera.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    due note dal mio account di FB


    http://www.new.facebook.com/note.php...id=69699471727

    Il 25 aprile è S. Marco ... e basta!?

    ""Il 25 aprile per noi non è la liberazione ma il giorno del tradimento, ovvero è la data in cui di fatto viene nominalmente sciolta la Repubblica della Valsesia nata 11 giugno 44 ad opera dei partigiani Autonomisti Valsesiani ( che non utilizzeranno mai simboli di partito nelle loro divise ) per riconfluire nella monarchia savoiarda, questo ad opera dei capi partigiani traditori e servi di partito ( comunisti socialisti liberali e democristiani). Sciolta e cancellata, in fatto di una infausta fratellanza, dai cuori e dalle menti dei Valsesiani.""

    ma allora il 25 aprile è S. Marco ... e basta!?


    Anche quello dipende dai punti di vista , per i Veneti sicuramente , ma io Veneto ( anche se parte della mia famiglia viene da li ) non sono, se poi parliamo di onomastico , non essendo un credente ( non almeno della organizzazione cattolico cristiana ) , la cosa non mi interessa, meno ancora per qualche festeggiamento, che come ho sopra descritto non sia concernente la mia terra e il mio popolo. quindi rimango della mia idea originaria, e una data che indica un tradimento che stava per svolgersi, anche se il tradimento si svilupperà mesi dopo.
    Se poi vogliamo essere più incisivi , cosa che visto l'andazzo , e anche ora di esserlo, i movimenti autonomisti o indipendentisti sbilanciati verso una o l'altra delle fasce politiche italiote non hanno senso di esistere, in quanto diventano come un partito di nostra conoscenza, che ha fatto , grazie anche alla nostra complicità più danno che i partiti italiani, un ottimo lavoro utile al "dividi et imperat" italiano. In questo senso, negli ultimi due mesi il nostro movimento ha subito ( e chi ci era vicino se ne è accorto ) un forte cambiamento, con l' allontanamento di personaggi ( anche storici) troppo vicini agli schieramenti ideologici italioti, destra, sinistra, centro che fossero, ci siamo allontanati da movimenti che predicano la liberta di popoli ma che idealmente sono legati al centralismo ideologico del "grande veneto, grande lombardia, grande piemonte" quando sappiamo che queste tre realtà esistono solo in una chiave italica e non sono MAI storicamente esistite.
    Esiste allora un 25 aprile festa della liberazione? si! ma non ci appartiene!
    Esiste allora un 25 aprile San Marco ? si! ma non e di nostra cultura!
    esiste un 25 aprile , che viene dopo il 24 e prima del 26 ! tutto qui!


    http://www.new.facebook.com/note.php...id=69798971727

    Partigiani si! ma AUTONOMISTI !


    I numeri della guerra civile nelle Alpi e nella pianura Padana dalla parte dei partigiani ribelli:

    • Brigate Garibaldi (comunisti ) 575* (130 circa)
    • Brigate Autonome 255
    • Brigate Giustizia e libertà 198* (30 circa)
    • Brigate Matteotti (socialisti ) 70* (21 circa)
    • Brigate del popolo 54
    • Monarchici Badogliani 14

    *( per obbiettività bisogna ricordare che durante le prime fasi della guerra civile molti gruppi autonomi già formati , furono integrati nelle brigate Garibaldi, GL o Matteotti , per mancanza di capi preparati o per la “perdita” di quelli effettivi )

    Per un totale di 256.000 partigiani.

    Di cui 70.930 caduti. (la percentuale più alta, circa il 15%, nel Veneto).
    Nel resto d’Europa i partigiani caduti furono complessivamente circa 34.000, di cui: 17.000 in Jugoslavia, 13.000 in Grecia, 2.000 in Albania, 1.000 in Francia, 1.000 negli altri paesi.


    Ora a rigor di logica e controllando bene i dati si evince che la guerra partigiana era una guerra di difesa della propria terra (e quindi più vicina all’autonomismo come si denota anche dalla nascita delle varie repubbliche partigiane autonome) e non come spudoratamente insegnato una guerra di “liberazione da nazismo”

    ""So che non so quel che non so! Non ho mai condito di menzogne un fatto vero, seppur disgustoso, per rendermene la digestione più facile! Mi sono guardato bene di fare delle verità , anche le più gustose , un idolo; ho preferito lasciarle il nome più umile di esattezza! Non morirò ricco, non morirò potente ,non morirò famoso, ma sicuramente morirò meno sciocco di come sono nato!""
    con buona pace di illo.....

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    e se mi consentite ...FB ha un grande pregio , HO visto pezzi che sono al livello di grandi giornalisti , quelli che non esistono più , solo che non tutti possiamo permetterci o ci viene permesso di scrivere su grandi giornali , questo alla faccia della "meritocrazia" che certi giornali vanno cianciando!!!

    in quanto alla questione "Vermilinguo", come ho sempre detto io ho un grande alleato , il tempo, e uno piccolo , il mio cervello , che però uso, molto più della lingua!
    chi vuol intendere intenda........tutti gli altri in roulotte!!


    http://www.mav-valsesia.org/sito/

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Dopo 64 anni di odio basta slogan e bandiere. Io festeggio San Marco - d

    L'italia è, forse, l'unico sato al mondo che festeggia le sue sconfitte.
    E che scambia liberazione con occupazione.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 

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